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Amarcord: Una domenica senz’auto negli anni ’70!

AUSTRITY-22 dicem­bre 1973 era una delle domeniche di Aus­ter­ity, tutti intorno a me erano arrab­bi­atis­simi! Mia madre dopo una set­ti­mana di lavoro riteneva fosse ingiusto non poter usare la 127 per andare dalla provin­cia di Torino a pren­dere il caffè in Piazza del Duomo a Milano, mio padre impre­cava con­tro quelli dello Yom Kip­pur. Era a causa loro se ave­vano chiuso il canale di Suez e per questo motivo le navi petroliere dove­vano cir­cum­nav­i­gare l’Africa per portare il petro­lio ma, cosa ancor più grave, lui avrebbe dovuto fare a piedi, i 300 metri tra la nos­tra casa in Viale Gram­sci e il Bar Mag­giora in Corso Fran­cia a Col­legno! Per il ner­voso, aveva ter­mi­nato anzitempo le sigarette e per­tanto doveva asso­lu­ta­mente com­piere questo “lungo cam­mino” non senza insultare gli arabi che ave­vano messo l’embargo e lo face­vano sicu­ra­mente per aumentare il prezzo della ben­z­ina! Ma lo aumen­tassero senza farla tanto lunga! (In modo che lui potesse andarsi a com­prare le sigarette o andare con l’auto dove voleva!)

Mia nonna, alzava gli occhi al cielo e sospi­rava! Lei al tempo della guerra, faceva molti chilometri a piedi sotto i bom­bar­da­menti per portare il pane ai par­ti­giani, ma a mio padre ciò non inter­es­sava, la guerra, i par­ti­giani ora­mai erano roba d’altri tempi, ora vive­vamo i “tempi mod­erni” e non si poteva togliere ad un uomo mod­erno degli anni ’70 l’auto e, soprat­tutto, le sigarette!

Men­tre la mia famiglia impre­cava verso gli arabi e gli israeliani, io allora bimba ero invece felice di questa notizia dell’Aus­ter­ity e, senza dire nulla a nes­suno, presi i miei pat­tini a rotelle, lo spaz­zolino da denti, due Buondì Motta e un gomi­tolo di lana rossa (per seg­nare la strada e non per­dermi, non le brici­ole di pane che si sa che i passerotti le man­giano e dopo non sai più come fare per ori­en­tarti) e scesi in strada, anziché pat­tinare sul mar­ci­apiedi, come dovevo far di solito per non essere investita, potevo pat­tinare al cen­tro della strada, ero felice, c’era aria di festa, io pat­ti­navo e can­tavo a squar­ci­agola, una can­zone degli Equipe 84, “tutta mia la città ahaaaaa…”, in un attimo fui in Corso Fran­cia. Incred­i­bil­mente una delle arterie prin­ci­pali della città era com­ple­ta­mente sgom­bra d’auto, vi erano numerose bici­clette anche dalle forme strane, clown, gio­col­ieri, un gruppo di gio­vani “figli dei fiori” seduti al cen­tro di un incro­cio, con la chi­tarra inton­ava: “c’era un ragazzo che come me amava i Bea­t­les e i Rolling stones…” Quella can­zone la conoscevo, la maes­tra a scuola ci aveva par­lato della guerra del Viet­nam, ma non mi fer­mai… mia nonna mi aveva rac­co­mandato di non dare con­fi­denza agli estranei…soprattutto ai “figli dei fiori” e ai capel­loni, ma a me sem­bra­vano sim­patici poi doveva essere bello avere per gen­i­tori dei fiori, men­tre io ero figlia di una ciminiera! Mio padre fumava sem­pre e io non res­pi­ravo… mi bru­ci­a­van gli occhi!

Ad ogni modo con­tin­uai a pat­tinare e a sro­to­lare il gomi­tolo di lana per non per­dermi, ma l’avevo fis­sato ad un sas­solino troppo pic­colo, che mi seguiva come un cagno­lino e ad un certo punto un gatto balzo sul sasso e sul filo e imbrogliò tutto il mio rudi­men­tale “segna mappa”! Acci­denti non avevo mai visto gat­tini gio­care in Corso Fran­cia, il filo di Ari­anna aveva fun­zion­ato anche nel labir­into del Mino­tauro e qui che non c’erano mino­tauri un gat­tino aveva dis­trutto la mia impresa! Ma non mi spaven­tai più di tanto, ero arrivata davanti alla “nave”, un nuovo palazzo appena costru­ito, lo Sky res­i­dence, dietro quello… in via Rossini, in una casa fine 800 abita­vano i miei nonni, non mi ero ancora persa! Con­tin­uai a pat­tinare sul corso e anche più rap­i­da­mente (senza il filo di lana che s’impigliava nelle rotelle) in un attimo fui a Leuman!

Un cav­allo con tanto di calesse per­cor­reva la strada, non era usuale vedere a Col­legno su corso Fran­cia delle car­rozze coi cav­alli! Una zia di mio padre (Zia Bia­gia) mi aveva nar­rato che negli anni 30 andava al lavoro da Col­legno a Torino col tram trainato da cav­alli, ma non le avevo creduto, ed ora invece vedevo con i miei occhi dei cav­alli al trotto sul corso!

Ad un certo punto vidi anche un ven­di­tore di zuc­chero filato e di palloncini…mi spaven­tai a morte! Ero per caso finita nel paese dei baloc­chi di Col­lodi? Cer­cai uno spec­chio, mi toc­cai le orec­chie, le avevo ancora nor­mali, quelle d’asino non mi erano cresciute, ma nel dub­bio non mi fer­mai, pazienza per lo zuc­chero filato, ma non volevo che mi crescessero le orec­chie, che avrebbe detto la maes­tra, e i miei com­pagni? Man­giai un più ras­si­cu­rante buondì motta e lavai i denti ad una fontana. Con­tin­uai a pat­tinare qual­cuno m’aveva detto che quel corso arrivava in Fran­cia ed ero deter­mi­nata ad arrivarci pattinando!

Arrivata a Cascine Vica di fronte alla Standa il mio viag­gio ter­minò! Mio nonno Antonino, si era stan­cato di seguirmi disc­re­ta­mente e mi sor­passò con la sua bicicletta!

Dove pensi di andare pic­cola Ketty? mi chiese senza scen­dere dalla bici.

In Fran­cia, non posso?

Ma lo sai il francese? 

Si, so tutte le can­zoni di Sylvie Var­tanComme un garçon je n’ai peur de rien, la la la! Risposi impertinente

E il pas­s­aporto? Ce l’hai il passaporto?

Caspita! Il pas­s­aporto non l’avevo, dovevo inter­rompere il mio viag­gio! Senza più protestare mon­tai con tutti i pat­tini sulla canna della bici e mio nonno.

Un giorno potrai andare in Fran­cia e in tutta l’Europa senza pas­s­aporto! mi ras­si­curò Nonno Antonino,e mi portò a casa sua dove sul poutagè a legna mia nonna aveva scaldato già il pane con fioc­chi di burro e miele,  altro che il buondì motta indus­tri­ali che ti com­pra tua madre! Tuonò lei. Poi mio nonno lesse dei pezzi di  un libro dove Giuseppe Mazz­ini affer­mava che chi ama la pro­pria patria ama tutte le patrie, e che bisog­nava creare una democrazia sociale final­iz­zata al benessere cul­tur­ale dei popoli europei. 

Il 21 12 2012 alle 12.21 sarò in corso Fran­cia all’uscita della tan­gen­ziale, come coor­di­na­tore del Sen­tiero Umano di Sol­i­da­ri­età  Ambi­en­tale, questa volta sarà un po’ più dif­fi­cile per­ché la cir­co­lazione delle auto non sarà inter­rotta e soprat­tutto mio nonno, classe 1898 non c’è più, ma io lo porto lo stesso con me! E tu? Chi porti con te?

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AUSTERITY

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Che fretta c’era?

41498_100000683651137_111_nNell’Italia delle spec­u­lazioni e delle malver­sazioni, la polizia si reca a casa di per­sone come questa per arrestarle.

Che neces­sità c’era di arrestare il Con­sigliere Comu­nale Guido Fis­sore, da tempo con prob­lemi di salute, but­tan­dolo giù dal letto all’alba?

Guido al con­trario di molti “cap­i­tani” o “pres­i­denti” non si è mai sot­tratto alle pro­prie respon­s­abil­ità a com­in­ciare dalla difesa della pro­pria terra, l’aveste chiam­ato in ques­tura ci sarebbe venuto con le pro­prie gambe.

Per­ché in un’Italia dove verso chi costan­te­mente uti­lizza la cosa pub­blica per i pro­pri inter­essi e spec­u­lazioni e/o com­mette gravi errori che costano la vita a molte per­sone e danni irre­versibili all’ambiente si è molto indul­genti verso i gravi cri­m­ini ma ci si accan­isce con­tro per­sone come Guido e per lo più con metodi non uti­liz­zati nem­meno per i mafiosi o terroristi?

Che fretta c’era?

Lo sanno anche i bam­bini che il cantiere Tav non esiste e non siete in grado di real­iz­zarlo, ma sem­plice­mente state cer­cando di truf­fare l’ UNIONE EUROPEA!

Tanto i soldi per fare il Tav, non sapete dove andarli a pren­dere e anche quando toglierete ai nos­tri figli e a noi di bocca l’ultimo tozzo di pane per trovarli, ci met­ter­este comunque oltre 20 anni a dis­trug­gere le nos­tre mon­tagne, le nos­tre Alpi, per tute­lare gli sporchi inter­essi dei mafiosi che proteggete!

Arrestate voi stessi dalla vos­tra sceller­atezza! Siete ancora in tempo!

GUIDO FISSORE E GLI ALTRI LIBERI!

TAV: Una mattina al Politecnico per saperne di più!

politecnico_di_torino_logoQUALI RISCHI PER L’AMBIENTE, I LAVORATORI DEI CANTIERI, I CITTADINI  DELLA VALLE DI SUSA E 

POLITECNICO DI TORINOAULA MAGNA corso Duca Degli Abruzzi 24

TORINO

La real­iz­zazione della linea fer­roviaria ad Alta Veloc­ità Torino-Lione in Val di Susa è da tempo con­tor­nata da aspre polemiche, che non las­ciano emerg­ere gli aspetti più sig­ni­fica­tivi e tec­nici dell’opera stessa. Al di là degli slo­gan e delle posizioni favorevoli o con­trarie alla sua real­iz­zazione, l’incontro si pone l’obiettivo di far luce su tem­atiche rel­a­tive alla salute pub­blica, ai pos­si­bili dis­agi psi­coso­ciali e all’infortunistica, che un prog­etto di queste dimen­sioni potrebbe comportare.

Sono però temi che vanno con­tes­tu­al­iz­zati, osser­vati con la cog­nizione dei dati rel­a­tivi all’intera opera: per questo è impre­scindibile la conoscenza degli obi­et­tivi che l’opera stessa si pre­figge, in ter­mini eco­nomici e di polit­ica dei trasporti, alla luce di un bilan­cio tra costi-benefici – eco­nomici ed ener­getici – e del pos­si­bile impatto ambientale.

Del resto sono tem­atiche la cui osser­vazione può pog­giare non soltanto su anal­isi, dati di stu­dio e proiezioni, ma anche sull’esperienza ormai mat­u­rata e con­sol­i­data attra­verso la real­iz­zazione di altre tratte di linea. Un’esperienza alla quale pure far rifer­i­mento, come quella dell’area fiorentina e del Mugello da cui si pos­sono trarre tes­ti­mo­ni­anza e van­tag­gio, per calare la sin­gola ques­tione della Alta Veloc­ità in Val di Susa nel più ampio ambito della rete ad Alta Veloc­ità a liv­ello nazionale.

Le tem­atiche trat­tate nell’incontro vert­er­anno preva­len­te­mente su aspetti sci­en­tifici della salute pub­blica e di impatto ambi­en­tale: si è scelta la sede del Politec­nico di Torino per per­me­t­tere a chi­unque di parteciparvi.

PROGRAMMA

Mario CAVARGNA – Pronatura, Torino

Anal­isi delle carat­ter­is­tiche del prog­etto TAV in Val di Susa Una grande opera o è fortemenete utile o è forte­mente dan­nosa. L’utilità diventa quindi il primo para­metro da affrontare e in questo senso le richi­este di anal­isi esauri­enti e leali, sia in ter­mini di impatto fisico che di salute, da parte dei cit­ta­dini inter­es­sati sono legit­time. Per quanto attiene la fer­rovia ad alta veloc­ità manca il traf­fico: il traf­fico merci nei trafori autostradali italo-francesi è sceso del 31% nel decen­nio 2000–2009. Il liv­ello attuale è tor­nato a essere quello di 18 anni addi­etro con ten­denza neg­a­tiva, poiché gli scambi rec­i­proci sono stati sos­ti­tu­iti da impor­tazioni d’oltremare. L’insieme dei prob­lemi legati al trasporto, alla sicurezza e alle modal­ità d’esercizio con­ducono l’iniziale prog­etto ad alta veloc­ità ad una para­dos­sale penal­iz­zazione della capac­ità di traf­fico a fronte di una spesa equipara­bile a quella sosteni­bile per tre ponti sullo stretto di Messina.

Angelo TARTAGLIA – Politec­nico di Torino

Quali dovreb­bero essere i van­taggi del nuovo col­lega­mento tra Torino e Lione? – Anal­iz­zando sin­teti­ca­mente i costi dell’opera e l’andamento attuale e futuro prob­a­bile dei lussi di passeg­geri e merci si dimostra che il nuovo col­lega­mento non avrebbe alcuna pos­si­bil­ità di rag­giun­gere il pareg­gio eco­nom­ico nem­meno sul lungo peri­odo, som­mando così gli svan­taggi eco­nomici a quelli ambientali.

Pietro SALIZZONI — Uni­ver­sità di Lione

Impatto acus­tico delle linee AV/ACDescrizione dei fenomeni di gen­er­azione di rumore fer­roviario della sua propagazione in prossim­ità di una linea AV/AC, con par­ti­co­lare atten­zione al caso delle valli alpine. Anal­isi di un caso stu­dio: l’impatto della linea Torino-Lione nella bassa Val di Susa.

Mas­simo ZUCCHETTI — Politec­nico di Torino

Impatto ambi­en­tale e sulla salute del TAV: uranio, amianto, altri mate­ri­ali peri­colosi – La pre­senza di uranio, amianto e altri mate­ri­ali peri­colosi in Val di Susa viene esam­i­nata sulla base della let­ter­atura stor­ica e recente, illus­trando i risul­tati degli studi dell’autore, con­sulente della Comu­nità Mon­tana Val­susa da quasi un decen­nio. ver­ranno illus­trati due case stud­ies sugli effetti: radon e lavo­ra­tori, polveri di smarino e popolazione.

Luca MERCALLI – Soci­età Mete­o­ro­log­ica Italiana

La cura del ferro per inquinare meno? Dipende, c’è ferro e ferro… – Il prin­ci­pale pos­tu­lato su cui si basa la scelta di trasferire merci e passeg­geri dalla strada alla rotaia è la riduzione di emis­sioni cli­mal­ter­anti e inquinanti asso­ci­ata al risparmio ener­getico otteni­bile dal mezzo fer­roviario rispetto a quello su gomma azion­ato da motore ter­mico. Ciò non è tut­tavia sem­pre vero, e dipende forte­mente dall’investimento di “ener­gia gri­gia” uti­liz­zata per la costruzione di una nuova infra­strut­tura, com­pren­siva di quella inglo­bata nei mate­ri­ali e di quella nec­es­saria alla ges­tione e manuten­zione. Nel caso di un prog­etto per­vaso da gigan­tismo infra­strut­turale come la linea Torino-Lione, si rischia che la cura sia peg­giore del male, e si richiede comunque un’accurata anal­isi del ciclo di vita dell’opera prima di avviare qual­sivoglia real­iz­zazione. Inoltre la rap­ida evoluzione delle tec­nolo­gie dell’informazione e della comu­ni­cazione, nonché del trasporto su gomma ali­men­tato elet­tri­ca­mente, con­sigliano ulte­ri­ore pru­denza rispetto agli sce­nari che gius­ti­f­i­cano un’opera asso­lu­ta­mente rigida e non modulabile.

Giro­lamo DELLOLIO – pres­i­dente Asso­ci­azione di volon­tari­ato “Idra”, Firenze

Impatti, pre­ven­zione, con­trolli e sicurezza nella TAV appen­ninica e nel Nodo di Firenze – La doc­u­men­tazione rac­colta in 17 anni di mon­i­tor­ag­gio riv­ela il tipo di approc­cio col quale sono stati affrontati in Toscana i temi della pre­ven­zione nei cantieri, della salute pub­blica e della sicurezza dei lavo­ra­tori e dei passeg­geri della linea TAV. Di par­ti­co­lare inter­esse la per­sis­tente sot­to­va­l­u­tazione del diritto alla salute e alla qual­ità della vita anche nella dimen­sione urbana della cantier­iz­zazione per la stazione e i tun­nel per il Nodo AV di Firenze.

Luigi CARPENTIERO – Medico del Lavoro, ASL 10 Firenze

Prob­lem­atiche infor­tunis­tiche, di salute e dis­a­gio psi­coso­ciale  nei lavo­ra­tori della TAV e delle grandi opere infra­strut­turali dell’area fiorentina – Le ricerche effet­tuate dalla ASL 10 di Firenze, con il sup­porto uni­ver­si­tario e della coop­er­azione sociale,  nell’ultimo decen­nio di lavori nelle grandi opere infra­strut­turali dell’area fiorentina, tra cui la TAV, hanno evi­den­zi­ato un impatto impor­tante dell’organizzazione del lavoro sia nell’amplificazione dei rischi clas­sici pro­pri di tali opere (polveri, fumi, rumore ecc.) sia sull’usura psi­cofisica e sul dis­a­gio psi­coso­ciale dei lavo­ra­tori. Fat­ica fisica,  turni di lavoro a ciclo con­tinuo, iso­la­mento nei campi base dor­mi­to­rio e  lon­tananza dalla famiglia sono stati gli aspetti più indagati. Si è ril­e­vata anche una con­nes­sione tra gli infor­tuni più gravi e la tipolo­gia di turno adot­tato. Un’aggravante per alcuni cantieri è cos­ti­tu­ito dal fenom­eno del “mob­bing” deter­mi­nato dal “capo­ralato” che vige nel reclu­ta­mento dei lavo­ra­tori, prove­ni­enti quasi tutti da deter­mi­nate aree geogra­fiche del paese.

Marco TOMALINO – Coor­di­na­mento oper­a­tori san­i­tari Val di Susa

TAV e salute pub­blica. I rischi emer­genti dall’analisi dei prog­etti – L’esame dei prog­etti pre­lim­i­nari della nuova linea Torino-Lione riv­ela numerosi aspetti crit­ici per la salute pub­blica, legati alla pre­senza di mate­ri­ali peri­colosi, amianto e uranio, e alle attiv­ità di cantiere, con pos­si­bile coin­vol­gi­mento di strut­ture assis­ten­ziali e san­i­tarie. Ven­gono esam­i­nati in det­taglio gli aspetti car­enti e con­trad­dit­tori dei prog­etti. Viene pre­sen­tata l’iniziativa di infor­mazione degli oper­a­tori san­i­tari della Valle.

Ful­vio AURORA – Med­i­c­ina Demo­c­ra­t­ica, Milano

Il ris­chio zero. Un diritto per la popo­lazione della Val di Susa – La real­iz­zazione di grandi opere in un momento di grave crisi sem­bra sem­pre più moti­varsi per l’investimento, lo sposta­mento di ingenti cap­i­tali ancora prima che per la pre­sunta util­ità delle opere stesse. Di fatto assis­ti­amo a una sub­or­di­nazione del lavoro da parte del mondo della Finanza: tanto più dis­tante è l’investitore dal mondo del lavoro, tanto mag­giore è la pos­si­bil­ità che prob­lemi quali l’impatto ambi­en­tale e la sal­va­guardia della salute per lavo­ra­tori e cit­ta­dini passino in sec­ondo piano o vengano min­i­miz­zati. Questo lede un diritto fon­da­men­tale dei cit­ta­dini e dei lavo­ra­tori medes­imi, quello di vivere e di lavo­rare a ris­chio zero. Definito attra­verso le lotte operaie, e recu­per­ato nei pro­cessi che hanno avuto per soggetti lavo­ra­tori morti per infor­tu­nio e per malat­tie pro­fes­sion­ali, sot­to­lin­eato e teoriz­zato da Med­i­c­ina Demo­c­ra­t­ica a par­tire da Giulio Mac­cac­caro, il “ris­chio zero” è l’idea base della parte­ci­pazione dei lavo­ra­tori e dei cit­ta­dini ai pro­cessi decisionali.

Enrico MORICONI, Pres­i­dente AVDA (Asso­ci­azione Vet­eri­nari per i diritti degli ani­mali)

Non solo gli uomini, anche gli ani­mali sof­frono – Nella prog­et­tazione delle grandi opere spesso – quasi sem­pre – non si con­sid­era quello che può accadere agli ani­mali, o sono gener­i­ca­mente con­siderati far parte dell’ambiente. Riconoscendo l’importanza fon­da­men­tale dell’ambiente, non si deve dimen­ti­care che gli ani­mali però sono esseri viventi che sof­frono e si ammalano come le per­sone e sono diversi dal mondo veg­e­tale. L’intervento pre­senta il risul­tato di un primo doc­u­mento di val­u­tazione dei pos­si­bili danni per gli ani­mali, quelli che vivono in famiglia, quelli all­e­vati per inter­esse e quelli liberi. Si tratta di un lavoro in corso in quanto sono attesi inter­venti di altri pro­fes­sion­isti e val­u­tazioni non solo gen­er­ali ma anche specifiche.

Mod­er­a­tori:

Giuli­etto CHIESA, gior­nal­ista, europar­la­mentare
Rossana BECARELLI, Ospedale S. Gio­vanni Antica Sede, Torino

Il cavaliere senza macchia e il drago dei rifiuti napoletani!

Signor RossiRaphael Rossi a 28 anni era ammin­is­tra­tore del­e­gato dell’Amiat, l’azienda per lo smal­ti­mento dei rifiuti di , quando s’imbatté nella solita sto­ria di tan­genti. In prat­ica, gli offrirono tanti soldi per “girarsi dall’altra parte” e fir­mare senza porsi troppe domande una delib­era che prevedeva la spesa di 4 mil­ioni di euro per l’acquisto urgente di un macchi­nario che forse non ser­viva. Lui ha denun­ci­ato il tutto alla mag­i­s­tratura e fatto saltare “il malaf­fare” che oltre ad esser losco era anche inutile e poco con­ve­niente alla città, ma ci ha rimesso il posto di lavoro al suo posto han messo un’ex infermiera!

Ora lui è stato scelto da De Mag­istris per dirigere L’Asia ovvero l’azienda per lo smal­ti­mento dei rifiuti di Napoli. Della serie…alla fine l’onestà paga! Sono con­tenta e non solo per­ché un gio­vane ital­iano di cui vado orgogliosa ha trovato lavoro, ma per­ché con la sua assun­zione, il neo sin­daco di Napoli, credo abbia voluto dare un bell’esempio di virata brusca verso la legal­ità!

Non che gli onesti sono tali per­ché sper­ano di essere premiati…ma in mezzo allo schifo che l soci­età ci propina, a volte ci piac­ciono le sto­rie pulite!

Credo che il “cav­a­liere senza mac­chiaRaphael Rossi, ce la farà a scon­fig­gere il drago dei rifiuti napo­le­tani e noi tori­nesi siamo orgogliosi di lui!

Certo ce lo pote­vamo tenere e, piut­tosto, man­dare a Napoli Borghezio, ma gli amici napo­le­tani di “sfac­cimma” ne hanno già troppa e quella prodotta in “pada­nia” ci tocca dif­feren­ziarla  e smaltirla diversamente!

Instant poetry on the road at Torino by night!

IMG_3435Ieri sera al quadri­latero si aggi­rava uno strano fig­uro, non bene iden­ti­fi­ca­bile, un soggetto a metà tra lo spac­cia­tore e l’esattore delle tasse, armato di biro e una sorta di block notes su cui non si capiva che cavolo stesse annotando!

Molto incu­riosita, gli chiedo cosa stesse facendo e lui mi spiega che è una sorta di poeta ambu­lante, insomma…per farla breve lui ti chiede due cose e poi ti con­feziona al momento una poe­sia su due piedi…e se ti piace gli fai un’offerta lib­era in danaro (anche i poeti devono nutrirsi!)  e lui te la recita anche.

L’idea mi piace e quindi ho investito una pic­cola somma nella mia poe­sia eccov­ela:

SU TUTTA LA MIA PELLE

scorre alla veloc­ità di un fiume

in piena

la mia fame

la mia ricerca

dell’essenza di ciò che accomuna

al mondo

un fan­tas­tico zoo di anime inquiete

che senza saperlo desiderano

super­are le maschere che li separano

nudo amore

che chiedi alla testa soltanto

di muo­vere il corpo in modo tale

da essere comodo

e godere

della com­p­re­senza.

L’autore è Simone San­dretti, che offre il suo servizio di istant poetry anche per cene, feste, ecc.. basta chia­marlo al numero 331/9394665

Per la cronaca…l’investimento poet­ico ha por­tato molto bene…lasciando nell’aria un ottimo sound urbansen­ti­men­tal­met­ro­pol­i­tano, le rime ben si addice­vano all’incontro di cuori tor­men­tati! Ci farò un corto!

I comunisti non mangiano i mattoni!

imagesEssendo agente immo­bil­iare mi arrivano quo­tid­i­ana­mente delle newslet­ter, molte anche inutili per­chè infarcite di pub­blic­ità, e oggi mi è arrivata anche questa con un arti­colo con la foto di quella cretina della Moratti che mi ha fatto pro­prio arrabbiare!

L’articolo del cavolo, che chi l’ha scritto non ha avuto nem­meno la fac­cia di fir­mare, lo trovate qui, di seguito la mia risposta:

E’ ora di finirla con queste notizie false e tendenziose!

La for­mula

destra = mat­tone sicuro

sin­is­tra= diven­ti­amo tutti più poveri

E’ FALSA!

Tut­talpiù si può dire che gli spec­u­la­tori, quelli che approf­ittano della gente, quelli che sotto pagano la man­od­opera, che sono respon­s­abili delle morti nei cantieri, che detur­pano il ter­ri­to­rio solo per loro inter­esse, pos­sono tran­quil­la­mente sper­are che al gov­erno restino dei mafiosi o degli inetti come la Moratti.

I comu­nisti non hanno mai man­giato i bam­bini ne tan­tomeno i mat­toni.

Basta con questo spau­rac­chio che l’economia va male se si vira a sin­is­tra! La prova è che non siamo mai stati così poveri come durante questo gov­erno berlus­co­ni­ano fatto di ricatti, di con­siglieri com­prati, di escort in par­la­mento o nei con­sigli region­ali! A chi giova questo? Non di certo alla gente per bene, a chi lavora e produce!

Dob­bi­amo ripristinare la legal­ità e la pulizia morale, com­in­ciare a pen­sare ad un econo­mia che si inter­essi ai servizi alla qual­ità della vita delle persone!

La cen­tral­ità deve essere questa, LA QUALITADELLA VITA DELLE PERSONE!

Lo diceva anche Kennedy già 50 anni fa! E vaf­fan­BIP al Pil!

Ps: Io non voto per Pis­apia, ma solo per­ché non abito a MIlano!

Ketty Inc­reta

Agente immo­bil­iare, impren­ditrice, donna lib­era e di sinistra!

A Torino si riprende il filo del discorso.

torinoCi hanno provato ma non ci sono rius­citi questi squallidi per­son­aggi che di tutto hanno fatto per far tornare all’oscurantismo medievale…non solo le donne ma l’intera soci­età ital­iana. La misura è colma e donne e uomini ital­iani, sono scesi in piazza per dirlo!

Nicole Minetti ci fa sapere che “La bellezza non è una qual­ità minore, ma un punto di forza. sono d’accordo con lei, ma io credo che nella sua vita a com­in­ciare dal “culo flac­cido di Berlusca” di bellezza lei ne abbia vista poca. Si dimetta la sig­no­rina Nicole e con­tinui nella sua ricerca al bello.

Ieri a Torino sim­boli­ca­mente i fili dei numerosi gomi­toli di lana lan­ciati per aria dalla folla pre­sente alla man­i­fes­tazione, ci hanno ricon­dotto a ripren­dere il filo di un dis­corso che avremmo pen­sato di non dover più fare!

Pri­or­i­tari certo sono econo­mia e ques­tioni sociali, ma non si pre­oc­cupi la sig­no­rina Minetti ci occu­per­emo anche della bellezza.

Ma la bellezza che piace a noi… ovvero quella della natura, dell’arte, della ricerca sci­en­tifica, dell’innovazione. Si con­fonde Nicole Minetti…confonde bellezza con immag­ine. La sua ci dispi­ace per lei ma è già sfocata!

A Torino e in tutto il mondo il filo del dis­corso l’abbiamo ripreso! Tac­ciano questi loschi fig­uri e las­cino davvero emerg­ere la bellezza!

Ventidieci non si butta via niente…o quasi!

(Ded­i­cato a tutti quelli che ogni anno dicono…quest’anno è stato orri­bile spe­ri­amo per l’anno prossimo!)

L’anno scorso gli aus­pici di  mez­zan­otte li ho fatti con la mia amica Tecla poi siamo andate a fare gli auguri a Moreno DJ e ad altri amici che la notte di san Sil­ve­stro lavoravano.

Non che mi aspet­tassi chissà cosa dal 2010 ma sper­avo, come tutti, davvero che mi por­tasse un po’ di felicità!

Ogni anno abbi­amo l’abitudine di dire che l’anno che è pas­sato è stato orri­bile che bisogna but­tarlo via e sper­are in un anno com­ple­ta­mente diverso.

In realtà durante l’anno che si sta con­clu­dendo, non è cam­bi­ato molto…almeno a liv­ello gen­erale e/o politico.

L’economia, che che ne dica il Berlusca,  è sem­pre uno schifo! Insieme ai soldi abbi­amo anche perso un bel po’ di dignità…al punto tale da non conoscere più l’indignazione nem­meno per le peg­giori ingius­tizie o sopraf­fazioni, sdo­ganando persino la pros­ti­tuzione delle teen agers, quale log­ica con­seguenza di questo mondo basato sulle leggi del mercato!

Purtroppo non mi sem­bra che in quest’anno si siano real­iz­zate grandi con­quiste sociali, che siano dimi­nu­iti i con­flitti mon­di­ali o debel­lata la fame nel mondo e questo mi rat­trista, anche se non è una novità ma son mali rad­i­cati nella soci­età ora­mai da troppo tempo!

Nel lavoro devo ammet­tere di aver fat­i­cato molto in questo 2010, e forse anche nei rap­porti col prossimo, per­ché spesso le bol­lette da pagare e lo stress per la man­canza di soldi, per alcuni sono così assil­lanti  da non per­me­t­ter­gli di vivere ser­e­na­mente le relazioni affettive.

In quest’anno tut­tavia sono com­parse nella mia vita delle per­sone molto impor­tanti per me! (oltre al mio gat­tino Bil­lie che mi segue sem­pre e sta ora osser­vando le mie dita che pes­tano i tasti della tastiera).

Ai miei numerosi amici che da sem­pre sono la mia for­tuna e gioia,  si sono aggiunti alcuni per­son­aggi che hanno arric­chito ulte­ri­or­mente la mia vita… ma forse me lo sono mer­i­tato per­ché in 48 anni sono, final­mente,  rius­cita a capire come dare affetto agli altri senza che la mia ingom­brante pre­senza, possa pre­vari­care le loro esistenze.

Il mio augu­rio per il 2011 è che restino ancora vicino a me, visto che con loro sto vera­mente bene.

Quest’anno per­tanto non lo voglio abban­donare, sem­mai lo rici­clerò, sperando nel 2011  in modo di ripetere e miglio­rare quanto di buono ho avuto nell’anno prima.

Un augu­rio par­ti­co­lare ad una per­sona vera­mente spe­ciale che conoscevo da sem­pre e che  ho ritrovato quest’anno gra­zie al web, a Moreno e alla mia sorel­lina Lilly che tro­vino lavoro, a Beppe e Francesco per­chè ritro­vino la salute, ai miei amici artisti affinché pro­d­u­cano sem­pre delle belle cose e Unknown-1alla mia splen­dida amica Maria Grazia sperando che anche qualche ometto si accorga quanto è preziosa!

Ps: Ma se volessimo cam­biare pre­mier e buttare via quello attuale non sarebbe una cat­tiva Idea!

Nilde Iotti

NildeIottiAvevo 17 anni nel 1979 quando alla Cam­era dei dep­u­tati fu  eletta la prima donna: Nilde Iotti.

Un gran bell’esempio per noi gio­vani donne di allora!
L’antifascista sig­nora Iotti aveva infatti un cur­ricu­lum di tutto rispetto, avendo parte­ci­pato atti­va­mente alla resistenza, essendo stata mebro del CNL e diri­gente dei Gruppi in Difesa della Donna, nonché mem­bro dell’Assem­blea Cos­tituente e della com­mis­sione che ha real­iz­zato la Cos­ti­tuzione della Repub­blica Italiana.

La sua attiv­ità polit­ica in Par­la­mento era iniziata nel 1946, dopo il ref­er­en­dum del 2 giugno, gra­zie al quale le donne ital­iane poterono esercitare il diritto di voto ed “essere cit­ta­dine a pieno titolo”.

Numerosi furono  i suoi con­tributi, le sue pro­poste di legge, in par­ti­co­lare a favore dei diritti  della famiglia e dell’eman­ci­pazione della donna, per­ché avesse pari dig­nità nel lavoro, e si batté per­ché questi diritti venis­sero inser­iti nella Carta cos­ti­tuzionale.

Nel corso di mezzo sec­olo vis­suto all’interno delle isti­tuzioni fu pro­motrice della legge sul diritto di famiglia del 1975, della battaglia per ottenere il ref­er­en­dum sul divorzio (1974) e per la legge sull’aborto (1978).

Fu  inoltre Pres­i­dente della Cam­era dal 1979 al 1992 per tre man­dati (record tutt’ora imbat­tuto) seg­na­lan­dosi per il grande equi­lib­rio nella mediazione.

Nel 1993 ottenne la Pres­i­denza della Com­mis­sione par­la­mentare per le riforme isti­tuzion­ali e ne 1997 fu eletta Vicepres­i­dente del Con­siglio d’Europa.

Si dimise dal Par­la­mento, per motivi di salute, una quindic­ina di giorni prima della sua morte nel 1999.

Palmiro Togli­atti con cui nella vita pri­vata Nilde Iotti ebbe una relazione sen­ti­men­tale dal 1946, morì nel 1964, 15 anni prima che la stessa venisse eletta Pres­i­dente della Camera!

Oggi le gio­vani gen­er­azioni non hanno la for­tuna che ho avuto io di avere al gov­erno grandi come Per­tini o Nilde Iotti… il mod­elli sono altri come il pos­sesso di emit­tenti tv, l’esibizione di ric­chezza o di tette siliconate…ma a volte, evi­den­te­mente,  il sil­i­cone inter­ferisce con la mate­ria grigia|

Questo post in risposta all’offensiva ester­nazione su Rai24 di Daniela San­tanchéNilde Iotti è stata laprima amante e forse ha fatto la Pres­i­dente della Cam­era per­ché era l’amante di Togli­atti e cosa dici­amo, che la Iotti era un Escort?

San­tanché Daniela, è nota prin­ci­pal­mente per il con­tinuo ricorso alla chirur­gia estet­ica ed tal­mente sicura di sé che con­tinua ad usare il cog­nome di un ex da cui ha ottenuto l’annullamento del mat­ri­mo­nio dalla Sacra Rota da anni. Total­mente assenti, oltre ai suoi con­tributi alla polit­ica, i suoi neuroni!

Da che pulpito questa predica!

ELTON-JOHNAlcuni alti prelati avreb­bero dichiarato che sarebbe amorale con­sen­tire a Elton Jonh di cantare nella piazza di Trani per­ché c’è una chiesa e lui con la sua dub­bia moral­ità la offend­erebbe con la sua presenza!

Io so solo che nelle can­zoni di Elton Jonh c’è più amore di quanto non ce ne sia nelle reazionarie prediche di questi vescovi! (Chi non ha mai sen­tito la poet­ica Your song?)

Non è forse l’amore alla base della reli­gione cat­tolica?


Non ci ha forse inseg­nato questo Cristo?

Non ci ha forse detto che anche all’interno delle chiese si deve accogliere Maria Mad­dalena?
Penso che, anche alla luce degli inseg­na­menti delle Sacre scrit­ture, sia meglio cantare l’amore, davanti alle chiese che predi­care l’odio e vio­lentare i bam­bini all’interno di esse! Mon­signor Babini, ha ragione solo quando afferma: “Meglio non nascere che vivere certe esistenze”.

Anche una sola delle can­zoni scritte da Elton Jonh per l’emozione che regala a tutti noi da il senso alla sua esistenza. 

Ma questi mon­signori che han fatto di buono per la col­let­tiv­ità? Per­ché sono nati?