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Omnia vincit amor” (San Valentino: auguri tragicomici a chi come noi/voi crede ancora all’amore)


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Be my Valen­tine dicono in Amer­ica e tutti fes­teggiano San Valentino scam­bian­dosi cuoricini e bigli­et­tini anche tra bambini.

Se oggi i gio­vani sono “gen­er­azione eras­mus” delle mamme, che a 20 anni ave­vano sposato un testa di bip, o gli è morto il mar­ito che ne facciamo?

Restano a casa in un paese dev­as­tato social­mente,  spesso addi­tate come streghe dai con­formisti, desider­ate dai coetanei dei figli come genere di con­sumo mordi e fuggi o come serve o infer­miere dai coetanei e loro no… insistono nella loro autode­ter­mi­nazione pref­er­endo un libro sul comodino al fesso nel letto.

Chi è solo si sa,  anche in com­pag­nia dei pro­pri gatti o cani, dei pro­pri libri e pen­sieri, quando ci sono le feste, cel­e­bra il dramma della soli­tu­dine e la fragilità cresce e incre­menta debolezze umane inenarra­bili fino al punto che  il vuoto abissale las­ci­ato dall’indifferenza ed ego­ismo dei figli,  o par­enti, si può riem­pire con qualunque cosa anche con le Truffe Affet­tive (che non sono riv­olte solo alle donne sole, brutte e vec­chie ma anche a chi desidera un cane o un gatto, agli uomini single/divorziati/sposati gio­vani o attem­pati che scam­biano la sexi web cam con l’amore).

E’ dimostrato che nelle feste il dia­gramma che indica le truffe, web e non, aumenta in maniera inver­sa­mente pro­porzionale al calo della razion­al­ità dovuto alla tris­tezza e l’abbandono. Tut­tavia, dopo le feste,  quando ci si accorge che la mamma las­ci­ata sola a Natale a capo­danno e in tutte le feste coman­date riversa il suo amore su uno sconosci­uto della rete, che per la prima volta la riem­pie di atten­zioni e gli dice “I love you” non si esita nem­meno un sec­ondo addi­tarla come“cretina che se l’è andata a cer­care” o peg­gio “folle”! Infatti è opin­ione comune che si mer­iti amore solo se gio­vani e avve­nenti e che bisogna a vita essere il ban­co­mat di figli, ancor quando irriv­er­enti, piut­tosto che farsi derubare da chi finge di essere gen­tile con te. Nulla importa se l’avvenenza si è persa in anni di lavoro, in notti insonni coi pupi in brac­cio o sob­bar­can­dosi tutto il peso della cura di chi­unque abbia avuto bisogno in famiglia!

Una rif­les­sione a parte merita la  sig­nora che dall’alto del piedis­tallo della tua stan­tia cop­pia (quasi a guisa di stat­uetta della torta nuziale)  giu­dica la sin­gle attem­pata per­ché ancora desiderosa di amore. A questa io dico: lo sai vero che tuo mar­ito si gira ogni volta che vede un culo o una tetta fem­minili e non? Sient’ammeh cara amica.… meglio che non fac­ciamo i conti del “saldo cuore” per­ché se con­ti­amo anche l’autoironia e il rispetto per se stessi non sono sicura che tra te e me vinci tu!

Ma sic­come il mio cuore è grande e  non ho tempo per odi­arti Buon San Valentino anche a te! Buon San Valentino in par­ti­co­lare alle vit­time delle cyber truffe.…Siete splendidi/e,  gra­zie per tutto l’amore che avete dato a questa soci­età, gra­zie per il vostro senso di sol­i­da­ri­età per i più deboli, ed infine.…gra­zie per credere ancora all’amore!

Attenzione alle truffe web con l’invio di fiori veri

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Atten­zione suc­cede che sapendo che alle donne piac­ciono i fiori, esiste una nuova modal­ità di truffa in rete una specie di evoluzione delle cosid­dette “romance scam“che con­siste nel man­dare fiori alle vit­time e qui ve ne spiego lo scopo.

Dopo aver intrat­tenuto con­ver­sazioni in rete con la vit­tima (di solito cer­cano sui social sig­nore over 40 facendo leva sulla soli­tu­dine) si fin­gono innamorati e per dimostrare il loro amore oltre alle gift ani­mate con cuoricini e frasi d’amore, arrivano al punto di inviare fiori veri (ma anche cioc­co­la­tini e pupazzetti) all’indirizzo della vit­tima. Fanno ciò con un app tipo Queen flower attra­verso la quale si pos­sono ordinare fiori e altri doni anche for­nendo un falso mit­tente e pre­pa­gando con un borsellino elet­tron­ico o bit money, non ricon­ducibile a chi ha fatto l’ordine. Per capirci ad esem­pio Jack lo squar­ta­tore può man­darvi fiori a nome di Brad Pitt e l’app non se ne accorg­erà, per­ché evade l’ordine ricevendo il pagamento.

Poiché dietro queste truffe roman­tiche si celano peri­colose orga­niz­zazioni di truffa­tori cen­tro africani (ma anche qualche delin­quente nos­trano sta copiando il busi­ness) l’ultima cosa da fare è quella di far conoscere il pro­prio ind­i­rizzo di casa a per­sone non ancora conosciute che  si pre­sen­tano nella rete. I vostri dati, oltre­tutto, pos­sono essere  inoltre adoperati per com­piere altre truffe ad altre per­sone e per rici­clare denaro di illecita prove­nienza. (Abbi­amo saputo di donne truf­fate alle quali viene pro­posto, in maniera più o meno con­sapev­ole,  per rien­trare di parte delle somme per­dute, di far tran­sitare nei pro­pri conti somme sicu­ra­mente ille­cite ren­dendo com­plici le stesse di reato).

Ma come avviene la truffa?

1) Ven­ite con­tat­tate da un falso pro­filo fb o da altri siti in chat, questo fin­gen­dosi un mil­itare amer­i­cano prossimo al con­gedo o un pro­fes­sion­ista amer­i­cano o francese, inglese e comunque bianco e cat­tolico e di solito di sani prin­cipi, vedovo che vuole rifarsi una vita con voi.

2) Tramite chat vi cur­erà gior­nal­mente per parec­chio tempo più volte al giorno, pre­oc­cu­pan­dosi di voi se state bene, se avete man­giato, dor­mito ecc. Cercherà di conoscervi meglio, carpirà infor­mazioni su vostri gusti e, guarda caso, coin­cider­anno coi suoi fino al punto di farvi credere di essere la vos­tra anima gemella e otterrà con questa empa­tia la vos­tra fidu­cia. In questa fase cercherà di iso­larvi facen­dovi perdere le relazioni sociali che avete, sug­geren­dovi anche di non dire di voi ai vostri par­enti o amici, per­ché la gente potrebbe essere gelosa del vostro amore.

3) Per ren­dersi reale vi pro­porrà di sen­tirvi al tele­fono ma anche ved­ervi tramite skype o wat­sapp, Ma in realtà in videochia­mata vedrete la foto ani­mata (spesso rubata ad un ignaro utente social) e vi sem­br­erà di star par­lando pro­prio con quello della foto.

4) Con la scusa di inviarvi un mazzo di fiori vi chiederà l’indirizzo.

5) Vi man­derà dei fiori veri e a questo punto voi penserete che è gen­tile roman­tico, come mai ne avete incon­trati nella vos­tra vita reale. ecc. ecc. Vi chiederà anche di inviar­gli una foto del dono rice­vuto. A questo punto avrà ver­i­fi­cato l’esattezza dei vostri dati ana­grafici e che gli avete dato un reale indirizzo.

6) State per incon­trarvi ma lui deve par­tire per lavoro/affari o altri motivi fan­ta­siosi in terra  africana e gli capita qualche dis­grazia (ad esem­pio rap­ina, ricovero in ospedale ecc.) e avrà bisogno del vostro aiuto e vi chiederà di trasferire somme con West­ern Union o Money Gram. E vuoi non aiutare uno che è così pre­muroso, sen­si­bile e romantico?

Come nella vita reale non fate entrare in casa vos­tra finti operai del gas o altri ladri, non fate entrare nella vos­tra vita vir­tuale gli Scamers, se pen­sate di averne incon­trato qual­cuno bloc­catelo subito, can­cel­late tutta la cronolo­gia web delle con­ver­sazioni ver­ifi­cate che non vi abbia istal­lato un virus per carpire sul vostro pc i dati del vostro home bank­ing e altri dati sen­si­bili. Denun­ci­ate a cara­binieri, polizia postale l’accaduto.

Abbi­amo notizia di questi reati,  dopo aver ascoltato e anal­iz­zato come ACTA ASSOCIAZIONE CONTRO LE TRUFFE AFFETTIVE numerose vit­time e man­cate vittime.

Al fine di pre­venire questa odiosa fat­tispecie d’inganno preghi­amo la mas­sima dif­fu­sione di questa notizia di cui man­di­amo imme­di­ata­mente copia alla polizia postale e alla redazione dei  Cara­binieri on line

per info https://www.facebook.com/ACTA-Lotta-Cybercrime-AssContro-Truffe-Affettive-1020823291336240/?fref=ts

Vuoi lavorare? Paga!

L’annuncio diceva:

Selezio­ni­amo can­di­dati per traduzioni let­ter­arie di libri di nar­ra­tiva per ragazzi.

Si trat­tava di tradurre testi di nar­ra­tiva per ragazzi in e da varie lingue straniere.

Mi è sem­pre inter­es­sato leg­gere e scri­vere e conosco 3 lingue, quindi mi sarebbe piaci­uto cimen­ta­rmi in questa sfida che oltre ad essere intel­let­tual­mente sti­molante poteva essere una pic­cola fonte di red­dito in questo momento di crisi.

Chi­amo il respon­s­abile della selezione e mi pro­pongo, ma non mi viene chiesto nulla, qualunque can­didato potrebbe andare bene, e sono pro­prio for­tu­nata, dice la voce all’altro capo del tele­fono, per­ché faranno col­lo­qui nella mia zona pro­prio fra pochi giorni! Mi fis­sano l’appuntamento però non per un col­lo­quio, ma per un “breve corso di for­mazione” di una mat­tina, alla mod­ica cifra di 168 euro, se super­erò questo corso, mi verrà affidato un lavoro di traduzione di un libro da fare in due mesi, ovvi­a­mente senza retribuzione.

Tra i mil­ioni di defi­ci­enti che aderi­ranno (peri­odica­mente fanno questi incon­tri a paga­mento) ce ne sarà qual­cuno che vin­cerà un con­tratto di lavoro decen­nale con una famosa casa editrice, forse!

Non è lavoro ma una lot­te­ria e il bigli­etto è pure caro, a quel punto, visto che si tratta solo di sfi­dare la sorte, meglio met­tere un euro in un gratta e vinci, in una slot machine o, meglio, sparare al selezion­a­tore con la roulette russa!

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Elementare Dott Giancarlo!

Maschera trovata sul luogo del reato a chi appartiene?

Maschera trovata sul luogo del reato a chi appartiene?

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Oh guarda chi indos­sava la maschera prima del ritrova­mento del luogo del reato! Un tutore dell’ordine pubblico!

Caro Gian­carlo dott Procu­ra­tore Capo della Repub­blica presso il Tri­bunale di Torino, alla vig­ilia di un incon­tro in Val Susa da parte delle isti­tuzioni con la cit­tad­i­nanza, guarda caso suc­ce­dono dis­or­dini al cantiere Tav in Val Susa. Pochi giorni prima abbi­amo avuto la notizia che non ci sono soldi per le cosid­dette “com­pen­sazioni” (ovvero io gov­erno ti dev­asto il ter­ri­to­rio ma per farmi per­donare ti do qual­cosa in cam­bio, per farti meglio toller­are il dis­a­gio). Soldi non ce ne sono caro Signor Procu­ra­tore, ma si può comunque spendere e span­dere per tenere mil­i­tari e poliziotti, nell’ozio più asso­luto in mon­tagna den­tro un recinto. Si sa che l’ozio è la causa di molti mali e forse a qualche buon­tem­pone è venuta l’idea di auto-aggredirsi per poi dare la colpa ai no tav. Agenti provo­ca­tori?
Come dice? Guardo troppi film?

Vero! Mi ha bec­cata! Ne guardo molti, e di recente ho riv­isto anche quello di Daniele Vic­ari “Diaz”, ma pare che narri di fatti suc­cessi purtroppo nella realtà e per i quali nes­suno ha pagato, anzi molti degli impu­tati hanno fatto car­ri­era e ora sono ai ver­tici della polizia se non in Parlamento!

Dunque, dicevo Dott Gian­carlo… alla vig­ilia dell’incontro con la Popo­lazione Val­susina, scon­tri, molo­tov e quant’altro. Ciò ha autor­iz­zato tutti i media a dare addosso ai NOTAV, al clima di ter­ror­ismo che si può creare…bla…bla…bla.

Ma ragio­ni­amo un attimo Dot­tor Giancarlo…Tale situ­azione cui prodest? A chi giova?

Sicu­ra­mente non a noi NOTAV, anzi qual­cuno di noi si è anche diviso sull’argomento “vio­lenza si/violenza no”. La vio­lenza è sicu­ra­mente da com­bat­tere, ma allora dovrebbe far arrestare tutti i vio­lenti che hanno man­i­fes­tato con­tro la mag­i­s­tratura per difend­ere il loro capo,  un attem­pato sen­a­tore ped­ofilo… (ma questa è un’altra storia!)

Ritor­nando alla ques­tione… nei migliori gialli, per trovare il colpev­ole occorre prima trovare il movente… Nel caso speci­fico il movente è: ASSOLUTA INCAPACITADELLA POLITICA DI FAR ACCETTARE ALLA POPOLAZIONE UNOPERA INUTILE, COSTOSA E MERAMENTE SPECULATIVA .

Detto questo Caro Dott Proc Gian­carlo, il mag­is­trato è lei e tocca a lei  inda­gare e sarebbe un bel modo prima di andare in pen­sione di chi­ud­ere la sua pres­ti­giosa car­ri­era: arrestare per una volta i cat­tivi delle isti­tuzioni. Questo darebbe mag­giore cred­i­bil­ità alle isti­tuzioni stesse, non trova?

La mia ipotesi inves­tiga­tiva, è frutto della mia fantasia…ma se ci pensi bene è tutt’altro che fantasiosa!

In questo post trovi anche le foto di un oggetto “corpo di reato” e del soggetto che lo indos­sava prece­den­te­mente. Agente provo­ca­tore? Diaz e la sto­ria delle molo­tov inseg­nano! Non ci vuole Sher­lock Holmes per capire com’è andata! Ele­mentare Dott Proc Gian­carlo… Ci pensi!

Irriv­er­ente ma non troppo

Ketty Inc­reta (Ambi­en­tal­ista e No Tav)

Non lavorare (o lavorare male) stanca!

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Vitale da Bologna… San Gior­gio e il drago!

- Allora tu lavori? E che lavoro fai? (Mi chiede, stizzito con una punta d’invidia, un uomo appena conosciuto).

- Sono agente immo­bil­iare. Rispondo.

- Ah! Allora peri­odo nero per voi! (Afferma quasi a voler infierire)

- Lo è un po’ per tutti da quel che si dice in giro…

- No! Per voi lo è di più, io lo so le case non si ven­dono c’è l’IMU! (quasi che L’Imu fosse un mostro a sette teste respon­s­abile di tutti i vizi cap­i­tali). Parlo per espe­rienza io devo vendere la casa che mi ha las­ci­ato mia zia, ma non riesco!

Mi fac­cio spie­gare cos’è che vende e quanto chiede (una casa priva di manuten­zione negli ultimi 30 anni, in una local­ità amena, non servita da mezzi pub­blici e che lui vor­rebbe vendere ai prezzi del nuovo).

- Se senti, se hai un ama­tore uno coi soldi, che s’innamori dell’immobile…(io questa cosa qui dell’amatore non l’ho mai capita… ma per­ché mai uno coi soldi dovrebbe innamorarsi di una “ciofega” e pagarla 3 volte il suo val­ore?). Comunque mi dispi­ace venderla ma sono in cassa inte­grazione… ma tanto lo so che nes­suno compra…c’è l’IMU (sem­pre il ser­pente a sette teste che in cam­pagna elet­torale tutti i politici vogliono scon­fig­gere come fece San Gior­gio col drago.)

- Ma di IMU per quella casa dovresti pagare meno di 100 euro all’anno a occhio più di quanto spendi di sigarette  o per le tele­fonate del cel­lu­lare in un mese.  (Sta­volta sono io a infierire facen­dogli un rapido conto in tasca sua visto che lui lo fa a me). Vero?

- Si pago sugli 80 euro in effetti! Ma non si vende lo stesso, le banche non danno i mutui. La gente non lavora si suicida…io non lavoro.

- Ah allora non è un prob­lema di IMU, ma di lavoro. E di cosa par­lano i gov­er­nanti, pres­i­dente del con­siglio incluso? Di IMU del ser­pente a 7 teste!

Buon 1 mag­gio a tutti ma soprat­tutto ai col­leghi agenti immo­bil­iari e a chi non lavora per­ché un lavoro non ce l’ha!

Traslocare…meditare…pianificare e invece no!

Pre­messa:

(Ovvero della favola che mi rac­conto da sola)

Traslo­care è fichissimo, per­ché è un nuovo inizio!

Già allora per­ché ho rin­vi­ato così tanto? Mal­grado l’aura pos­i­tiva di questa casa si fosse già esaurita da un pezzo ed ero per­fet­ta­mente con­sapev­ole che occor­reva ridi­men­sion­arsi per­ché in alcune stanze ci entro solo per pas­sare l’aspirapolvere e nel prato ci vado solo per tagliarlo?

Ricordo i traslochi precedenti…all’inizio un ordine mani­a­cale… Un file con l’elenco delle scat­ole numer­ate e l’elenco del con­tenuto.
In una scat­ola solo i libri di poesia…nell’altra solo quelli degli scrit­tori ital­iani del ‘900 che sic­come ne ho di più…le scat­ole sono diverse e per non con­fondersi, ven­gono addirit­tura clas­sifi­cate con il sis­tema bib­liote­cario di Melvin Dewey… poi ho iniziato ad imbal­lare le pen­tole e i bic­chieri che non uso mai (ma se non li uso mai per­ché non li butto?)… poi ho con­tin­u­ato a por­tarmi dietro in tutti i traslochi (5 mi pare) la cameretta di mia figlia…così quando viene a dormire da me (ovvero quasi mai) si sente a casa, che tanto se non viene lei ci fac­cio la cam­era degli ospiti…ma non ho quasi mai ospiti a dormire e nel caso dor­mono sul divano (visto che ne ho com­prati ben 2) e per le volte che ho avuto ospiti (negli ultimi anni) coi soldi che ho speso per i divani gli potevo pagare l’albergo!

trasloco-1Quando si trasloca… ci si pente di tutti gli shop­ping fatti nella vita, ci si chiede come mai uno con­serva anche le scarpe con­su­mate mal­grado se ne abbiano ottan­ta­quat­tro paia, o i jeans taglia 42 di quando eravamo gio­vani, che tanto non si dima­grirà più! Si vor­rebbe essere amer­i­cani che loro quando traslo­cano, anche se hanno 84 anni, riescono a far stare tutto in uno scatolone!

Traslo­care...med­itare…piani­fi­care e invece no! Anche questa volta si riman­derà tutto il rimand­abile all’ultimo giorno!

Amarcord: Una domenica senz’auto negli anni ’70!

AUSTRITY-22 dicem­bre 1973 era una delle domeniche di Aus­ter­ity, tutti intorno a me erano arrab­bi­atis­simi! Mia madre dopo una set­ti­mana di lavoro riteneva fosse ingiusto non poter usare la 127 per andare dalla provin­cia di Torino a pren­dere il caffè in Piazza del Duomo a Milano, mio padre impre­cava con­tro quelli dello Yom Kip­pur. Era a causa loro se ave­vano chiuso il canale di Suez e per questo motivo le navi petroliere dove­vano cir­cum­nav­i­gare l’Africa per portare il petro­lio ma, cosa ancor più grave, lui avrebbe dovuto fare a piedi, i 300 metri tra la nos­tra casa in Viale Gram­sci e il Bar Mag­giora in Corso Fran­cia a Col­legno! Per il ner­voso, aveva ter­mi­nato anzitempo le sigarette e per­tanto doveva asso­lu­ta­mente com­piere questo “lungo cam­mino” non senza insultare gli arabi che ave­vano messo l’embargo e lo face­vano sicu­ra­mente per aumentare il prezzo della ben­z­ina! Ma lo aumen­tassero senza farla tanto lunga! (In modo che lui potesse andarsi a com­prare le sigarette o andare con l’auto dove voleva!)

Mia nonna, alzava gli occhi al cielo e sospi­rava! Lei al tempo della guerra, faceva molti chilometri a piedi sotto i bom­bar­da­menti per portare il pane ai par­ti­giani, ma a mio padre ciò non inter­es­sava, la guerra, i par­ti­giani ora­mai erano roba d’altri tempi, ora vive­vamo i “tempi mod­erni” e non si poteva togliere ad un uomo mod­erno degli anni ’70 l’auto e, soprat­tutto, le sigarette!

Men­tre la mia famiglia impre­cava verso gli arabi e gli israeliani, io allora bimba ero invece felice di questa notizia dell’Aus­ter­ity e, senza dire nulla a nes­suno, presi i miei pat­tini a rotelle, lo spaz­zolino da denti, due Buondì Motta e un gomi­tolo di lana rossa (per seg­nare la strada e non per­dermi, non le brici­ole di pane che si sa che i passerotti le man­giano e dopo non sai più come fare per ori­en­tarti) e scesi in strada, anziché pat­tinare sul mar­ci­apiedi, come dovevo far di solito per non essere investita, potevo pat­tinare al cen­tro della strada, ero felice, c’era aria di festa, io pat­ti­navo e can­tavo a squar­ci­agola, una can­zone degli Equipe 84, “tutta mia la città ahaaaaa…”, in un attimo fui in Corso Fran­cia. Incred­i­bil­mente una delle arterie prin­ci­pali della città era com­ple­ta­mente sgom­bra d’auto, vi erano numerose bici­clette anche dalle forme strane, clown, gio­col­ieri, un gruppo di gio­vani “figli dei fiori” seduti al cen­tro di un incro­cio, con la chi­tarra inton­ava: “c’era un ragazzo che come me amava i Bea­t­les e i Rolling stones…” Quella can­zone la conoscevo, la maes­tra a scuola ci aveva par­lato della guerra del Viet­nam, ma non mi fer­mai… mia nonna mi aveva rac­co­mandato di non dare con­fi­denza agli estranei…soprattutto ai “figli dei fiori” e ai capel­loni, ma a me sem­bra­vano sim­patici poi doveva essere bello avere per gen­i­tori dei fiori, men­tre io ero figlia di una ciminiera! Mio padre fumava sem­pre e io non res­pi­ravo… mi bru­ci­a­van gli occhi!

Ad ogni modo con­tin­uai a pat­tinare e a sro­to­lare il gomi­tolo di lana per non per­dermi, ma l’avevo fis­sato ad un sas­solino troppo pic­colo, che mi seguiva come un cagno­lino e ad un certo punto un gatto balzo sul sasso e sul filo e imbrogliò tutto il mio rudi­men­tale “segna mappa”! Acci­denti non avevo mai visto gat­tini gio­care in Corso Fran­cia, il filo di Ari­anna aveva fun­zion­ato anche nel labir­into del Mino­tauro e qui che non c’erano mino­tauri un gat­tino aveva dis­trutto la mia impresa! Ma non mi spaven­tai più di tanto, ero arrivata davanti alla “nave”, un nuovo palazzo appena costru­ito, lo Sky res­i­dence, dietro quello… in via Rossini, in una casa fine 800 abita­vano i miei nonni, non mi ero ancora persa! Con­tin­uai a pat­tinare sul corso e anche più rap­i­da­mente (senza il filo di lana che s’impigliava nelle rotelle) in un attimo fui a Leuman!

Un cav­allo con tanto di calesse per­cor­reva la strada, non era usuale vedere a Col­legno su corso Fran­cia delle car­rozze coi cav­alli! Una zia di mio padre (Zia Bia­gia) mi aveva nar­rato che negli anni 30 andava al lavoro da Col­legno a Torino col tram trainato da cav­alli, ma non le avevo creduto, ed ora invece vedevo con i miei occhi dei cav­alli al trotto sul corso!

Ad un certo punto vidi anche un ven­di­tore di zuc­chero filato e di palloncini…mi spaven­tai a morte! Ero per caso finita nel paese dei baloc­chi di Col­lodi? Cer­cai uno spec­chio, mi toc­cai le orec­chie, le avevo ancora nor­mali, quelle d’asino non mi erano cresciute, ma nel dub­bio non mi fer­mai, pazienza per lo zuc­chero filato, ma non volevo che mi crescessero le orec­chie, che avrebbe detto la maes­tra, e i miei com­pagni? Man­giai un più ras­si­cu­rante buondì motta e lavai i denti ad una fontana. Con­tin­uai a pat­tinare qual­cuno m’aveva detto che quel corso arrivava in Fran­cia ed ero deter­mi­nata ad arrivarci pattinando!

Arrivata a Cascine Vica di fronte alla Standa il mio viag­gio ter­minò! Mio nonno Antonino, si era stan­cato di seguirmi disc­re­ta­mente e mi sor­passò con la sua bicicletta!

Dove pensi di andare pic­cola Ketty? mi chiese senza scen­dere dalla bici.

In Fran­cia, non posso?

Ma lo sai il francese? 

Si, so tutte le can­zoni di Sylvie Var­tanComme un garçon je n’ai peur de rien, la la la! Risposi impertinente

E il pas­s­aporto? Ce l’hai il passaporto?

Caspita! Il pas­s­aporto non l’avevo, dovevo inter­rompere il mio viag­gio! Senza più protestare mon­tai con tutti i pat­tini sulla canna della bici e mio nonno.

Un giorno potrai andare in Fran­cia e in tutta l’Europa senza pas­s­aporto! mi ras­si­curò Nonno Antonino,e mi portò a casa sua dove sul poutagè a legna mia nonna aveva scaldato già il pane con fioc­chi di burro e miele,  altro che il buondì motta indus­tri­ali che ti com­pra tua madre! Tuonò lei. Poi mio nonno lesse dei pezzi di  un libro dove Giuseppe Mazz­ini affer­mava che chi ama la pro­pria patria ama tutte le patrie, e che bisog­nava creare una democrazia sociale final­iz­zata al benessere cul­tur­ale dei popoli europei. 

Il 21 12 2012 alle 12.21 sarò in corso Fran­cia all’uscita della tan­gen­ziale, come coor­di­na­tore del Sen­tiero Umano di Sol­i­da­ri­età  Ambi­en­tale, questa volta sarà un po’ più dif­fi­cile per­ché la cir­co­lazione delle auto non sarà inter­rotta e soprat­tutto mio nonno, classe 1898 non c’è più, ma io lo porto lo stesso con me! E tu? Chi porti con te?

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AUSTERITY

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Liaisons dangereuses

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Io e la mia amica Isa decidi­amo di parte­ci­pare all’Avant Som­met di Lione, per incon­trare e conoscere oltre la città, le per­sone che ci sono al di là del maledetto tun­nel TORINO LIONE che i nos­tri gov­erni vor­reb­bero costru­ire con­tro il nos­tro parere.

Preno­ti­amo il minibus che parte da Almese,  ma solo per il ritorno all’andata toc­cherebbe essere li alle 6 del mat­tino e par­tendo rispet­ti­va­mente dal Mon­fer­rato asti­giano e da Torino, prefe­ri­amo par­tire un giorno prima, tanto più che per l’andata tro­vi­amo un pas­sag­gio da due lionesi Jean­de­nis e Ale­jan­dro che tor­nano a Lione da Milano. Gli diamo appun­ta­mento ad Almese, dove las­ci­amo la nos­tra auto per il ritorno.
Il viag­gio è piacev­ole, si parla di polit­ica e delle dif­ferenze tra Italia e Fran­cia, ci scam­bi­amo infor­mazioni, ad esem­pio Jean­de­nis ci spiega che è una for­tuna che ora ci sia Hol­lande come pres­i­dente, per­chè sono vicini a legal­iz­zare il mat­ri­mo­nio tra gay e la pos­si­bil­ità per loro di adottare dei figli. “Certo che in Italia voi avendo il Papa, non potrete nem­meno par­larne!” (afferma lui)! Gli spiego che invece pro­prio in questi giorni in cui ci sono le pri­marie del cen­trosin­is­tra è uno degli argo­menti di dis­cus­sione e che uno dei can­di­dati (ndr Nichi Ven­dola), che è già il gov­er­na­tore della Puglia nonché leader di SEL, anch’egli gay desider­erebbe pot­ersi sposare e adottare un figlio e che recen­te­mente un altro gay è stato eletto come gov­er­na­tore della Sicilia. Lui si stupisce, non pen­sava fos­simo così “avanti” avendo avuto per molti anni il gov­erno di Berlus­coni.
Ci sono molte cose che i nos­tri cug­ini francesi non sanno di noi e molte che non sap­pi­amo noi di loro, per esem­pio in Italia pen­si­amo che loro siano in mag­gio­ranza a favore dell’energia nucleare, ma a sen­tire Jean­de­nis è il con­trario. Arriv­i­amo alla fron­tiera dopo il Fre­jus e c’è molta polizia, ci fer­mano, ci chiedono dove andi­amo, e Jean­de­nis risponde. “torno a casa a Lione, abito li e loro sono mie ospiti!” Si scusa per la pic­cola bugia e rimane allo stesso modo mer­av­igliato, per lavoro attra­versa la fron­tiera spesso ed è la prima volta che viene fer­mato e che ci sia tutta quella polizia.
Il tempo passa in fretta, ci accom­pa­g­nano fino all’espace Sarrazin, dove ci sono le con­ferenze dell’Avant Som­met orga­niz­zato da Daniel Ibanez e dai no tav francesi, pur essendo lionesi, non sape­vano di questo evento, se potranno lunedì parteciper­anno alla man­i­fes­tazione con­tro Monti e Hol­land e l’assurdità delle grandi opere.
Sono quasi le 18, il con­vegno è ancora in piena attiv­ità mal­grado abbiano incom­in­ci­ato da sta­mat­tina.
Dati, fil­mati, dis­cus­sioni. C’è anche l’assistente di un un europar­la­mentare francese,  un con­sigliere regionale Rhône-Alpes, ma anche Davide Bono, con­sigliere regionale piemon­tese M5S e Angelo Tartaglia del Politec­nico di Torino. La nos­tra cor­rispon­dente Vir­ginie ci viene in con­tro, è l’ora dell’aperitivo, e tra un bic­chiere e l’altro ci fanno domande sul movi­mento No TAV in Italia.
Loro, a quanto pare, è solo un anno che si danno da fare come movi­mento, non cir­colano infor­mazioni, qual­cuno ( i loro gov­erni) gli aveva fatto credere che siamo noi ital­iani a voler real­iz­zare la gal­le­ria a tutti i costi e a loro la cosa non riguar­dava per­ché avremmo pagato noi l’intero trac­ciato.
Strano, anche a noi dicono la stessa cosa! Ridi­amo insieme e ci por­tano a cena in un ris­torante della città antica. Hanno sete di sapere e noi di rac­con­tare, ci ren­di­amo conto che le infor­mazioni non cir­colano. Ad ogni mio rac­conto degli avven­i­menti in Clarea, stra­buz­zano gli occhi, non pos­sono credere che al di la delle mon­tagne, pos­sano essere vio­lati in questo modo i diritti umani e d’opinione. Qualche assur­dità me la rac­con­tano anche loro però… una di loro che lavora nei trasporti, mi rac­conta ad esem­pio, che partono tir dalla Fran­cia alla Ger­ma­nia che esportano alla grande dis­tribuzione tedesca pneu­matici, salvo poi venderli agli instal­la­tori francesi che (a causa di riduzioni delle tasse) li acquis­tano ad un prezzo più basso che dal pro­dut­tore, e le merci vanno avanti e indi­etro tra i due stati spre­cando car­bu­rante e inquinando.
Tor­nando a casa dove ci ospi­tano rima­ni­amo bloc­cati in ascen­sore, la pro­pri­etaria di casa (un ele­gante con­do­minio nel cen­tro di Lyon) è mor­ti­fi­cata in 22 anni che vive li non è mai suc­cesso! Atten­dendo in soc­corsi, mi pren­dono in giro…dopo i miei rac­conti sulla Clarea, e 2 brac­cia rotte in un anno (1 per un inci­dente auto­mo­bilis­tico a l’altro per una caduta acci­den­tale al super­me­r­cato) cre­dono che sia io a portare sfor­tuna.
Ci sveg­liamo al mat­tino in questa casa molto bella, siamo in un attico e dalle finestre si vede tutta Lyon, in cucina è già pronta una ricca colazione e hanno anche fatto il caffé molto forte come piace a noi ital­iani. L’espresso e un’altra cosa ma apprezzo la buona volontà!
Ci diri­giamo verso il palazzo delle nos­tre riu­nioni, dove mal­grado siano solo le 8,30 sono tutti in attiv­ità, ma per com­in­ciare aspet­ti­amo un gruppo di rela­tori ital­iani, che arrivano in ritardo per­ché bloc­cati più volte sia alla fron­tiera del Fre­jus, sia all’arrivo al Lyon…riescono a pas­sare mentendo sulla des­ti­nazione del viag­gio.
Manca tut­tavia all’appello il bus con 15 ital­iani par­titi dalla Val Susa bloc­cato al Fre­jus con scuse pretes­tu­ose dai gen­darmi francesi per diverse ore, salvo poi las­cia­rli pas­sare tutti meno 3 tra cui l’autista, quindi non han potuto far altro che tornare indi­etro.
I francesi pre­senti al con­vegno a questa prima notizia sbian­cano! Una ammette can­di­da­mente: Pen­savo che questo avvenisse dalla parte ital­iana, si sa che da voi non c’è democrazia, ma da noi in Fran­cia, il paese della lib­ertà, non è ammis­si­bile una cosa del genere! (Poi pro­prio ora che hanno mandato a casa Sarkozy e scelto Hol­lande!)Un’altra invece afferma che siamo in un nuovo ordine mon­di­ale ( ed io penso, guarda caso il nos­tro gov­erno tec­nico è gra­dito alle banche e Monti fa parte del gruppo Bilder­berg)!
Ad ogni modo impedis­cono a 15 cit­ta­dini ital­iani di parte­ci­pare ad una con­ferenza francese, che fine ha fatto il trat­tato di Schen­gen?
La Corte dei conti francese ha boc­ciato questo prog­etto, e un euro par­la­mentare francese riferisce che in com­mis­sione euro­pea la UE non è disponi­bile a finanziarlo, il motivo non è eco­logico, ma eco­nom­ico: Non ci sono soldi, e inoltre ci sono altre pri­or­ità!
Io sono europeista con­vinta, ma pongo una ques­tione col mio francese sco­las­tico quasi dimen­ti­cato:
Quelle Europe? Quelle des marchan­dises ou quelle des per­son­nes.
Nous citoyen européen, nous sommes moins d’un pro­duit?
Quale Europa? Quella delle merci o quella delle per­sone? Pos­si­bile che noi cit­ta­dini europei valiamo meno di un prodotto?
Pare di si! L’autobus non arriva io e la mia amica siamo bloc­cate a Lyon, ma grande è la sol­i­da­ri­età dei nos­tri amici francesi, ci ospit­er­anno ancora se non rius­ciremo a trovare un altro mezzo per tornare.
Si sparge sul web la notizia e la sorella della mia amica decide di par­tire con suo mar­ito da Oulx per venirci a pren­dere, le rac­co­man­di­amo via sms di non dire che viene a Lione, lei e il mar­ito sono guardie fore­stali, ma mal­grado abbiano il las­cia pas­sare sul crus­cotto, la polizia li fer­merà più volte!
Nel frat­tempo parte­cip­i­amo ad altre riu­nioni inter­es­santi, arrivano anche espo­nenti dei movi­menti parig­ini: le tav serà comme Notredame de Landes, (altra opera faraon­ica e inutile nei pressi di Parigi)  ci dicono. A quanto pare le grandi opere anche in Fran­cia sono gra­dite solo ai politici! Ma il comune denom­i­na­tore è: Ils mentent ils trichent (mentono e imbrogliano).  L’ex sin­daco di Cham­bery Luc Besson vor­rebbe che si facesse una nuova stazione solo per avere una targa col suo nome, gli aqm­bi­en­tal­isti gli faranno una targa a loro spese purché non sper­peri danaro pub­blico in opere dev­as­tanti il ter­ri­to­rio.
Dopo essere rius­citi a pas­sare una serie di posti di blocco, la sorella della mia amica e il mar­ito, arrivano a pren­derci.
C’è polizia ovunque ma non fer­mano chi las­cia la Fran­cia… solo chi arriva. Evi­den­te­mente sanno che le loro men­zogne cadreb­bero se tra di noi cit­ta­dini europei ci par­liamo, tor­ni­amo a casa ancor più con­vinte di essere dalla parte giusta.
Abbi­amo mem­o­riz­zato mail e con­tatti queste “lia­sons dan­gereuses” devono con­tin­uare “sans fron­tierès”! L’Europa siamo noi! Affan­culo i mercati!

Agenti immobiliari e pole position di Google

150146031-2209148_650x0La mia è una pro­fes­sione dove quel che con­tano sono le “relazioni sociali”.

Le relazioni sociali col più ampio numero di per­sone sono favorite dall’empatia.

Per favorire l’empatia occorre avere una visione ampia della vita e conoscere argo­menti di con­ver­sazione anche banali. Infatti capita spesso  di con­quistare cli­enti, più che per la per­fetta  conoscenza tec­nica del pro­prio lavoro per ele­menti a dir poco irril­e­vanti… dire al cliente che il suo cane è bel­lis­simo, o peg­gio, com­piac­ersi per la vit­to­ria della sua squadra del cuore, anche se guardare una par­tita di cal­cio è l’ultima cosa che faresti nella vita!

Io non so men­tire e per quanto mi sforzi, per l’amore per il mio lavoro, non riesco ad inter­es­sarmi di cal­cio, la juve non mi piace (e così perderò altri poten­ziali cli­enti) ma provo una grande sim­pa­tia per i “granata”, ma a pelle… infatti, conosco solo i nomi dei gio­ca­tori morti nell’incidente aereo di Superga,  e nem­meno tutti!

Certo godere della stima degli altri è fon­da­men­tale per il mio lavoro, ma è pos­si­bile piacere a tutti? E se anche così fosse? A che servirebbe?

L’affanno più grande dei miei col­leghi ulti­ma­mente è ottenere la pole posi­tion di google, tutti si affan­nano per questo.

I più danarosi, a tale scopo, danno fondo alla loro carta di cred­ito acqui­s­tando com­pul­si­va­mente adwords… altri, la mag­gior parte, così come una volta s’improvvisavano CT della nazionale pon­tif­i­cando su improb­a­bili for­mazioni calcis­tiche, s’improvvisano  nov­elli SEO, pen­sando che basti avere un tablet per guadagnare un posto nella soci­età, salvo poi man­darti mes­saggi pri­vati nei quali frig­nano o minac­ciano di non farti più amico su fb per­chè nell’ultima mezz’ora non gli hai messo “mi piace” a tutti i link che hanno pub­bli­cato o sei reo di non aver tem­pes­ti­va­mente retwit­tato i loro spesso insulsi cinguettii!

A questo punto mi sorge un dub­bio: Tutti pos­si­amo piacere a tutti? E se si a che serve?

Di certo ai ven­di­tori di fumo, questi devono aver indi­vid­u­ato tale “debolezza“della nos­tra cat­e­go­ria, difatti la mia casella di posta ulti­ma­mente oltre a mail che mi pro­pon­gono di perdere peso “senza sac­ri­fici”, mi arrivano offerte di guadagnare posizioni su google se mi riv­olgo al guru tal dei tali “azzeccapolposition”.

Adesso spengo il pc, e vado a vedere una casa…a piedi così alla fac­ciazza del signor GOOGLE, guadagno il mio POSTO AL SOLE e passo anche a pren­dere un caffè al bar che è più “SOCIAL”  di face book e oggi non clicco nes­sun like così non si offende nessuno!

TAV: Una mattina al Politecnico per saperne di più!

politecnico_di_torino_logoQUALI RISCHI PER L’AMBIENTE, I LAVORATORI DEI CANTIERI, I CITTADINI  DELLA VALLE DI SUSA E 

POLITECNICO DI TORINOAULA MAGNA corso Duca Degli Abruzzi 24

TORINO

La real­iz­zazione della linea fer­roviaria ad Alta Veloc­ità Torino-Lione in Val di Susa è da tempo con­tor­nata da aspre polemiche, che non las­ciano emerg­ere gli aspetti più sig­ni­fica­tivi e tec­nici dell’opera stessa. Al di là degli slo­gan e delle posizioni favorevoli o con­trarie alla sua real­iz­zazione, l’incontro si pone l’obiettivo di far luce su tem­atiche rel­a­tive alla salute pub­blica, ai pos­si­bili dis­agi psi­coso­ciali e all’infortunistica, che un prog­etto di queste dimen­sioni potrebbe comportare.

Sono però temi che vanno con­tes­tu­al­iz­zati, osser­vati con la cog­nizione dei dati rel­a­tivi all’intera opera: per questo è impre­scindibile la conoscenza degli obi­et­tivi che l’opera stessa si pre­figge, in ter­mini eco­nomici e di polit­ica dei trasporti, alla luce di un bilan­cio tra costi-benefici – eco­nomici ed ener­getici – e del pos­si­bile impatto ambientale.

Del resto sono tem­atiche la cui osser­vazione può pog­giare non soltanto su anal­isi, dati di stu­dio e proiezioni, ma anche sull’esperienza ormai mat­u­rata e con­sol­i­data attra­verso la real­iz­zazione di altre tratte di linea. Un’esperienza alla quale pure far rifer­i­mento, come quella dell’area fiorentina e del Mugello da cui si pos­sono trarre tes­ti­mo­ni­anza e van­tag­gio, per calare la sin­gola ques­tione della Alta Veloc­ità in Val di Susa nel più ampio ambito della rete ad Alta Veloc­ità a liv­ello nazionale.

Le tem­atiche trat­tate nell’incontro vert­er­anno preva­len­te­mente su aspetti sci­en­tifici della salute pub­blica e di impatto ambi­en­tale: si è scelta la sede del Politec­nico di Torino per per­me­t­tere a chi­unque di parteciparvi.

PROGRAMMA

Mario CAVARGNA – Pronatura, Torino

Anal­isi delle carat­ter­is­tiche del prog­etto TAV in Val di Susa Una grande opera o è fortemenete utile o è forte­mente dan­nosa. L’utilità diventa quindi il primo para­metro da affrontare e in questo senso le richi­este di anal­isi esauri­enti e leali, sia in ter­mini di impatto fisico che di salute, da parte dei cit­ta­dini inter­es­sati sono legit­time. Per quanto attiene la fer­rovia ad alta veloc­ità manca il traf­fico: il traf­fico merci nei trafori autostradali italo-francesi è sceso del 31% nel decen­nio 2000–2009. Il liv­ello attuale è tor­nato a essere quello di 18 anni addi­etro con ten­denza neg­a­tiva, poiché gli scambi rec­i­proci sono stati sos­ti­tu­iti da impor­tazioni d’oltremare. L’insieme dei prob­lemi legati al trasporto, alla sicurezza e alle modal­ità d’esercizio con­ducono l’iniziale prog­etto ad alta veloc­ità ad una para­dos­sale penal­iz­zazione della capac­ità di traf­fico a fronte di una spesa equipara­bile a quella sosteni­bile per tre ponti sullo stretto di Messina.

Angelo TARTAGLIA – Politec­nico di Torino

Quali dovreb­bero essere i van­taggi del nuovo col­lega­mento tra Torino e Lione? – Anal­iz­zando sin­teti­ca­mente i costi dell’opera e l’andamento attuale e futuro prob­a­bile dei lussi di passeg­geri e merci si dimostra che il nuovo col­lega­mento non avrebbe alcuna pos­si­bil­ità di rag­giun­gere il pareg­gio eco­nom­ico nem­meno sul lungo peri­odo, som­mando così gli svan­taggi eco­nomici a quelli ambientali.

Pietro SALIZZONI — Uni­ver­sità di Lione

Impatto acus­tico delle linee AV/ACDescrizione dei fenomeni di gen­er­azione di rumore fer­roviario della sua propagazione in prossim­ità di una linea AV/AC, con par­ti­co­lare atten­zione al caso delle valli alpine. Anal­isi di un caso stu­dio: l’impatto della linea Torino-Lione nella bassa Val di Susa.

Mas­simo ZUCCHETTI — Politec­nico di Torino

Impatto ambi­en­tale e sulla salute del TAV: uranio, amianto, altri mate­ri­ali peri­colosi – La pre­senza di uranio, amianto e altri mate­ri­ali peri­colosi in Val di Susa viene esam­i­nata sulla base della let­ter­atura stor­ica e recente, illus­trando i risul­tati degli studi dell’autore, con­sulente della Comu­nità Mon­tana Val­susa da quasi un decen­nio. ver­ranno illus­trati due case stud­ies sugli effetti: radon e lavo­ra­tori, polveri di smarino e popolazione.

Luca MERCALLI – Soci­età Mete­o­ro­log­ica Italiana

La cura del ferro per inquinare meno? Dipende, c’è ferro e ferro… – Il prin­ci­pale pos­tu­lato su cui si basa la scelta di trasferire merci e passeg­geri dalla strada alla rotaia è la riduzione di emis­sioni cli­mal­ter­anti e inquinanti asso­ci­ata al risparmio ener­getico otteni­bile dal mezzo fer­roviario rispetto a quello su gomma azion­ato da motore ter­mico. Ciò non è tut­tavia sem­pre vero, e dipende forte­mente dall’investimento di “ener­gia gri­gia” uti­liz­zata per la costruzione di una nuova infra­strut­tura, com­pren­siva di quella inglo­bata nei mate­ri­ali e di quella nec­es­saria alla ges­tione e manuten­zione. Nel caso di un prog­etto per­vaso da gigan­tismo infra­strut­turale come la linea Torino-Lione, si rischia che la cura sia peg­giore del male, e si richiede comunque un’accurata anal­isi del ciclo di vita dell’opera prima di avviare qual­sivoglia real­iz­zazione. Inoltre la rap­ida evoluzione delle tec­nolo­gie dell’informazione e della comu­ni­cazione, nonché del trasporto su gomma ali­men­tato elet­tri­ca­mente, con­sigliano ulte­ri­ore pru­denza rispetto agli sce­nari che gius­ti­f­i­cano un’opera asso­lu­ta­mente rigida e non modulabile.

Giro­lamo DELLOLIO – pres­i­dente Asso­ci­azione di volon­tari­ato “Idra”, Firenze

Impatti, pre­ven­zione, con­trolli e sicurezza nella TAV appen­ninica e nel Nodo di Firenze – La doc­u­men­tazione rac­colta in 17 anni di mon­i­tor­ag­gio riv­ela il tipo di approc­cio col quale sono stati affrontati in Toscana i temi della pre­ven­zione nei cantieri, della salute pub­blica e della sicurezza dei lavo­ra­tori e dei passeg­geri della linea TAV. Di par­ti­co­lare inter­esse la per­sis­tente sot­to­va­l­u­tazione del diritto alla salute e alla qual­ità della vita anche nella dimen­sione urbana della cantier­iz­zazione per la stazione e i tun­nel per il Nodo AV di Firenze.

Luigi CARPENTIERO – Medico del Lavoro, ASL 10 Firenze

Prob­lem­atiche infor­tunis­tiche, di salute e dis­a­gio psi­coso­ciale  nei lavo­ra­tori della TAV e delle grandi opere infra­strut­turali dell’area fiorentina – Le ricerche effet­tuate dalla ASL 10 di Firenze, con il sup­porto uni­ver­si­tario e della coop­er­azione sociale,  nell’ultimo decen­nio di lavori nelle grandi opere infra­strut­turali dell’area fiorentina, tra cui la TAV, hanno evi­den­zi­ato un impatto impor­tante dell’organizzazione del lavoro sia nell’amplificazione dei rischi clas­sici pro­pri di tali opere (polveri, fumi, rumore ecc.) sia sull’usura psi­cofisica e sul dis­a­gio psi­coso­ciale dei lavo­ra­tori. Fat­ica fisica,  turni di lavoro a ciclo con­tinuo, iso­la­mento nei campi base dor­mi­to­rio e  lon­tananza dalla famiglia sono stati gli aspetti più indagati. Si è ril­e­vata anche una con­nes­sione tra gli infor­tuni più gravi e la tipolo­gia di turno adot­tato. Un’aggravante per alcuni cantieri è cos­ti­tu­ito dal fenom­eno del “mob­bing” deter­mi­nato dal “capo­ralato” che vige nel reclu­ta­mento dei lavo­ra­tori, prove­ni­enti quasi tutti da deter­mi­nate aree geogra­fiche del paese.

Marco TOMALINO – Coor­di­na­mento oper­a­tori san­i­tari Val di Susa

TAV e salute pub­blica. I rischi emer­genti dall’analisi dei prog­etti – L’esame dei prog­etti pre­lim­i­nari della nuova linea Torino-Lione riv­ela numerosi aspetti crit­ici per la salute pub­blica, legati alla pre­senza di mate­ri­ali peri­colosi, amianto e uranio, e alle attiv­ità di cantiere, con pos­si­bile coin­vol­gi­mento di strut­ture assis­ten­ziali e san­i­tarie. Ven­gono esam­i­nati in det­taglio gli aspetti car­enti e con­trad­dit­tori dei prog­etti. Viene pre­sen­tata l’iniziativa di infor­mazione degli oper­a­tori san­i­tari della Valle.

Ful­vio AURORA – Med­i­c­ina Demo­c­ra­t­ica, Milano

Il ris­chio zero. Un diritto per la popo­lazione della Val di Susa – La real­iz­zazione di grandi opere in un momento di grave crisi sem­bra sem­pre più moti­varsi per l’investimento, lo sposta­mento di ingenti cap­i­tali ancora prima che per la pre­sunta util­ità delle opere stesse. Di fatto assis­ti­amo a una sub­or­di­nazione del lavoro da parte del mondo della Finanza: tanto più dis­tante è l’investitore dal mondo del lavoro, tanto mag­giore è la pos­si­bil­ità che prob­lemi quali l’impatto ambi­en­tale e la sal­va­guardia della salute per lavo­ra­tori e cit­ta­dini passino in sec­ondo piano o vengano min­i­miz­zati. Questo lede un diritto fon­da­men­tale dei cit­ta­dini e dei lavo­ra­tori medes­imi, quello di vivere e di lavo­rare a ris­chio zero. Definito attra­verso le lotte operaie, e recu­per­ato nei pro­cessi che hanno avuto per soggetti lavo­ra­tori morti per infor­tu­nio e per malat­tie pro­fes­sion­ali, sot­to­lin­eato e teoriz­zato da Med­i­c­ina Demo­c­ra­t­ica a par­tire da Giulio Mac­cac­caro, il “ris­chio zero” è l’idea base della parte­ci­pazione dei lavo­ra­tori e dei cit­ta­dini ai pro­cessi decisionali.

Enrico MORICONI, Pres­i­dente AVDA (Asso­ci­azione Vet­eri­nari per i diritti degli ani­mali)

Non solo gli uomini, anche gli ani­mali sof­frono – Nella prog­et­tazione delle grandi opere spesso – quasi sem­pre – non si con­sid­era quello che può accadere agli ani­mali, o sono gener­i­ca­mente con­siderati far parte dell’ambiente. Riconoscendo l’importanza fon­da­men­tale dell’ambiente, non si deve dimen­ti­care che gli ani­mali però sono esseri viventi che sof­frono e si ammalano come le per­sone e sono diversi dal mondo veg­e­tale. L’intervento pre­senta il risul­tato di un primo doc­u­mento di val­u­tazione dei pos­si­bili danni per gli ani­mali, quelli che vivono in famiglia, quelli all­e­vati per inter­esse e quelli liberi. Si tratta di un lavoro in corso in quanto sono attesi inter­venti di altri pro­fes­sion­isti e val­u­tazioni non solo gen­er­ali ma anche specifiche.

Mod­er­a­tori:

Giuli­etto CHIESA, gior­nal­ista, europar­la­mentare
Rossana BECARELLI, Ospedale S. Gio­vanni Antica Sede, Torino