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Nonne gerazione erasmus e truffe nigeriane. Ovvero: come ti frego nonna in internet con le ITunes card

0001SdNonna Pep­pina ha all­e­vato i suoi nipoti prati­ca­mente da sola, per­ché sua figlia e il gen­ero lavo­ra­vano, e lei quindi li andava a pren­dere a scuola, prepar­ava loro la merenda e faceva tutte le altre cose che fanno le nonne.                                                                                                                   Ora i nipoti sono andati a fare l’Eras­mus in una città estera e prima di par­tire le hanno regalato un vec­chio smart phone. “Così ci video chi­ami­amo su mes­sangers oppure ti man­di­amo le nos­tre foto su what­sApple ave­vano detto prima di par­tire. Fino qui tutto nor­male, se non fosse che tolti i primi giorni in cui Pep­pina ha fatto ancora da ban­co­mat, i nipo­tini così impeg­nati a conoscere il mondo (coi sol­dini anche di nonna), tempo per farsi i selfie da man­dare a nonna non ne hanno più avuto.  Nonna, che il “webbe” impeg­nata com’era a fare la lasagna per i nipoti non l’aveva mai sper­i­men­tato, ora però è sem­pre on line. Un po’ per­ché aspetta e spera notizie dei nipoti, un po’ per­ché cerca notizie di tutti gli atten­tati che avven­gono nel mondo sperando che i kamikaze non siano mai dove sono i suoi cari.                                                                                                                                                                                                                      Da qualche tempo, nell’attesa vana di una car­tolina vir­tuale, di un selfie sotto il Big Ben o di una gif ani­mata con i cuoricini, con su scritto    “Nonna I love you” ha imparato anche a usare face­book  e si scam­bia slides con il buon­giorno e i caf­féeee e opin­ioni sui fatti di cronaca con le amiche.                                                                                                                                                           Fra gli amici si è aggiunto un certo Jonh Macken­zie, che lei non ha mai visto, ma lui “l’ha fatta amica” e le scrive tutti i giorni  su wapp  e la chiama in voce su mes­sanger. La prima volta che ha rice­vuto un cuori­cino da lui con scritto “Nonna ti amo” Pep­pina pen­sava fosse suo nipote Gio­vanni con il nome tradotto per­ché vive sul Tamigi, ma poi si è accorta che Jonh Macken­zie non poteva essere suo nipote per­ché non solo non parla ital­iano ma è anche molto affet­tu­oso e si pre­oc­cupa di lei. Tutti i giorni la chiama e si informa sulla sua salute, poi le dice che lui è un soldato che è in guerra, che lo fa per sal­vare la sua patria e tutto l’occidente dalle minacce dei ter­ror­isti islam­ici e nonna si ricorda di quando era gio­vane che faceva la staffetta par­ti­giana e anche lei vol­eva sal­vare la patria e la lib­ertà e allora anche se non sa vera­mente chi cavolo sia sto tizio che le scrive sgram­mat­i­cato con google trasla­tor, le piace di ten­ersi in con­tatto con il nipotino vir­tuale, non fosse altro per avere le notizie fres­che dall’US Army sui pos­si­bili atten­tati per sal­vare i suoi reali nipoti. Questo nipotino vir­tuale inoltre è un vero fenom­eno con i com­puter e riesce persino a riparar­glielo e a instal­lare appli­cazioni da lon­tano, poi da vero uffi­ciale gen­tilu­omo, le ha persino invi­ato i fiori veri al suo domi­cilio acquisendo il suo ind­i­rizzo esatto con il geolo­cal­iz­za­tore del tele­fono di nonna. Un giorno Jonh le dice che li in trincea in Afgan­istan si annoia un po’ quando non lavora a sal­vare la patria e la democrazia, ma non può muoversi essendo un soldato amer­i­cano. Lei è un po’ dispiaci­uta e vor­rebbe fare qual­cosa per lui ma non sa cosa, lui le chiede allora di com­prarle ITunes gift. Lei non sa nem­meno cos’è e dove man­dar­gliela,  ma lui con un ital­iano sten­tato gli manda una fotografia della gift desider­ata e le spiega che si com­pra alle casse dei super­mar­ket. Gli dice: ” Nonna quando torno dalla guerra, vengo a trovarti e ti porto i dol­lari per rim­bor­sarti”. Allora Nonna Pep­pina corre al super­me­r­cato e com­pra una gift card ITunes e quando il val­oroso nipote soldato amer­i­cano la chiama lei gli chiede l’indirizzo del bunker ma lui le spiega che è suf­fi­ciente che lei gli comu­nichi il pin, e gli dice anche gra­zie nonna e gli manda anche tanti bacini e una valanga di cuoricini e fiori sul suo smart­phone. Pec­cato che ad aver inter­cettato il bisogno d’amore della nonna eras­mus non ci sia un val­oroso soldato amer­i­cano, ma una banda di truffa­tori gha­ni­ani che il momento dopo aver rice­vuto il codice dell’ITunes se lo vender­anno al miglior offer­ente in rete! Intascher­anno meno del val­ore nom­i­nale della gift card, (tanto che gli frega, l’ha pagata nonna Pep­pina) e con un po’ di moine e qualche chia­mata voip domani ne man­derà un’altra e altre ancora ne man­der­anno altre nonne sparse nel mondo. Morale di questa triste sto­ria: Se regali uno smart­phone o con­netti tua nonna a face­book o twit­ter Chia­mala ogni tanto ma soprat­tutto  for­niscile delle istruzioni sull’uso sicuro del Web!

(atten­zione le romance scam non colpis­cono solo chi cerca il fidan­zato in rete ma anche le nonne di cui i nipoti non si ricordano)

Ancora sulle truffe affettive

Le truffe nige­ri­ane (419 dal codice penale nige­ri­ano) non si riferiscono solo alle Romance scam di cui ho già par­lato, e che con­tin­u­ano a mietere vit­time, quasi in maniera pan­dem­ica, ulti­ma­mente in Italia. Queste truffe sono odiose per­ché colpis­cono oltre che il portafogli la sfera affet­tiva e sen­ti­men­tale delle per­sone. Non si tratta solo della sig­nore attem­pate che ci cas­cano  per­ché cre­dono nel principe azzurro e che spesso ven­gono derise per questo (e per­ché mai?) ma anche di altre truffe di qualunque genere.

Ulti­ma­mente con Acta (asso­ci­azione con­tro le truffe affet­tive) abbi­amo scop­erto che si uti­liz­zano anche gli ani­mali per rubare soldi alla gente. Ecco come avviene la truffa: su siti di annunci eco­nomici, ma anche su gruppi di face­book met­tono annunci in cui si regala un cuc­ci­olo (di cane, di gatto, ma anche di cav­allo o altro ani­male) gen­eral­mente di razza e con immag­ine molto grade­v­ole. Dopodiché entrati in con­tatto con i truffa­tori ci viene detto che l’animale è stato asseg­nato a noi e qui com­in­cia il cal­vario. Con scam­bio di foto e anche di video su wapp e vari social fanno in modo che la vit­tima si affezioni all’animale, a quel punto anche altri com­po­nenti della famiglia, ad esem­pio bam­bini o anziani cre­dono che il pet fac­cia già parte della famiglia e per­tanto si è dis­posti anche a spendere qualche soldo pur di averlo final­mente con se.

Richi­este che non tar­dano ad arrivare per­ché vi chieder­anno soldi con le scuse più varie (rim­borso spese per vac­ci­nazioni o cure mediche, spese di trasporto, multe per­ché durante il trasporto le gab­bie non erano rego­la­men­tari ecc ecc). Soldi che voi pagherete per­ché il cane è di razza e vale molto di più di queste pic­cole somme oppure per non scon­tentare i vostri bam­bini che hanno già la foto stam­pata del cane/gatto appesa alle pareti nella loro cameretta, Senza par­lare della grande delu­sione che avrete voi e i vostri famil­iari quando sco­prirete che vi hanno deru­bati di qualche centi­naio di euro e l’animale non vi verrà mai con­seg­nato! In guardia allora, non man­date mai soldi a nes­suno per nes­sun motivo e il cagno­lino pren­de­telo da all­e­va­menti autor­iz­zati e a norma o meglio ancora tra quelli abban­do­nati al canile municipale!

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Vuoi lavorare? Paga!

L’annuncio diceva:

Selezio­ni­amo can­di­dati per traduzioni let­ter­arie di libri di nar­ra­tiva per ragazzi.

Si trat­tava di tradurre testi di nar­ra­tiva per ragazzi in e da varie lingue straniere.

Mi è sem­pre inter­es­sato leg­gere e scri­vere e conosco 3 lingue, quindi mi sarebbe piaci­uto cimen­ta­rmi in questa sfida che oltre ad essere intel­let­tual­mente sti­molante poteva essere una pic­cola fonte di red­dito in questo momento di crisi.

Chi­amo il respon­s­abile della selezione e mi pro­pongo, ma non mi viene chiesto nulla, qualunque can­didato potrebbe andare bene, e sono pro­prio for­tu­nata, dice la voce all’altro capo del tele­fono, per­ché faranno col­lo­qui nella mia zona pro­prio fra pochi giorni! Mi fis­sano l’appuntamento però non per un col­lo­quio, ma per un “breve corso di for­mazione” di una mat­tina, alla mod­ica cifra di 168 euro, se super­erò questo corso, mi verrà affidato un lavoro di traduzione di un libro da fare in due mesi, ovvi­a­mente senza retribuzione.

Tra i mil­ioni di defi­ci­enti che aderi­ranno (peri­odica­mente fanno questi incon­tri a paga­mento) ce ne sarà qual­cuno che vin­cerà un con­tratto di lavoro decen­nale con una famosa casa editrice, forse!

Non è lavoro ma una lot­te­ria e il bigli­etto è pure caro, a quel punto, visto che si tratta solo di sfi­dare la sorte, meglio met­tere un euro in un gratta e vinci, in una slot machine o, meglio, sparare al selezion­a­tore con la roulette russa!

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#ilBucoConLeBalleIntorno

bugieEra il 3 luglio 2011, Già allora ave­vano prob­lemi a gius­ti­fi­carne l’utilità i favorevoli a questo sceller­ato prog­etto e non avendo argo­menti, la but­tarono “in caciara” facen­dola diventare una ques­tione di ordine pub­blico, e ciò avrebbe procu­rato una nuova fonte da cui trarre prof­itto: l’occu­pazione mil­itare della zona! Un bel busi­ness appeti­toso per i tan­gen­tisti, oltre 90 mila euro al giorno, a carico degli ital­iani, con il doppio effetto che anziché porre l’attenzione su lavori che non ver­ranno mai ese­guiti (con grave sper­pero di danaro pub­blico per il nulla), si inven­ta­vano nuovi nemici da com­bat­tere: inermi cit­ta­dini colpevoli solo di voler pro­teggere dalla dev­as­tazione  i loro territori.

Dis­sero: “E’ l’Europa che ce lo chiede! In Fran­cia ora­mai è tutto fatto! Avremmo perso una grande occa­sione! Il Piemonte,  a loro dire, rischi­ava di rimanere tagliato fuori! A tutt’oggi non solo la Fran­cia non ha fatto nulla, ma addirit­tura si sarebbe dis­so­ci­ata dal prog­etto del Tav, prima boc­cian­dolo come non con­ve­niente, dalla loro “Corte dei Conti” poi definen­dolo “non pri­or­i­tario e riman­dando ogni deci­sione al 2030.

I sig­nori della polit­ica hanno con­tin­u­ato a men­tire, a negare la realtà, il buco (57 km di tun­nel den­tro le Alpi) loro, lo vogliono fare lo stesso anche se non porterà da nes­suna parte, non importa che non sap­pi­amo dove andare a pren­dere i soldi e se qual­cuno osa dir di no è un “faci­noroso” e lo fac­ciamo cari­care e gasare dalla polizia!
Ci dis­sero: Dovete iso­lare i violenti! 

Rispon­demmo: Ci provi­amo abbi­amo anche fatto delle barricate,ma hanno lac­rimo­geni, man­ganelli, idranti…non è facile.

2 anni dopo…23 anni dopo è ancora #NOTAV

Incauti (e inopportuni) acquisti

2407439933_a6d702d12fQualche giorno fa mi hanno pro­posto un nuovo lavoro: vendere tramite mul­ti­level un medica­mento mira­coloso, arrivato diret­ta­mente dagli USA, che avrebbe miglio­rato la vita delle per­sone a cui l’avrei pro­posta e la mia facen­domi guadagnare un pacco di soldi!

Detesto i mul­ti­level  e chi mi pro­pone facili guadagni, inoltre dif­fido di ciò che arriva dall’America se non è jazz o cin­ema, ma visto che insis­te­vano ho voluto saperne di più di questo prodotto mira­coloso andando al di la della loro pre­sen­tazione d’effetto, ho voluto leg­gere la sua com­po­sizione: H2O  e NaCl, senza avere effet­tuato studi speci­fici di chim­ica, ho così scop­erto che mi pro­ponevano di vendere dell’acqua salata…udite, udite alla mod­ica cifra di 38 euro al litro. Se avessi ragion­ato come un dep­u­tato del pd, non avendo la lau­rea in chim­ica mi sarei dovuta far gli affari miei e sic­come “pecu­nia non olet” avrei dovuto cat­a­pul­tarmi in questo profi­cuo busin­ness! Oggi in par­la­mento dis­cu­tono circa l’acquisto di 90 aerei da guerra F35, ovvero Joint Strike Fighter che in inglese vuol dire “aereo da cac­cia” o da com­bat­ti­mento, insomma serve a sparare, e al di la del fatto che l’articolo 11 della Cos­ti­tuzione dice che l’italia ripu­dia la guerra, questi “cac­cia” sono un asso­luto bidone per­chè costano troppo e non sono buoni nem­meno per la fun­zione per cui te li ven­dono in quanto pren­dono fuoco da soli ed è pos­si­bile abbat­terli con una fionda!

Io spero pro­prio che desis­tano da questo prog­etto sceller­ato, ma se li com­prano o hanno un’interesse per­son­ale o sono degli idi­oti, altri­menti  il per­ché #chiediloaboc­cia !

Ps: L’incauto acquisto per legge è reato, solo in par­la­mento c’è l’immunità per “l’acquisto a delin­quere” oltre­tutto coi soldi degli altri, ovvero i nostri!

Non lavorare (o lavorare male) stanca!

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Vitale da Bologna… San Gior­gio e il drago!

- Allora tu lavori? E che lavoro fai? (Mi chiede, stizzito con una punta d’invidia, un uomo appena conosciuto).

- Sono agente immo­bil­iare. Rispondo.

- Ah! Allora peri­odo nero per voi! (Afferma quasi a voler infierire)

- Lo è un po’ per tutti da quel che si dice in giro…

- No! Per voi lo è di più, io lo so le case non si ven­dono c’è l’IMU! (quasi che L’Imu fosse un mostro a sette teste respon­s­abile di tutti i vizi cap­i­tali). Parlo per espe­rienza io devo vendere la casa che mi ha las­ci­ato mia zia, ma non riesco!

Mi fac­cio spie­gare cos’è che vende e quanto chiede (una casa priva di manuten­zione negli ultimi 30 anni, in una local­ità amena, non servita da mezzi pub­blici e che lui vor­rebbe vendere ai prezzi del nuovo).

- Se senti, se hai un ama­tore uno coi soldi, che s’innamori dell’immobile…(io questa cosa qui dell’amatore non l’ho mai capita… ma per­ché mai uno coi soldi dovrebbe innamorarsi di una “ciofega” e pagarla 3 volte il suo val­ore?). Comunque mi dispi­ace venderla ma sono in cassa inte­grazione… ma tanto lo so che nes­suno compra…c’è l’IMU (sem­pre il ser­pente a sette teste che in cam­pagna elet­torale tutti i politici vogliono scon­fig­gere come fece San Gior­gio col drago.)

- Ma di IMU per quella casa dovresti pagare meno di 100 euro all’anno a occhio più di quanto spendi di sigarette  o per le tele­fonate del cel­lu­lare in un mese.  (Sta­volta sono io a infierire facen­dogli un rapido conto in tasca sua visto che lui lo fa a me). Vero?

- Si pago sugli 80 euro in effetti! Ma non si vende lo stesso, le banche non danno i mutui. La gente non lavora si suicida…io non lavoro.

- Ah allora non è un prob­lema di IMU, ma di lavoro. E di cosa par­lano i gov­er­nanti, pres­i­dente del con­siglio incluso? Di IMU del ser­pente a 7 teste!

Buon 1 mag­gio a tutti ma soprat­tutto ai col­leghi agenti immo­bil­iari e a chi non lavora per­ché un lavoro non ce l’ha!

Traslocare…meditare…pianificare e invece no!

Pre­messa:

(Ovvero della favola che mi rac­conto da sola)

Traslo­care è fichissimo, per­ché è un nuovo inizio!

Già allora per­ché ho rin­vi­ato così tanto? Mal­grado l’aura pos­i­tiva di questa casa si fosse già esaurita da un pezzo ed ero per­fet­ta­mente con­sapev­ole che occor­reva ridi­men­sion­arsi per­ché in alcune stanze ci entro solo per pas­sare l’aspirapolvere e nel prato ci vado solo per tagliarlo?

Ricordo i traslochi precedenti…all’inizio un ordine mani­a­cale… Un file con l’elenco delle scat­ole numer­ate e l’elenco del con­tenuto.
In una scat­ola solo i libri di poesia…nell’altra solo quelli degli scrit­tori ital­iani del ‘900 che sic­come ne ho di più…le scat­ole sono diverse e per non con­fondersi, ven­gono addirit­tura clas­sifi­cate con il sis­tema bib­liote­cario di Melvin Dewey… poi ho iniziato ad imbal­lare le pen­tole e i bic­chieri che non uso mai (ma se non li uso mai per­ché non li butto?)… poi ho con­tin­u­ato a por­tarmi dietro in tutti i traslochi (5 mi pare) la cameretta di mia figlia…così quando viene a dormire da me (ovvero quasi mai) si sente a casa, che tanto se non viene lei ci fac­cio la cam­era degli ospiti…ma non ho quasi mai ospiti a dormire e nel caso dor­mono sul divano (visto che ne ho com­prati ben 2) e per le volte che ho avuto ospiti (negli ultimi anni) coi soldi che ho speso per i divani gli potevo pagare l’albergo!

trasloco-1Quando si trasloca… ci si pente di tutti gli shop­ping fatti nella vita, ci si chiede come mai uno con­serva anche le scarpe con­su­mate mal­grado se ne abbiano ottan­ta­quat­tro paia, o i jeans taglia 42 di quando eravamo gio­vani, che tanto non si dima­grirà più! Si vor­rebbe essere amer­i­cani che loro quando traslo­cano, anche se hanno 84 anni, riescono a far stare tutto in uno scatolone!

Traslo­care...med­itare…piani­fi­care e invece no! Anche questa volta si riman­derà tutto il rimand­abile all’ultimo giorno!

Sogno erotico…ma non troppo.

la-dolce-vita-4Ero nel bel mezzo di un amp­lesso con un uomo, nordeu­ropeo bel­lis­simo alto e prestante, ma nel men­tre pen­savo ad un mio ex ital­ianis­simo, con il quale ho avuto una forte affinità emo­tiva, e a un uomo che ho conosci­uto da poco…un tizio brut­tino, prob­lem­atico, ma molto intel­li­gente,  nonché sim­patico ed intri­g­ante, che sicu­ra­mente, se dovessi fre­quen­tarlo, mi creerà un sacco di guai.…quando arriva un col­let­tivo intero di fem­min­iste (stile anni ’70 per inten­derci)   ma col volto imbian­cato e un cos­tume tipo coro nelle tragedie greche, che iniziano ad urlarmi in coro: “FOTTITENE DEI SENTIMENTI, RIVENDICA IL TUO DIRITTO ALLORGASMO!”

Questo è stato il mio sogno di stanotte. 

Ne parlo lib­era­mente e senza ver­gogna, per­ché con­sidero il sesso un aspetto nor­male della vita, come man­giare, bere o respirare. 

Pre­ciso inoltre anche se ho pas­sato la domenica lavo­rando, ho avuto una ser­ata piacev­ole e un’ottima cena leg­gera e non a base di peperonata!

Quando ero gio­vane mi piace­vano belli e dan­nati, e ne ho sposato anche uno…ma al di la della trage­dia della suc­ces­siva sep­a­razione, ne è nata una figlia, bel­lis­sima e va bene così! Oggi preferisco gli uomini dolci e colti, pos­si­bil­mente intelligenti…nordici per­ché nella loro visione della vita “open mind” sono più vicini alle mie corde.                                                                            Posso garan­tire che, a dis­petto delle leggende met­ro­pol­i­tane sec­ondo cui le donne anziane come me sareb­bero fuori da ogni gioco, per quanto mi con­sta sia io che altre mie amiche coeta­nee, belle o brutte e di qual­si­asi con­dizione sociale, non abbi­amo dif­fi­coltà ad avere corteggia­tori. Certo…trovare l’uomo della vita è più difficile…tuttavia credo che non sia un pec­cato almeno sognarlo!

Uno vale uno?

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Ero a Roma ieri per una riu­nione di lavoro, ho voluto andarci a bassa velocità…con mezzi pub­blici, e non solo per coerenza alla mia avver­sione all’alta veloc­ità, ma per­ché andare piano e mesco­larsi con la gente che lavora e non solo ai tur­isti o ai busin­ness man delle ele­ganti sale con­vegni, aiuta a capire meglio una città!
Colazione alle 6 del mat­tino in un chiosco vicino a una qual­si­asi fer­mata della metro, osser­vare la gente, aiuta a capire meglio la realtà…
Qualche passo a piedi e noto che la Cap­i­tale non è esente dalla crisi che si palesa in una miri­ade di cartelli “vendesi” sia sulle case sia su negozi con tristi rima­sugli di recenti “ces­sate attività”…prendo la metro, tra le facce asson­nate di chi si reca a svol­gere lavori pre­cari e mal pagati e gio­vani che fanno tanti sac­ri­fici per stu­di­are incu­ranti dell’improbabile util­ità di ciò che stanno facendo.
Scendo e prendo un auto­bus con un numero a tre cifre, sti­pata tra gente di tutto il mondo, ma non sono tur­isti o pel­le­grini in visita al nuovo Papa, ma addetti ai lavori più umili…mi manca l’aria, appena intravedo la piazza dove inizia Villa Pam­phili, mal­grado la piog­gia e l’Hotel luogo della  mia riu­nione si trovi all’estremità opposta, scendo e inizio a cam­minare a piedi per fare il pieno di ossigeno e luce prima di una due giorni in una sala con­vegni illu­mi­nata al neon.
Ad un tratto c’è una pic­cola area di sosta, con molte auto in mezzo al nulla, all’interno pezzi di vita…giochi vesti­tini di bam­bini, cop­erte, biberon…frammenti di vita domestica…intere famiglie senza casa che dor­mono in auto!
Qual­cuno inizia a sveg­liarsi e con agghi­ac­ciante quanto “nor­male” con­sue­tu­dine, prepara, i bimbi per andare a scuola, scal­dando la colazione su for­nelli da campeg­gio e usando, per lavarsi, la fontanella dei pesci rossi della pres­ti­giosa villa anti­s­tante. Suc­cede a Roma nell’anno Domini MMXIII ad un paio di chilometri dal Vat­i­cano, dove si è appena insidi­ato un Papa che porta il nome di San Francesco e a breve dis­tanza da Cam­era e Sen­ato dove neoeletti a “5 stelle” affer­mano a gran voce che “uno vale uno”!

Help! La rete non perdona!

sad-twitter-bird-229x300Non si è ancora dis­perso nel cielo di Roma, il fumo bianco che informa che “habe­mus papam” e già nella rete rim­balzano i primi tweet o rumors in pieno stile “gomblotto” che san­cis­cono che il Papa sarebbe un vero mostro!

Non solo nei vari social queste infor­mazioni, o pseudo tali, ven­gono con­di­vise alla veloc­ità della luce… ma c’è già qual­cuno che mi mette con le spalle al muro! Mi si chiede di pren­dere imme­di­ata­mente una posizione. Mi met­tono ansia, devo imme­di­ata­mente twuittare le risposte, e scegliere subito: sto con le madri dei desa­pare­ci­dos de plaza de mayo o con il neo Pon­tefice Francesco? La rete non accetta soluzioni inter­me­die, o è bianco o é nero, devo dire subito se mi piace di più il nuovo Papa o Cristina Fer­nàn­dez de Kich­ner, e non mi è nem­meno con­cessa la pos­si­bil­ità di dare la risposta sbagliata…perché la “rete non per­dona”!                                                                                                                                   Con­fesso che fino a qualche istante fa non sapevo nem­meno dell’esistenza di questo soggetto fatto Papa e cerco d’informarmi. Della stampa, nem­meno di quella online, non mi fido ma non sot­to­va­l­uto il Vat­i­cano… Penso: Saranno mica scemi a scegliere come Papa un crim­i­nale? Che ci guadag­nereb­bero? Ad Asti intanto suo­nano tutte le cam­pane, delle molte chiese, a festa… sem­bra che abbiano vinto il derby delle par­roc­chie… Iniziano a lit­i­gare quelli di Por­ta­co­maro con quelli di Asti città, entrambi riven­di­cano la prove­nienza della famiglia del Papa argentino il quale sarebbe si nato a Buenos Aires, ma la sua famiglia, i Bergoglio, sono di Por­ta­co­maro stazione che sarebbe sotto la giuris­dizione di Asti e non del munici­pio di Por­ta­co­maro, i quali anche loro riven­di­cano la docgo del Santo Padre. Tutti con­cor­dano comunque che il fatto stesso che sia stato scelto lui, farà aumentare la noto­ri­età del posto con istan­ta­neo incre­mento della ven­dita del Grig­no­lino, prodotto pro­prio dai vit­igni nella col­lina all’ombra della casa del nonno del Pon­tefice. Ma non siamo un paese mer­av­iglioso?                                                                                                       In chat intanto mi pres­sano: E tu…non dici nulla di cosa ne pensi del Papa?

Prendo tempo, e mi con­sulto con dei lon­tani par­enti argen­tini, scrivo sulla bacheca di fb di una di loro:  Dicen cosa mala de Papa Fran­cisco, lo con­sid­eran respon­s­able de haber tra­ba­jado acti­va­mente por la deten­cion de algunos jesuita disi­di­entes y luego tor­tu­ra­dos y desa­pare­ci­dos. Es ver­dad? Si sca­te­nano le sue amiche che conoscono Papa Francesco dai tempi in cui era sac­er­dote delle chiese dei più popo­lari bar­rios di Buenos Aires e smen­tis­cono ogni illazione, definendo il Papa come un uomo molto umile e car­i­tat­ev­ole verso i bisog­nosi, inoltre avrebbe aiu­tato intere gen­er­azioni di ragazzi a crescere. 

Intanto vengo presa dall’angoscia…e se un giorno dovessi diventare famosa?

Chissà cosa uscirebbe  sul mio conto?

E’ vero che, for­tu­nata­mente, quando ero pic­cola non c’erano le macchinette dig­i­tali o i tele­fonini ad immor­ta­larmi, ma é bene che io fac­cia un “mea culpa” e pub­blica ammenda, in quanto potrebbe emerg­ere che a 4 anni feci morire i miei pesci rossi (per­ché diedi loro troppo cibo), e che una volta presi a cef­foni un bam­bino mio vicino di casa, ma solo per sal­vare un gat­tino a cui tirava le pietre con la fionda! Non si sa mai…meglio con­fes­sarsi e dis­so­cia­rsi pub­bli­ca­mente da ogni crim­ine sin da ora, per­ché si sa  “la rete non per­dona”!