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TAV: Una mattina al Politecnico per saperne di più!

politecnico_di_torino_logoQUALI RISCHI PER L’AMBIENTE, I LAVORATORI DEI CANTIERI, I CITTADINI  DELLA VALLE DI SUSA E 

POLITECNICO DI TORINOAULA MAGNA corso Duca Degli Abruzzi 24

TORINO

La real­iz­zazione della linea fer­roviaria ad Alta Veloc­ità Torino-Lione in Val di Susa è da tempo con­tor­nata da aspre polemiche, che non las­ciano emerg­ere gli aspetti più sig­ni­fica­tivi e tec­nici dell’opera stessa. Al di là degli slo­gan e delle posizioni favorevoli o con­trarie alla sua real­iz­zazione, l’incontro si pone l’obiettivo di far luce su tem­atiche rel­a­tive alla salute pub­blica, ai pos­si­bili dis­agi psi­coso­ciali e all’infortunistica, che un prog­etto di queste dimen­sioni potrebbe comportare.

Sono però temi che vanno con­tes­tu­al­iz­zati, osser­vati con la cog­nizione dei dati rel­a­tivi all’intera opera: per questo è impre­scindibile la conoscenza degli obi­et­tivi che l’opera stessa si pre­figge, in ter­mini eco­nomici e di polit­ica dei trasporti, alla luce di un bilan­cio tra costi-benefici – eco­nomici ed ener­getici – e del pos­si­bile impatto ambientale.

Del resto sono tem­atiche la cui osser­vazione può pog­giare non soltanto su anal­isi, dati di stu­dio e proiezioni, ma anche sull’esperienza ormai mat­u­rata e con­sol­i­data attra­verso la real­iz­zazione di altre tratte di linea. Un’esperienza alla quale pure far rifer­i­mento, come quella dell’area fiorentina e del Mugello da cui si pos­sono trarre tes­ti­mo­ni­anza e van­tag­gio, per calare la sin­gola ques­tione della Alta Veloc­ità in Val di Susa nel più ampio ambito della rete ad Alta Veloc­ità a liv­ello nazionale.

Le tem­atiche trat­tate nell’incontro vert­er­anno preva­len­te­mente su aspetti sci­en­tifici della salute pub­blica e di impatto ambi­en­tale: si è scelta la sede del Politec­nico di Torino per per­me­t­tere a chi­unque di parteciparvi.

PROGRAMMA

Mario CAVARGNA – Pronatura, Torino

Anal­isi delle carat­ter­is­tiche del prog­etto TAV in Val di Susa Una grande opera o è fortemenete utile o è forte­mente dan­nosa. L’utilità diventa quindi il primo para­metro da affrontare e in questo senso le richi­este di anal­isi esauri­enti e leali, sia in ter­mini di impatto fisico che di salute, da parte dei cit­ta­dini inter­es­sati sono legit­time. Per quanto attiene la fer­rovia ad alta veloc­ità manca il traf­fico: il traf­fico merci nei trafori autostradali italo-francesi è sceso del 31% nel decen­nio 2000–2009. Il liv­ello attuale è tor­nato a essere quello di 18 anni addi­etro con ten­denza neg­a­tiva, poiché gli scambi rec­i­proci sono stati sos­ti­tu­iti da impor­tazioni d’oltremare. L’insieme dei prob­lemi legati al trasporto, alla sicurezza e alle modal­ità d’esercizio con­ducono l’iniziale prog­etto ad alta veloc­ità ad una para­dos­sale penal­iz­zazione della capac­ità di traf­fico a fronte di una spesa equipara­bile a quella sosteni­bile per tre ponti sullo stretto di Messina.

Angelo TARTAGLIA – Politec­nico di Torino

Quali dovreb­bero essere i van­taggi del nuovo col­lega­mento tra Torino e Lione? – Anal­iz­zando sin­teti­ca­mente i costi dell’opera e l’andamento attuale e futuro prob­a­bile dei lussi di passeg­geri e merci si dimostra che il nuovo col­lega­mento non avrebbe alcuna pos­si­bil­ità di rag­giun­gere il pareg­gio eco­nom­ico nem­meno sul lungo peri­odo, som­mando così gli svan­taggi eco­nomici a quelli ambientali.

Pietro SALIZZONI — Uni­ver­sità di Lione

Impatto acus­tico delle linee AV/ACDescrizione dei fenomeni di gen­er­azione di rumore fer­roviario della sua propagazione in prossim­ità di una linea AV/AC, con par­ti­co­lare atten­zione al caso delle valli alpine. Anal­isi di un caso stu­dio: l’impatto della linea Torino-Lione nella bassa Val di Susa.

Mas­simo ZUCCHETTI — Politec­nico di Torino

Impatto ambi­en­tale e sulla salute del TAV: uranio, amianto, altri mate­ri­ali peri­colosi – La pre­senza di uranio, amianto e altri mate­ri­ali peri­colosi in Val di Susa viene esam­i­nata sulla base della let­ter­atura stor­ica e recente, illus­trando i risul­tati degli studi dell’autore, con­sulente della Comu­nità Mon­tana Val­susa da quasi un decen­nio. ver­ranno illus­trati due case stud­ies sugli effetti: radon e lavo­ra­tori, polveri di smarino e popolazione.

Luca MERCALLI – Soci­età Mete­o­ro­log­ica Italiana

La cura del ferro per inquinare meno? Dipende, c’è ferro e ferro… – Il prin­ci­pale pos­tu­lato su cui si basa la scelta di trasferire merci e passeg­geri dalla strada alla rotaia è la riduzione di emis­sioni cli­mal­ter­anti e inquinanti asso­ci­ata al risparmio ener­getico otteni­bile dal mezzo fer­roviario rispetto a quello su gomma azion­ato da motore ter­mico. Ciò non è tut­tavia sem­pre vero, e dipende forte­mente dall’investimento di “ener­gia gri­gia” uti­liz­zata per la costruzione di una nuova infra­strut­tura, com­pren­siva di quella inglo­bata nei mate­ri­ali e di quella nec­es­saria alla ges­tione e manuten­zione. Nel caso di un prog­etto per­vaso da gigan­tismo infra­strut­turale come la linea Torino-Lione, si rischia che la cura sia peg­giore del male, e si richiede comunque un’accurata anal­isi del ciclo di vita dell’opera prima di avviare qual­sivoglia real­iz­zazione. Inoltre la rap­ida evoluzione delle tec­nolo­gie dell’informazione e della comu­ni­cazione, nonché del trasporto su gomma ali­men­tato elet­tri­ca­mente, con­sigliano ulte­ri­ore pru­denza rispetto agli sce­nari che gius­ti­f­i­cano un’opera asso­lu­ta­mente rigida e non modulabile.

Giro­lamo DELLOLIO – pres­i­dente Asso­ci­azione di volon­tari­ato “Idra”, Firenze

Impatti, pre­ven­zione, con­trolli e sicurezza nella TAV appen­ninica e nel Nodo di Firenze – La doc­u­men­tazione rac­colta in 17 anni di mon­i­tor­ag­gio riv­ela il tipo di approc­cio col quale sono stati affrontati in Toscana i temi della pre­ven­zione nei cantieri, della salute pub­blica e della sicurezza dei lavo­ra­tori e dei passeg­geri della linea TAV. Di par­ti­co­lare inter­esse la per­sis­tente sot­to­va­l­u­tazione del diritto alla salute e alla qual­ità della vita anche nella dimen­sione urbana della cantier­iz­zazione per la stazione e i tun­nel per il Nodo AV di Firenze.

Luigi CARPENTIERO – Medico del Lavoro, ASL 10 Firenze

Prob­lem­atiche infor­tunis­tiche, di salute e dis­a­gio psi­coso­ciale  nei lavo­ra­tori della TAV e delle grandi opere infra­strut­turali dell’area fiorentina – Le ricerche effet­tuate dalla ASL 10 di Firenze, con il sup­porto uni­ver­si­tario e della coop­er­azione sociale,  nell’ultimo decen­nio di lavori nelle grandi opere infra­strut­turali dell’area fiorentina, tra cui la TAV, hanno evi­den­zi­ato un impatto impor­tante dell’organizzazione del lavoro sia nell’amplificazione dei rischi clas­sici pro­pri di tali opere (polveri, fumi, rumore ecc.) sia sull’usura psi­cofisica e sul dis­a­gio psi­coso­ciale dei lavo­ra­tori. Fat­ica fisica,  turni di lavoro a ciclo con­tinuo, iso­la­mento nei campi base dor­mi­to­rio e  lon­tananza dalla famiglia sono stati gli aspetti più indagati. Si è ril­e­vata anche una con­nes­sione tra gli infor­tuni più gravi e la tipolo­gia di turno adot­tato. Un’aggravante per alcuni cantieri è cos­ti­tu­ito dal fenom­eno del “mob­bing” deter­mi­nato dal “capo­ralato” che vige nel reclu­ta­mento dei lavo­ra­tori, prove­ni­enti quasi tutti da deter­mi­nate aree geogra­fiche del paese.

Marco TOMALINO – Coor­di­na­mento oper­a­tori san­i­tari Val di Susa

TAV e salute pub­blica. I rischi emer­genti dall’analisi dei prog­etti – L’esame dei prog­etti pre­lim­i­nari della nuova linea Torino-Lione riv­ela numerosi aspetti crit­ici per la salute pub­blica, legati alla pre­senza di mate­ri­ali peri­colosi, amianto e uranio, e alle attiv­ità di cantiere, con pos­si­bile coin­vol­gi­mento di strut­ture assis­ten­ziali e san­i­tarie. Ven­gono esam­i­nati in det­taglio gli aspetti car­enti e con­trad­dit­tori dei prog­etti. Viene pre­sen­tata l’iniziativa di infor­mazione degli oper­a­tori san­i­tari della Valle.

Ful­vio AURORA – Med­i­c­ina Demo­c­ra­t­ica, Milano

Il ris­chio zero. Un diritto per la popo­lazione della Val di Susa – La real­iz­zazione di grandi opere in un momento di grave crisi sem­bra sem­pre più moti­varsi per l’investimento, lo sposta­mento di ingenti cap­i­tali ancora prima che per la pre­sunta util­ità delle opere stesse. Di fatto assis­ti­amo a una sub­or­di­nazione del lavoro da parte del mondo della Finanza: tanto più dis­tante è l’investitore dal mondo del lavoro, tanto mag­giore è la pos­si­bil­ità che prob­lemi quali l’impatto ambi­en­tale e la sal­va­guardia della salute per lavo­ra­tori e cit­ta­dini passino in sec­ondo piano o vengano min­i­miz­zati. Questo lede un diritto fon­da­men­tale dei cit­ta­dini e dei lavo­ra­tori medes­imi, quello di vivere e di lavo­rare a ris­chio zero. Definito attra­verso le lotte operaie, e recu­per­ato nei pro­cessi che hanno avuto per soggetti lavo­ra­tori morti per infor­tu­nio e per malat­tie pro­fes­sion­ali, sot­to­lin­eato e teoriz­zato da Med­i­c­ina Demo­c­ra­t­ica a par­tire da Giulio Mac­cac­caro, il “ris­chio zero” è l’idea base della parte­ci­pazione dei lavo­ra­tori e dei cit­ta­dini ai pro­cessi decisionali.

Enrico MORICONI, Pres­i­dente AVDA (Asso­ci­azione Vet­eri­nari per i diritti degli ani­mali)

Non solo gli uomini, anche gli ani­mali sof­frono – Nella prog­et­tazione delle grandi opere spesso – quasi sem­pre – non si con­sid­era quello che può accadere agli ani­mali, o sono gener­i­ca­mente con­siderati far parte dell’ambiente. Riconoscendo l’importanza fon­da­men­tale dell’ambiente, non si deve dimen­ti­care che gli ani­mali però sono esseri viventi che sof­frono e si ammalano come le per­sone e sono diversi dal mondo veg­e­tale. L’intervento pre­senta il risul­tato di un primo doc­u­mento di val­u­tazione dei pos­si­bili danni per gli ani­mali, quelli che vivono in famiglia, quelli all­e­vati per inter­esse e quelli liberi. Si tratta di un lavoro in corso in quanto sono attesi inter­venti di altri pro­fes­sion­isti e val­u­tazioni non solo gen­er­ali ma anche specifiche.

Mod­er­a­tori:

Giuli­etto CHIESA, gior­nal­ista, europar­la­mentare
Rossana BECARELLI, Ospedale S. Gio­vanni Antica Sede, Torino

Fatti gli affari tuoi!

imagesNon sono un’economista quel po’ di econo­mia che conosco l’ho appreso da mia madre che quando doveva com­prarci i libri per stu­di­are (eravamo 4 figlie più una zia minorenne) faceva econo­mia al mer­cato tra i banchi degli ali­men­tari. Non ci è mai man­cato il cibo, ma lei non avrebbe mai per nes­sun motivo com­prato dei cibi che arriva­vano da lon­tano, delle albic­oc­che d’inverno o delle arance d’estate e decideva lei cosa met­tere in tavola, in base alle migliori offerte del mer­cato sia in ter­mini di con­ve­nienza eco­nom­ica sia di qual­ità, col­ori, pro­fumi, gusti e, non ultima “la sostanza”. Se mia madre doveva scegliere tra due ali­menti o oggetti da acquistare infatti, statene certi che sceglieva quello più “sostanzioso”. Poi c’era mia nonna che risparmi­ava a più non posso, sapeva tutto di soldi, di inter­essi pas­sivi e attivi e, con i suoi pic­coli grandi depositi, come il Jonh May­nard Keynes che ho poi apprez­zato nei libri alle superiori…interveniva nella pic­cola econo­mia della mia famiglia facen­doci ora da com­pag­nia assi­cu­ra­trice per gli eventi impre­visti, ora da azionista/finanziatore per pic­coli inves­ti­menti, non prima di averci sner­vato con riu­nioni famil­iari, dove con matita e notes, pren­deva appunti, tirava somme e  sev­era­mente ci evi­den­zi­ava gli even­tu­ali nos­tri sprechi, le pos­si­bili soluzioni di ulte­ri­ore risparmio o ci con­sigli­ava come ren­dere più pro­dut­tive le nos­tre entrate e quali fos­sero i nos­tri diritti nei riguardi del datore di lavoro o quanto fosse il giusto com­penso per i nos­tri lavoretti di stu­dentesse.  In prat­ica le donne della mia famiglia a noi figlie, hanno inseg­nato come scegliere e come  non farci fre­gare, ma mia nonna era anche molto reli­giosa e sebbene di idee politiche opposte al mar­ito (Lei democris­tiana e lui anti­cler­i­cale, social­ista e anche un po’ anar­chico) ci ha trasmesso insieme a lui il rispetto per il prossimo, la sol­i­da­ri­età e la difesa dei deboli.

Oggi che mi sento palese­mente fre­gata… vedo invece intorno a me per­sone che mi dicono a gran voce:

MA FATTI GLI AFFARI TUOI!

Hanno arrestato due donne inno­centi E le han tenute in carcere 13 giorni trat­tan­dole come delle crim­i­nali ma ieri in par­la­mento hanno for­nito l’ennesimo sal­va­con­dotto per il mafioso di turno!

E che cosa ci puoi fare tu? Fatti gli affari tuoi…non ti immischiare…in fondo ave­vano solo da farsi anche loro gli affari pro­pri anziché andare li! Dai retta a me… se la son cercata!

Vogliono fare il TAV?  Che cosa te ne frega? Non sei nem­meno Val­susina. Il mondo non lo cambi… i politici son tutti uguali, é sem­pre stato così e sem­pre sarà così…perché ti vuoi rov­inare la salute? Che vuoi fare? Sal­vare il mondo? Mi fai ridere!

Sono stanca e amareg­giata e a vedere che tutti intorno a me pen­sano o a fare soldi o a sal­varsi il pro­prio fon­doschiena… mi ver­rebbe davvero voglia di dire: Ma andat­evene tutti a farvi fot­tere. Ma cerco la ver­ità e leggo le men­zogne dei gior­nali e il mio sangue ribolle.

Riv­o­luzionaria o rif­lessiva? Tutte e due non si può?

Chissà se fos­sero vivi i miei nonni che fareb­bero? Penso sem­pre a loro quando sono nel pan­tano come ora!

Lui senza dub­bio sarebbe a resistere in Val Clarea…anche a costo di farsi arrestare o di farsi sparare in fac­cia come è suc­cesso a me il 9 settembre.

Lei la met­terebbe subito sui soldi avremmo una con­ver­sazione di questo tipo:

- Ma è nec­es­sario fare questa spesa? - Non lo so nonna… dicono che l’Europa vuole questo TAV… serve per far andare veloci le merci da Pechino a Lisbona…anche se i Por­togh­esi ci han ripen­sato per­ché soldi non ne hanno! I gior­nali dicono che i francesi ci tengono…ma i francesi con cui ho par­lato io non mi pare!

A quel punto lei inforcherebbe gli occhiali e com­in­cerebbe a pren­dere appunti e a scri­vere cifre.Al che io le con­testerei: Ma nonna! Sem­pre con sti numeri…possibile che non ti importa niente dei sogni, degli alberi che taglierebbero…della mon­tagna… del rumore del fiume…delle opinioni…e la matem­at­ica non lo è?

- Zitta! Mi rispon­derebbe lei (quando faceva i conti pre­tendeva silen­zio).Quanto costa?- Non lo so nonna … ma rischia di costarci troppo ho sen­tito par­lare di 17 mil­iardi di euro ovvero 1300 euro al cen­timetro, ma ieri su la Stampa c’era scritto che costerà solo 8,2 mil­iardi di euro ma fig­u­rati se bas­tano (lei com­in­cerebbe a met­tere in colonna sul foglio gli zeri che ci vogliono per fare in cifre ottovir­go­ladue­mil­iar­di­dieuro). Ma il gior­nale dice che è “low cost“per noi Ital­iani per­chè la fac­ciamo pagare quasi tutta ai francesi o all’Europa - Per­chè vogliamo fre­gare i francesi? Non siamo amici? E’ per quello che c’è la polizia sulle mon­tagne? I francesi vogliono la guerra? E quanti siamo in Italia? E in Europa?- Una domanda per volta…La polizia sulle montagne…no spara o man­ganella e arresta quelli che non vogliono la tav.…Si coi francesi siamo amici e siamo 60 mila ital­iani in Italia… 490 mila in Europa…perché? Come Per­chè? Pos­si­bile che non ci arrivi? Per­ché NON CE LO POSSIAMO PERMETTERE ne noi ital­iani ne noi europei! Sono ‎16734 euro  a testa per ogni europeo e 5833 euro per ogni ital­iano, com­presi pen­sion­ati, lat­tanti, stu­denti e dis­oc­cu­pati. Affer­merebbe lei mostran­domi il fogli­etto dei suoi conti. Ma che vuol dire “low cost”? Quando usano l’inglese è per­ché c’è sotto qualcosa…ti vogliono fre­gare! - Ma Cota e Mat­te­oli la vogliono! - Adesso mi sentono, scriverò una let­tera al Pres­i­dente della Repub­blica e al Pres­i­dente dell’Europa per dirgli che sono somari ed incom­pe­tenti per­ché non si sanno fare i conti!

I miei nonni sono morti da qualche anno quindi non dovranno pen­sare a trovare 11666 euro, della loro quota del buco TAV ne a venire in Valle Clarea a rischiare di essere col­piti al volto dai Cec­chini man­dati da Maroni a cer­care il morto, io quasi quasi la smetto di farmi GLI AFFARI TUOI…tanto a te non inter­essa tirare fuori, solo per un buco in una mon­tagna che “non sono affari tuoi”,  5833 Euri!

Alta velocità? Si grazie!

imagesUn euro investito in banda larga ne gen­era 4 in PIL (Fonte Sole 24 ore).

Per non par­lare dei posti di lavoro e della ric­chezza sociale che la veloc­ità delle infor­mazioni potreb­bero creare!

E noi che fac­ciamo invece? Sprechi­amo tutti i soldi nos­tri (anche quelli che non abbi­amo) per una stu­p­ida linea fer­roviaria veloce! Allora non ditemi che volete il pro­gresso…per­ché men­tite sapendo di men­tire, insis­tendo nell’individuare nel TAV la soluzione a tutti i nos­tri mali!

Non ditemi che sono con­tro il pro­gresso, per­ché in realtà siete voi che non volete farmi progredire!

Non ditemi che siete voi a vol­ere la veloc­ità e la cir­co­lazione della ric­chezza e che sono medievale…per­ché i medievali siete voi che imponete la medi­oc­rità e la cor­ruzione e offus­cate le eccel­lenze!

Apocalypse TAV!

Chiomonte1Ieri domenica 3 luglio 2011 decido di parte­ci­pare alla man­i­fes­tazione No TAV di Chiomonte, alle 7,30 prendo il treno a Col­legno e riesco a salirci a mala­pena per quanto è carico di “pen­dolari della man­i­fes­tazione”.

L’atmosfera e l’abbigliamento di alcuni mi ricor­dano le gite fatte con i boy scout della par­roc­chia da bambina.

Arrivata a Chiomonte il clima da gita sco­las­tica viene solo funes­tato dall’accoglienza di una folta schiera di poliziotti che indos­sano la tenuta anti­som­mossa, con tanto di scudo casco man­ganelli. Li saluto…in fondo sono li per lavo­rare… per garan­tire la nos­tra sicurezza! Non mi rispondono.

Incon­tro facce conosciute espo­nenti di par­tito e tanta gente…famiglie coi bam­bini, coi passeg­gini, con il cane.

Alcuni ragazzi rubano un estin­tore dalla stazione fer­roviaria e lo nascon­dono den­tro una bandiera. Un’anziana sig­nora li prende per le orec­chie glielo toglie e lo riporta indi­etro al suo posto.

Una folla immensa di manifestanti/gitanti in modo abbas­tanza fes­toso si dirige verso il paese di Chiomonte ma al bar hanno finito i panini e le brioches e per bere un caffè devo aspettare che sci­ac­quino le tazze. Vado in panet­te­ria e com­pro del pane sono le 8,40 ed è quasi terminato…alla fontana altri come me riem­pi­ono le bor­racce d’acqua. Sotto il sole Iniziamo al mar­cia dei NO TAV per incon­trarci con un altro cor­teo par­tito da Exilles…quando arriv­i­amo al ponte, luogo dell’incontro, il cor­teo è lungo oltre 5 km. Saremo almeno 70 mila ma qual­cuno legge dallo smart phone che sec­ondo i giornalisti,invece, saremmo solo non più di 7 mila!

Arrivati al bivio da una parte si scende verso il luogo dove ci sarà “la festa autor­iz­zata” se si devia a sin­is­tra lo si fa a pro­prio ris­chio e peri­colo per­ché di li sal­endo sulla mon­tagna e sui sen­tieri si arriva al punto dove inizia l’area espro­pri­ata ai val­susini per real­iz­zare questa merda di Tav (gli orga­niz­za­tori avvisano di questo tramite un megafono).

In quel momento sono insieme a un gruppo di gio­vani che conosco che ho incon­trato li, sono per­sone nor­mali, stu­denti, una è una fotografa molto brava…ma ha las­ci­ato l’attrezzatura a casa per­ché temeva potesse rov­inarla o perderla nel tram­busto. Ci guardiamo con lo sguardo interrogativo…che fac­ciamo? Da che parte andiamo?

Non sono autor­iz­zata ad andare su per i boschi in mon­tagna? Ma dove siamo arrivati? E’ uno stato mil­itare questo?
Nes­suno mi può dire dove devo andare…vado dove non si può ovvi­a­mente! Non fosse altro, visto che sono arrivata fin qui, per vedere diret­ta­mente coi miei occhi quel che succede .

Mi arrampico anche io sulla Ramat e, una volta giunta alla chiesetta, mi fermo al sole a man­giare il pane e pro­sciutto acquis­tato nella panet­te­ria di Chiomonte altri bivac­cano man­te­nendo l’atmosfera da gitanti domenicali.

Qualche metro dopo nei pressi della fonte vedo che alcuni si preparano per dirigersi a “ripren­dere la Mad­dalena”. Osservo i loro gesti incu­riosita. Una ragazza versa in alcune bot­tiglie d’acqua del bicar­bon­ato. Alcuni tirano fuori dei limoni dallo zaino e li dis­tribuis­cono agli altri. (sco­prirò dopo che questi sono degli anti­doti ai veleni che ver­ranno sparati sulla gente dalla polizia!)  Fa molto caldo ma vedo che si coprono, chi aveva cal­zoni corti si cam­bia per indos­sare quelli lunghi, dagli zaini spun­tano oggetti di pro­tezione anti­n­for­tunis­tica molto caserecci e var­i­opinti, oltre ai caschi da cantiere, persino maschere da sub o occ­chiali da bricolage.

Alcune ragazze immer­gono il capo nell’antico lava­toio in pietra e si bag­nano li capelli con l’acqua gel­ida della mon­tagna oltre ad intin­gere scia­rpe e pezzi di stoffa nell’acqua!

Inizio a pen­sare che è inutile scendere…manifesto questa mia per­p­lessità ad una vec­chia con­tad­ina del posto che incon­tro li alla Ramat, ma lei mi risponde: Se  non andate voi gio­vani che avete le gambe buone a ripren­derci La Mad­dalena! Ma aggiunge una rac­co­man­dazione tanto materna quanto con­trad­dit­to­ria: siamo in guerra…ma non fat­evi male!

Sono sem­pre più arrab­bi­ata, mi sento impo­tente, non so cosa posso fare per ridare la “Mad­dalena” a questa gente, 3 anni fa era stato più facile a Venaus, quando in 1600 con 15 euri a testa ci siamo com­prati un ter­reno indi­viso per non farci pas­sare quel cavolo di treno veloce!

Decido comunque di proseguire…(penso…questa battaglia è giusta cazzo!), ma prima immergo anch’io la testa nell’acqua gel­ida, riem­pio la bor­rac­cia di acqua fresca…istintivamente prendo una magli­etta che ho nello zaino e la inzuppo d’acqua, appen­den­dola gron­dante ad una tasca laterale.

Arrivo ad un punto dove c’è un ottima visuale… altre per­sone “nor­mali” man­i­fes­tano la mia stessa frus­trazione per sen­tirsi ed essere impo­tenti di fronte a tutto questo! Vedi­amo questi ragazzi che cer­cano di entrare nel pre­sidio (polizia e mil­i­tari che difendono non la gente ma le cose! Nella fat­tispecie un  buco nella mon­tagna). In molti fanno un tifo da sta­dio ovvi­a­mente non per i poliziotti. Un tizio dice: Che cazzo fac­ciamo qui…dovremmo andare sotto ad aiu­tarli questi ragazzi e invece siamo qui a fare “i guardoni” come nei real­ity! La mia frus­trazione aumenta…alleviata solo dall’aver trovato un motivo per aiutare la causa: Rac­con­terò quel che sto vedendo, questo è il mio modo di com­bat­tere, ma non ho protezioni…non scen­derò sotto a farmi mas­sacrare e questo mi fa sen­tire comunque una vile.

La polizia ne prende uno…nooo…cazzo! Ma che fanno? Sono dei crim­i­nali! Questo è a terra inerme e almeno in 5 poliziotti, con­tin­u­ano a man­ganel­larlo e a pren­derlo vio­len­te­mente a calci! Si odono  spari l’aria è irrespirabile.…sarà l’orto-clorobenziliden-malononitrile con­tenuto nelle bombe che stan lan­ciando? Mi bru­cia la gola anche se son distante…vedo le vigne e gli orti sotto i miei occhi…ma tutti questi veleni rovin­er­anno la frutta e la ver­dura o la mod­i­ficher­anno solo, in attesa di mangiarla?

Ho visto abbas­tanza decido di tornare indietro…ridiscendo.

Dopo una mezz’ora, arrivo fino al pre­sidio di Chiomonte e insieme a qualche migli­aio di persone…cani, bimbi e passeg­gini com­presi… cerco di guadagnare il ponte per attra­ver­sare il fiume e dirigermi verso la stazione ferroviaria…ma devo cam­biare direzione sono state but­tate giù le recinzioni a pro­tezione del cantiere e la polizia attacca i man­i­fes­tanti anche fuori dalla zona mil­i­ta­riz­zata. Cavoli ma per andare fino all’altro ponte..quello verso Exilles mi devo sparare altri 3 km di mar­cia e per lo più in salita sotto il sole!

Ad un certo punto sento un urlo…una ragazza che cam­mina paci­fi­ca­mente come me…viene col­pita alla testa..sanguina.

A colpirla è stato il con­teni­tore del gas orto-clorobenziliden-malononitrile lan­ci­ato dalla polizia che abbi­amo alle spalle…dal suolo si spri­giona una nube tossica…non vedo più nulla mi bru­cia la gola istin­ti­va­mente mi butto fuori strada, e così evito di essere tra­volta dalla folla in pan­ico, estraggo dalla tasca del mio zaino la magli­etta bag­nata me la metto intorno alla testa, mi copro la fac­cia, mi bru­ciano però  i polpacci…l’unica parte della mia pelle scop­erta tra gli scar­poni e i jeans che in quel punto son larghi e non mi pro­teggono dal veleno urticante…riesco a tornare indietro…mi dirigo alla stazione fer­roviaria di Chiomonte, dove incon­tro altra gente comune ferita, come se arrivasse da un campo di battaglia! Un tale, sulla quar­an­tina, chiama il suo avvo­cato con il cel­lu­lare e gli spiega che la polizia lo ha “schedato” (insieme a centi­naia di man­i­fes­tanti) e chiede se ci saranno con­seguenze  per la sua iscrizione al suo albo professionale.…“Ho  sem­pre lavo­rato e non ho mai commesso reati…sono com­mer­cial­ista” si gius­ti­fica con gli agli altri passeg­geri  in coda alla macchinetta dei bigli­etti che lo guardano attoniti.

Alcuni chia­mano la mamma per ras­si­cu­rarla che torner­anno a casa sani e salvi mal­grado i disordini.

E sareb­bero questi i black bloc di cui par­lano i telegiornali?

Ritrovo Renata persa nella salita verso Ramat, man­cano 2 ragazzi del suo gruppo all’appello (i due più “filo inter­ven­tisti”) ma per for­tuna arriva un sms, sono salvi ma strana­mente si trovano  a Susa. Che ci faranno a Susa? Li avranno mica por­tati in caserma poveri ragazzi ?

Salgo sul treno un gruppo di stu­denti romani fa il rewind della gior­nata e legge i gior­nali sui tablet com­men­tando le men­zogne dei gior­nal­isti con bat­tute ironiche ed espres­sioni romanesche che mi fanno pie­gare in due dal rid­ere,  la loro pro­pri­età di lin­guag­gio e la preparazione sugli argo­menti politici mi rin­cuora, mi colpisce favorevol­mente.  E men­tre mi  viene di fan­tas­ti­care sul fatto che qual­cuno di loro potrebbe essere un domani un leader di par­tito o un per­son­ag­gio politico impor­tante e la cosa mi riem­pie d’orgoglio e di sper­anza, … il mio futuro leader prefer­ito dec­lina l’invito degli altri a pas­sare la ser­ata a Torino ad ubri­carsi, ricor­dando agli amici la neces­sità di dover ripren­dere subito il treno per Roma, viag­giando tutta la not­tata. Il mio gio­vane eroe non può man­care, all’alba deve essere all’università per sostenere un esame!

Io questo black bloc qui lo voglio come Pres­i­dente del Con­siglio! Penso tra me e me vedendo final­mente il futuro con ottimismo…malgrado tutto!

Io “teppista della rete”!

52Il Min­istro  della “fun­zione Pub­blica” della Repub­blica ital­iana, tale Renato Brunetta, dopo aver insul­tato i lavo­ra­tori pre­cari chia­man­doli “l’Italia peg­giore”  in un repentino quanto malde­stro ten­ta­tivo di gius­ti­fi­carsi, ha messo in rete questo video dove chiama chi lo con­testa “i tep­pisti della rete”!

Questo men­tre il poco Onorev­ole Straquadagno (quello che ha dichiarato che è lecito vendere il corpo per far car­ri­era) senza usare eufemismi, dichiara che chi usa la rete non ha nulla da fare!

E qui la risposta della tep­pista e man­ganel­la­trice della rete!

Ps: Io con­trari­a­mente ai due di cui sopra non per­cepisco stipendi da nes­suno, quindi  fino a prova con­traria, sono padro­nis­sima di perder tempo in rete o come voglio!

IO TAXI BATTIQUORUM

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Referendum del 12 e 13 giugno 2011

images-1Auto aiuto per dif­fondere la conoscenza dei que­siti referendari.

Della serie: dove non arriva l’informazione pub­blica arriv­i­amo noi utenti della rete!

Ketty Spiega i ref­er­en­dum del 12 e 13 giugno

In rete ci sono parec­chi video che tratano l’argomento, quelli che mi son piaciuti di più son questi:

1

2

3

Non voglio crescere!

261big Leggo sui gior­nali che ora che è cam­bi­ato il vento…dob­bi­amo crescere!

Io credo che non sia nec­es­sario crescere ancora! Dob­bi­amo sem­mai riap­pro­pri­arci della qual­ità della vita…del buon cibo, dell’arte…della buona musica, insomma di tutte le belle cose che questo ven­ten­nio berlus­con­ista ci ha rubato spin­gen­doci inevitabil­mente verso il basso e omolo­gan­doci  alla volgarità.

Dob­bi­amo difend­ere la nos­tra “Cos­ti­tuzione”, che chi l’ha fatta era così pro­gres­sista da essere più avanti del futuro!

Dob­bi­amo creare ener­gia dal sole e non dal nucleare che farebbe crescere solo gli spec­u­la­tori e i profittatori!

Crescere indis­crim­i­nata­mente ci dis­trug­gerà. Vivi­amo inte­grandoci nella natura nei suoi cicli pro­dut­tivi infiniti!

Non dis­trug­giamo tutto solo per il prof­itto! Le risorse…utilizziamole con rispetto, saranno inesauri­bili, ci faranno stare bene e sicu­ra­mente anche un po’ più felici rispetto alla felic­ità che ci potrebbe dare la con­quista di un punto di PIL!

Le meravigliose avventure con telecom continuano…

il+gatto+e+la+volpeOggi per un’ora di nuovo non ha fun­zion­ato la con­nes­sione, chia­mando per aprire l’ennesimo “guasto” l’operatore mi risponde che il man­cato fun­zion­a­mento è per colpa mia, sarei rea di aver scelto il pro­filo sbagliato, non fun­zionerebbe per­ché ho scelto un pac­chetto “tutto incluso” e non a con­sumo, per essere salva dovrei fare un nuovo contratto!

E’ evi­dente che l’operatore AN O49 imp­ie­gato a prog­etto, ha una per­centuale sui nuovi con­tratti, ma “acca nis­cuno è fesso” e io prima di esplodere, rispondo con una domanda sar­cas­tica, anzi con tre:
1) Che ha a che vedere il mio pro­filo, per altro con­sigliatomi da voi, con le vostre linee arrugginite?

2) Il pro­filo “tutto incluso” prevede il paga­mento del servizio senza avere alcun servizio?

3) Dove son finiti i soldi che la Regione Piemonte ha dato a Tele­com per ammod­ernare le fatis­centi linee PORCA TROIA! (quando parlo con Tele­com non sono una signora!)?

A questo punto l’operatore AN 049, CON IL SUO arro­gan­tis­simo accento romano PERDE LA PAZIENZA è MINACCIA DI CHIUDERMI IL TELEFONO, PER­CHè sarei MALEDUCATA, (alla fac­cia del “cus­tomer care”) inoltre non sarei per loro una val­ida cliente per­ché ho scelto un pro­filo eco­nom­ico (in prat­ica mi ha dato della pezzente!).
Per niente umil­i­ata rispondo che per quel che ricevo in cam­bio, con le con­tinue inter­ruzioni  del servizio mi rubano già un bel po’ di soldi e che se io sono male­d­u­cata loro sono dei ladri e cor­rotti, manigoldi col­lusi con la polit­ica e per essere più esplicita, elenco al loro ind­i­rizzo, tutte le paro­lacce che conosco. Ma a forza d’insulti, minacce di denun­cia alla mag­i­s­tratura ecc… AN 049 non solo mi ridà istan­ta­nea­mente, la mia adsl ma addirit­tura 5 mega sui 7 che pago (di solito quanto fun­ziona non rag­giunge mai 1 mega), ma nel frat­tempo mi è scop­pi­ato il fegato… 

MA POSSO FARE STA VITA? E meno male che la chia­mano “Impresa Sem­plice”!

PIOVE TELECOM LADRA!

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Da un anno e mezzo, ovvero da quando è arrivata final­mente ALICE BUSINNESS anche qui   nell’astigiano il fun­zion­a­mento della linea ADSL dipende dalle con­dizioni atmos­feriche, se nevica, se c’è un po’ di neb­bia, se c’è la brina, se ci sono 2 gocce di piog­gia, alle linee gli viene l’artrite e vanno in tilt!

Dal 30 aprile a oggi l’adsl fun­ziona solo per qualche istante al giorno, chia­mando il 191 per recla­mare,  mi rispon­dono con frasi più fan­ta­siose:
Ieri alle 16,20 l’operatore AB 823 mi ha chiesto se per caso avessi il modem stac­cato e mi ha attac­cato il tele­fono in fac­cia, richi­amo e mi risponde l’operatore AB 304 chieden­domi se per caso avevo chiesto l’intervento dell’assistenza, gli rispondo, in modo poco urbano, che se sto chia­mando da 10 giorni a questa parte più volte al giorno, non è che lo fac­cio per sen­tire come stanno, lui mi risponde:  ma non s’è accorta che piove? E poi pros­egue inseg­nan­domi l’educazione e il rispetto per chi lavora. Rib­adisco che se lui lavora per dei ladri che se piove non for­niscono il servizio, che io pago indipen­den­te­mente dal meteo, sono cavoli suoi!
Io lavoro in pro­prio… ma se non riesco a rispon­dere alle e-mail…ai miei cli­enti non importa che piove! 

Sta­mane l’operatore AN 474 invece,  alla mia ennes­ima richi­esta di sapere quando verrà riparato il guasto, mi risponde negando l’evidenza come un mar­ito fedi­grafo trovato a letto con un altra:  “Non dica scioc­chezze! Non c’è mai stato un guasto!”.

Gli oper­a­tori tele­com hanno la capac­ità di ridurmi come Jack Nichol­son in“Shining”.

Sogno già di diventare un ser­ial killer di oper­a­tori tele­fonici. non servirebbe nem­meno man­darli al diavolo, cam­biare gestore…tanto le linee sono loro! Non se ne esce!
Ieri oltre ai danni  arrecati alla mia attiv­ità, ho avuto anche un danno psi­co­logico in quanto avevo appun­ta­mento in chat con una per­sona molto impor­tante per me e nem­meno il cel­lu­lare fun­zion­ava per man­dare un sms!

Meno­male che nella pub­blic­ità scrivono “impresa sem­plice” questi mi rov­inano la vita oltre l’impresa! Sgrunt sgrunt sono nera!

Dopo svari­ate tele­fonate con risposte di oper­a­tori con gli accenti locali più diversi…finalmente è tor­nata la linea…ma ahimé vedo le nuo­v­ole grige all’orizzonte e tuona!
Piove Tele­com ladra!