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Da che pulpito questa predica!

ELTON-JOHNAlcuni alti prelati avreb­bero dichiarato che sarebbe amorale con­sen­tire a Elton Jonh di cantare nella piazza di Trani per­ché c’è una chiesa e lui con la sua dub­bia moral­ità la offend­erebbe con la sua presenza!

Io so solo che nelle can­zoni di Elton Jonh c’è più amore di quanto non ce ne sia nelle reazionarie prediche di questi vescovi! (Chi non ha mai sen­tito la poet­ica Your song?)

Non è forse l’amore alla base della reli­gione cat­tolica?


Non ci ha forse inseg­nato questo Cristo?

Non ci ha forse detto che anche all’interno delle chiese si deve accogliere Maria Mad­dalena?
Penso che, anche alla luce degli inseg­na­menti delle Sacre scrit­ture, sia meglio cantare l’amore, davanti alle chiese che predi­care l’odio e vio­lentare i bam­bini all’interno di esse! Mon­signor Babini, ha ragione solo quando afferma: “Meglio non nascere che vivere certe esistenze”.

Anche una sola delle can­zoni scritte da Elton Jonh per l’emozione che regala a tutti noi da il senso alla sua esistenza. 

Ma questi mon­signori che han fatto di buono per la col­let­tiv­ità? Per­ché sono nati? 

Avventura a lieto fine a Torino.

ritrovamento-borsa-ridSabato notte, a Torino, dopo una cap­atina al Clavel e al Flu­ido, alcuni miei amici ed io, decide­vamo di attar­darci sul lungo Po per goderci ancora la nos­tra città e la fres­cura. Las­ci­ato il parco del Valentino e attra­ver­sato corso Vit­to­rio per­cor­revo insieme a mia sorella e ad alcuni amici, i murazzi del Po dove i locali erano ancora aperti e  affol­lati di gente, così come la passeggiata.

Iniziava ad albeg­giare e dietro il Monte dei cap­puc­cini il cielo si tingeva di un rosso spet­ta­co­lare e ignara di avere alle spalle 3 aggres­sori, mi è venuta voglia di scattare una foto col cel­lu­lare, riposto il tele­fono nella borsetta, con­tin­u­avo la passeg­giata chi­ac­chierando con  Maria­Grazia. All’improvviso due dei tre aggres­sori, spin­gono la mia amica per dividerci e il terzo mi sfila la borsa dal polso.

Non so come ho fatto (chi mi conosce sa che non ho fiato per cor­rere, fig­uri­amoci coi tac­chi e con questo caldo!) ma son rius­cita a cor­rergli dietro sal­endo in pochi sec­ondi la scali­nata dietro il mon­u­mento difronte a via Giolitti, oltre­tutto gri­dando a squar­ci­agola e atti­rando l’attenzione dei pas­santi che tem­pes­ti­va­mente chia­ma­vano la polizia. Nel frat­tempo i miei amici tele­fon­a­vano al mio cel­lu­lare che era den­tro la borsa scip­pata e ad un certo punto, qual­cuno ha risposto dal mio tele­fono a mia sorella: “sono uno che ha trovato una borsa in via Giolitti” ha detto.

In qualche istante è com­parso questo gio­vane ragazzo che oltre­tutto non ha nem­meno voluto che gli offris­simo da bere. Dalla borsa man­ca­vano solo i soldi (all’incirca 15 euro) ma c’era tutto quello che con­tava, ovvero doc­u­menti chi­avi della macchina e di casa, com­preso l’Iphone che potete immag­inare quanto sia impor­tante non solo per il val­ore eco­nom­ico, ma per tutti i dati che contiene!

Quel ragazzo che ci ha detto essere di Alba e avrà avuto una ventina d’anni  e gli altri sconosciuti che mai hanno aiu­tata, mi hanno dato qual­cosa di più impor­tante della mia prezio­sis­sima borsa: la certezza di vivere in un mondo dove l’uman­ità è davvero eccezionalepoliziotti a parte che ovvi­a­mente non si son visti!