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Dubay: io ve l’avevo detto!

dubai-palm-island-architectureGet me out of Dubai(Fammi uscire da Dubay!) grida ora chi ha cre­duto  negli inves­ti­menti nel luogo più kitsch del mondo!

Eppure… non era dif­fi­cile immag­inare che andava a finire così!

Qualche anno fa, non avevo avuto dubbi in propos­ito e quando un rap­p­re­sen­tante, insieme al con­tratto del gestore di tele­fo­nia mobile, mi aveva pro­posto il 10% in cam­bio della seg­nalazione di nom­i­na­tivi di “polli” cui far inve­stire nell’acquisto di tali pro­pri­età immo­bil­iari a Dubai, e a costo di farmi apos­tro­fare come una per­sona lim­i­tata (guarda caso, mi danno sem­pre della lim­i­tata quando fiuto l’inganno in anticipo) ho rifi­u­tato ogni collaborazione.

Ma come si fa ad inve­stire i pro­pri soldi in immo­bili pac­chi­ani, a credere che sia nor­male sciare indoor, in piste innevate arti­fi­cial­mente a 5o gradi all’ombra o non prevedere che l’acqua di mare, innat­u­ral­mente incanalata all’interno dell’arcipelago di ville a schiera, fatte a forma di palma, non finisca con l’imputridire?

All’areoporto di Dubay numerose sono le auto, anche nuove, abban­do­nate da chi rimasto senza lavoro, che non può far altro che scap­pare da quell’inganno di paese!

Oggi non solo sono con­tenta di non avere nes­suno che possa dirmi “Get me out of Dubai”… ma alla folla di idi­oti che sono corsi a buttare i soldi lì e ora li perderanno, o ai col­leghi che mi con­sid­er­a­vano priva del senso degli affari, potrò dire: Io ve l’avevo detto!

Ancora cavoli amari per gli agenti immobiliari?

piselliI nos­tri Euro par­la­men­tari,  a volte per guadag­narsi i loro lauti stipendi inter­ven­gono a rego­la­mentare  qual­si­asi cosa gli venga a tiro!

Pare che a tal propos­ito, la stessa Mar­i­ann Fis­cher Boel (Com­mis­sario all’agricoltura e allo sviluppo rurale) si sia ral­le­grata dell’abolizione della legge che prevedeva, ad esem­pio, la dis­truzione dei cetri­oli storti o dei “piselli fuori misura”!

Lib­er­ata madre natura e gli ortaggi dalla rego­la­men­tazione, la nos­tra Comu­nità Euro­pea non ha di meglio da fare che pre­oc­cu­parsi dell’introdurre degli stan­dard min­imi e ulte­ri­ori obb­lighi ai già ves­sati agenti immo­bil­iari.

E se da una parte l’indirizzo della Comu­nità Euro­pea è quello di lib­er­al­iz­zare ogni pro­fes­sione las­ciando il des­tino di ogni pro­fes­sion­ista al “libero mer­cato”, nel caso degli agenti immo­bil­iari, non solo non è pre­vista la pos­si­bil­ità di essere ele­vati a pro­fes­sion­isti, ma addirit­tura si tende ad  aumentare lacci e lac­ci­oli ad intro­durre obb­lighi di ogni sorta!

Gli da una mano la CEI (Con­fed­er­azione Euro­pea dell’immobiliare) che ulti­ma­mente, sec­ondo me, trova la sua ragione di esistere nel creare situ­azioni assurde per noi!

Som­mando la ques­tione al già dif­fi­cile anda­mento di mer­cato e alla con­cor­renza “sleale” degli abu­sivi, di certo noi oper­a­tori del set­tore, non potremo dormire sonni tran­quilli ed il prob­lema purtroppo non sarà così pic­colo come il pisello per la principessa della favola di Andersen!

Ancora cavoli amari per gli agenti immobiliari?

Si, se il 26 novem­bre passerà a Brux­elles la norma Euro­pea con stan­dard UNI e ISO annessi e con­nessi! (A propos­ito… cui prodest?)

Per questo tutti noi Agenti Immo­bil­iari dob­bi­amo dire:

EN 15733?

No gra­zie!

Perchè i clienti dovrebbero dire: grazie agente immobiliare!

cardi

cardi

Sco­pritelo con la storiella:

“Il flan di cardo gobbo”.

Che c’azzecca il cardo gobbo con gli agenti immo­bil­iari? Vi chiederete.

Mo’ ve lo spiego.
Quando mi sono trasferita in cam­pagna, il primo anno mi è venuta la fre­n­e­sia dell’agricoltura.
Purtroppo avevo sem­pre abi­tato in città e dell’agricoltura avevo un’idea roman­tica, poco atti­nente alla realtà.
Un giorno ho acquis­tato una bustina di semi di “cardo gobbo”, e li ho sem­i­nati come dice­vano le istruzioni, in una buca dopo aver van­gato il ter­reno a pri­mav­era, che già a far quello ti levi la vita.
Poi, gior­nal­mente, por­tavo l’acqua per innaf­fi­are i cardi gobbi, zap­pet­tando di tanto in tanto il ter­reno intorno per con­sen­tire alle radici di ossi­ge­narsi.
Arrivati all’autunno, inginoc­chi­ata sul ter­reno, provvedevo affinché i miei cardi pren­dessero la posizione curva, e li coprivo di terra, (pare che quest’operazione ne renda il gusto più dolce).
Ad ottobre/novembre dopo la prima gelata not­turna, i cardi si pos­sono cogliere e dopo averli lavati, oper­azione non facile per­ché con­tengono spine, si pos­sono cucinare e man­giare.
Vi tralas­cio la ricetta del flan, che prevede min­imo altre due ore di lavoro, più un’ora per rip­ulire la cucina.
Per­ché vi ho rac­con­tato questo? Per­ché dopo aver trascorso tre sta­gioni a curare i cardi, ho potuto deliziarmi col flan solo per una cena con gli amici.
Gli anni suc­ces­sivi, non ho più sem­i­nato il cardo gobbo, lo com­pro al mer­cato, costa da 5 a 10 € al kilo, oppure lo man­gio al ris­torante ( un piatto costa da 13 a 18 euri).
Da quando so quanta fat­ica ci vuole a colti­vare e cucinare i cardi, ogni volta che assag­gio un flan di cardo gobbo, non mi dimen­tico di ringraziare:
Gra­zie con­tadino, gra­zie auto­trasporta­tore che trasporti il cardo, gra­zie mer­cataro che ti svegli ogni mat­tina alle 5 per por­tarmi e ven­dermi il cardo gobbo nel mer­cato sotto casa, gra­zie ris­tora­tore che con il tuo lavoro, mi per­me­tti per soli 18 euri di man­giare una delizia così.

Per­chè asso­ciare la figura dell‘agente immo­bil­iare a questa verdura?

Per­chè come i cardi non si capisce quanto lavoro ci sia per farci venire su bene, le nos­tre doti sono nascoste al nos­tro interno ed abbi­amo dif­fi­coltà a far capire alla gente quanto pos­si­amo essere preziosi.

Se vi è piaci­uta la metafora del “cardo gobbo”, fat­evi venire in mente almeno un motivo per cui in caso di uti­lizzo dob­bi­ate dire:

Gra­zie Ketty, gra­zie Agente Immo­bil­iare!”