Archivio di marzo 2010

Cambiare fidanzato!

n350047336283_2668 Si ragazze è così!

E aggiungo…studiare impeg­narsi per imparare una pro­fes­sione, in un mondo che offre solo lavoro pre­cario, è  sicu­ra­mente fati­coso ma se ind­i­rizzerete le vostre energie in questo, sicu­ra­mente prima o poi rius­cirete ad ottenere la vos­tra indipen­denza e da liberi si ama e si ha più pos­si­bil­ità di essere amati!

Non perdete però la fidu­cia in voi stesse e nel genere umano, se non ce la fate da sole chiedete aiuto, la mag­gior parte della gente è buona! Iso­liamo quei pochi imbe­cilli pre­senti sul pianeta!

Mediatore immobiliare un lavoro “di sinistra”.

peacessmile In molti cre­dono che non si possa essere di sin­is­tra se di pro­fes­sione si fa l’agente immo­bil­iare, ma io sono con­vinta del con­trario e vi spiego il perchè.

L’articolo 1 della Cos­ti­tuzione Ital­iana dice: “L’Italia è una repub­blica fon­data sul lavoro.” ed io tra mille dif­fi­coltà dell’economia, dovute sia alla crisi inter­nazionale ma anche alle spec­u­lazioni di pochi ai danni di molti, questo fac­cio: lavoro.  Esercito un’attività pro­fes­sion­ale e di valenza sociale, metto in con­tatto chi vende con chi com­pra casa…sono un medi­a­tore immo­bil­iare.

Questo pro­fes­sione, mal­grado quanto dicano le “leggende met­ro­pol­i­tane”, non con­siste nell’arricchirsi a spese altrui ma, come per tutte le attiv­ità nel set­tore dei servizi, nel ren­dere un servizio alle per­sone, ai cli­enti che ne fanno richi­esta (non mi piace chia­marli con­suma­tori le case non sono un bene di con­sumo sec­ondo me!) dietro un cor­rispet­tivo che ret­ribuisce la prestazione professionale.

Il tito­lare di una pic­cola azienda (in  ogni set­tore) oltre ad essere ves­sato da una miri­ade di adem­pi­menti, manco fosse una multi­nazionale, è asso­lu­ta­mente privo di garanzie sociali che lo pos­sano sostenere in caso di sua malat­tia o dif­fi­coltà economica.

Inoltre, sono a suo carico la sua for­mazione pro­fes­sion­ale e dei suoi col­lab­o­ra­tori nonché tutte le inno­vazioni tec­no­logiche per adeguarsi alla pro­dut­tiv­ità che il mer­cato richiede.

La pic­cola impresa, deve com­bat­tere per non soc­combere agli attac­chi dei grossi gruppi, deve difend­ersi dalle leggi ves­sato­rie e deve attin­gere dal pro­prio red­dito anche per aggiornare le pro­prie attrez­za­ture, avendo lim­i­tatis­sime pos­si­bil­ità di accesso al cred­ito bancario.

Inoltre è da sfatare il mito, chi ha un’attività autonoma sia nec­es­sari­a­mente un privilegiato!

Molti sono costretti a “met­tersi in pro­prio” in alter­na­tiva alla dis­oc­cu­pazione o ad occu­pazioni mal ret­ribuite… mag­ari in nero, altri ad “aprire Par­tita IVA pur svol­gendo un lavoro sub­or­di­nato obbli­gati dalle aziende che non vogliono assumere con adeguato con­tratto e che si rifi­u­tano di pagare i rel­a­tivi con­tributi previdenziali!

L’economia cap­i­tal­is­tica ha fal­lito per­ché mette al primo posto i prodotti e non le per­sone e ha gen­er­ato spec­u­lazioni a van­tag­gio di pochi e ai danni di molti e una con­seguente crisi mon­di­ale sotto gli occhi di tutti.

In Italia in par­ti­co­lare manca la “gius­tizia sociale”, per questo sec­ondo me occor­rerebbe par­tire dalla ricostruzione della sin­is­tra, per ricon­quistare soprat­tutto la “dignità umana” che ci è stata tolta dal pre­cari­ato nel lavoro.

La mia pro­fes­sione di medi­a­tore immo­bil­iare è di sin­is­tra, sec­ondo me, è pur vero che ha subito attac­chi dai politici di sin­is­tra…ma questa è un’altra storia!

Ketty Inc­reta