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#ilBucoConLeBalleIntorno

bugieEra il 3 luglio 2011, Già allora ave­vano prob­lemi a gius­ti­fi­carne l’utilità i favorevoli a questo sceller­ato prog­etto e non avendo argo­menti, la but­tarono “in caciara” facen­dola diventare una ques­tione di ordine pub­blico, e ciò avrebbe procu­rato una nuova fonte da cui trarre prof­itto: l’occu­pazione mil­itare della zona! Un bel busi­ness appeti­toso per i tan­gen­tisti, oltre 90 mila euro al giorno, a carico degli ital­iani, con il doppio effetto che anziché porre l’attenzione su lavori che non ver­ranno mai ese­guiti (con grave sper­pero di danaro pub­blico per il nulla), si inven­ta­vano nuovi nemici da com­bat­tere: inermi cit­ta­dini colpevoli solo di voler pro­teggere dalla dev­as­tazione  i loro territori.

Dis­sero: “E’ l’Europa che ce lo chiede! In Fran­cia ora­mai è tutto fatto! Avremmo perso una grande occa­sione! Il Piemonte,  a loro dire, rischi­ava di rimanere tagliato fuori! A tutt’oggi non solo la Fran­cia non ha fatto nulla, ma addirit­tura si sarebbe dis­so­ci­ata dal prog­etto del Tav, prima boc­cian­dolo come non con­ve­niente, dalla loro “Corte dei Conti” poi definen­dolo “non pri­or­i­tario e riman­dando ogni deci­sione al 2030.

I sig­nori della polit­ica hanno con­tin­u­ato a men­tire, a negare la realtà, il buco (57 km di tun­nel den­tro le Alpi) loro, lo vogliono fare lo stesso anche se non porterà da nes­suna parte, non importa che non sap­pi­amo dove andare a pren­dere i soldi e se qual­cuno osa dir di no è un “faci­noroso” e lo fac­ciamo cari­care e gasare dalla polizia!
Ci dis­sero: Dovete iso­lare i violenti! 

Rispon­demmo: Ci provi­amo abbi­amo anche fatto delle barricate,ma hanno lac­rimo­geni, man­ganelli, idranti…non è facile.

2 anni dopo…23 anni dopo è ancora #NOTAV

Elementare Dott Giancarlo!

Maschera trovata sul luogo del reato a chi appartiene?

Maschera trovata sul luogo del reato a chi appartiene?

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Oh guarda chi indos­sava la maschera prima del ritrova­mento del luogo del reato! Un tutore dell’ordine pubblico!

Caro Gian­carlo dott Procu­ra­tore Capo della Repub­blica presso il Tri­bunale di Torino, alla vig­ilia di un incon­tro in Val Susa da parte delle isti­tuzioni con la cit­tad­i­nanza, guarda caso suc­ce­dono dis­or­dini al cantiere Tav in Val Susa. Pochi giorni prima abbi­amo avuto la notizia che non ci sono soldi per le cosid­dette “com­pen­sazioni” (ovvero io gov­erno ti dev­asto il ter­ri­to­rio ma per farmi per­donare ti do qual­cosa in cam­bio, per farti meglio toller­are il dis­a­gio). Soldi non ce ne sono caro Signor Procu­ra­tore, ma si può comunque spendere e span­dere per tenere mil­i­tari e poliziotti, nell’ozio più asso­luto in mon­tagna den­tro un recinto. Si sa che l’ozio è la causa di molti mali e forse a qualche buon­tem­pone è venuta l’idea di auto-aggredirsi per poi dare la colpa ai no tav. Agenti provo­ca­tori?
Come dice? Guardo troppi film?

Vero! Mi ha bec­cata! Ne guardo molti, e di recente ho riv­isto anche quello di Daniele Vic­ari “Diaz”, ma pare che narri di fatti suc­cessi purtroppo nella realtà e per i quali nes­suno ha pagato, anzi molti degli impu­tati hanno fatto car­ri­era e ora sono ai ver­tici della polizia se non in Parlamento!

Dunque, dicevo Dott Gian­carlo… alla vig­ilia dell’incontro con la Popo­lazione Val­susina, scon­tri, molo­tov e quant’altro. Ciò ha autor­iz­zato tutti i media a dare addosso ai NOTAV, al clima di ter­ror­ismo che si può creare…bla…bla…bla.

Ma ragio­ni­amo un attimo Dot­tor Giancarlo…Tale situ­azione cui prodest? A chi giova?

Sicu­ra­mente non a noi NOTAV, anzi qual­cuno di noi si è anche diviso sull’argomento “vio­lenza si/violenza no”. La vio­lenza è sicu­ra­mente da com­bat­tere, ma allora dovrebbe far arrestare tutti i vio­lenti che hanno man­i­fes­tato con­tro la mag­i­s­tratura per difend­ere il loro capo,  un attem­pato sen­a­tore ped­ofilo… (ma questa è un’altra storia!)

Ritor­nando alla ques­tione… nei migliori gialli, per trovare il colpev­ole occorre prima trovare il movente… Nel caso speci­fico il movente è: ASSOLUTA INCAPACITADELLA POLITICA DI FAR ACCETTARE ALLA POPOLAZIONE UNOPERA INUTILE, COSTOSA E MERAMENTE SPECULATIVA .

Detto questo Caro Dott Proc Gian­carlo, il mag­is­trato è lei e tocca a lei  inda­gare e sarebbe un bel modo prima di andare in pen­sione di chi­ud­ere la sua pres­ti­giosa car­ri­era: arrestare per una volta i cat­tivi delle isti­tuzioni. Questo darebbe mag­giore cred­i­bil­ità alle isti­tuzioni stesse, non trova?

La mia ipotesi inves­tiga­tiva, è frutto della mia fantasia…ma se ci pensi bene è tutt’altro che fantasiosa!

In questo post trovi anche le foto di un oggetto “corpo di reato” e del soggetto che lo indos­sava prece­den­te­mente. Agente provo­ca­tore? Diaz e la sto­ria delle molo­tov inseg­nano! Non ci vuole Sher­lock Holmes per capire com’è andata! Ele­mentare Dott Proc Gian­carlo… Ci pensi!

Irriv­er­ente ma non troppo

Ketty Inc­reta (Ambi­en­tal­ista e No Tav)

Amarcord: Una domenica senz’auto negli anni ’70!

AUSTRITY-22 dicem­bre 1973 era una delle domeniche di Aus­ter­ity, tutti intorno a me erano arrab­bi­atis­simi! Mia madre dopo una set­ti­mana di lavoro riteneva fosse ingiusto non poter usare la 127 per andare dalla provin­cia di Torino a pren­dere il caffè in Piazza del Duomo a Milano, mio padre impre­cava con­tro quelli dello Yom Kip­pur. Era a causa loro se ave­vano chiuso il canale di Suez e per questo motivo le navi petroliere dove­vano cir­cum­nav­i­gare l’Africa per portare il petro­lio ma, cosa ancor più grave, lui avrebbe dovuto fare a piedi, i 300 metri tra la nos­tra casa in Viale Gram­sci e il Bar Mag­giora in Corso Fran­cia a Col­legno! Per il ner­voso, aveva ter­mi­nato anzitempo le sigarette e per­tanto doveva asso­lu­ta­mente com­piere questo “lungo cam­mino” non senza insultare gli arabi che ave­vano messo l’embargo e lo face­vano sicu­ra­mente per aumentare il prezzo della ben­z­ina! Ma lo aumen­tassero senza farla tanto lunga! (In modo che lui potesse andarsi a com­prare le sigarette o andare con l’auto dove voleva!)

Mia nonna, alzava gli occhi al cielo e sospi­rava! Lei al tempo della guerra, faceva molti chilometri a piedi sotto i bom­bar­da­menti per portare il pane ai par­ti­giani, ma a mio padre ciò non inter­es­sava, la guerra, i par­ti­giani ora­mai erano roba d’altri tempi, ora vive­vamo i “tempi mod­erni” e non si poteva togliere ad un uomo mod­erno degli anni ’70 l’auto e, soprat­tutto, le sigarette!

Men­tre la mia famiglia impre­cava verso gli arabi e gli israeliani, io allora bimba ero invece felice di questa notizia dell’Aus­ter­ity e, senza dire nulla a nes­suno, presi i miei pat­tini a rotelle, lo spaz­zolino da denti, due Buondì Motta e un gomi­tolo di lana rossa (per seg­nare la strada e non per­dermi, non le brici­ole di pane che si sa che i passerotti le man­giano e dopo non sai più come fare per ori­en­tarti) e scesi in strada, anziché pat­tinare sul mar­ci­apiedi, come dovevo far di solito per non essere investita, potevo pat­tinare al cen­tro della strada, ero felice, c’era aria di festa, io pat­ti­navo e can­tavo a squar­ci­agola, una can­zone degli Equipe 84, “tutta mia la città ahaaaaa…”, in un attimo fui in Corso Fran­cia. Incred­i­bil­mente una delle arterie prin­ci­pali della città era com­ple­ta­mente sgom­bra d’auto, vi erano numerose bici­clette anche dalle forme strane, clown, gio­col­ieri, un gruppo di gio­vani “figli dei fiori” seduti al cen­tro di un incro­cio, con la chi­tarra inton­ava: “c’era un ragazzo che come me amava i Bea­t­les e i Rolling stones…” Quella can­zone la conoscevo, la maes­tra a scuola ci aveva par­lato della guerra del Viet­nam, ma non mi fer­mai… mia nonna mi aveva rac­co­mandato di non dare con­fi­denza agli estranei…soprattutto ai “figli dei fiori” e ai capel­loni, ma a me sem­bra­vano sim­patici poi doveva essere bello avere per gen­i­tori dei fiori, men­tre io ero figlia di una ciminiera! Mio padre fumava sem­pre e io non res­pi­ravo… mi bru­ci­a­van gli occhi!

Ad ogni modo con­tin­uai a pat­tinare e a sro­to­lare il gomi­tolo di lana per non per­dermi, ma l’avevo fis­sato ad un sas­solino troppo pic­colo, che mi seguiva come un cagno­lino e ad un certo punto un gatto balzo sul sasso e sul filo e imbrogliò tutto il mio rudi­men­tale “segna mappa”! Acci­denti non avevo mai visto gat­tini gio­care in Corso Fran­cia, il filo di Ari­anna aveva fun­zion­ato anche nel labir­into del Mino­tauro e qui che non c’erano mino­tauri un gat­tino aveva dis­trutto la mia impresa! Ma non mi spaven­tai più di tanto, ero arrivata davanti alla “nave”, un nuovo palazzo appena costru­ito, lo Sky res­i­dence, dietro quello… in via Rossini, in una casa fine 800 abita­vano i miei nonni, non mi ero ancora persa! Con­tin­uai a pat­tinare sul corso e anche più rap­i­da­mente (senza il filo di lana che s’impigliava nelle rotelle) in un attimo fui a Leuman!

Un cav­allo con tanto di calesse per­cor­reva la strada, non era usuale vedere a Col­legno su corso Fran­cia delle car­rozze coi cav­alli! Una zia di mio padre (Zia Bia­gia) mi aveva nar­rato che negli anni 30 andava al lavoro da Col­legno a Torino col tram trainato da cav­alli, ma non le avevo creduto, ed ora invece vedevo con i miei occhi dei cav­alli al trotto sul corso!

Ad un certo punto vidi anche un ven­di­tore di zuc­chero filato e di palloncini…mi spaven­tai a morte! Ero per caso finita nel paese dei baloc­chi di Col­lodi? Cer­cai uno spec­chio, mi toc­cai le orec­chie, le avevo ancora nor­mali, quelle d’asino non mi erano cresciute, ma nel dub­bio non mi fer­mai, pazienza per lo zuc­chero filato, ma non volevo che mi crescessero le orec­chie, che avrebbe detto la maes­tra, e i miei com­pagni? Man­giai un più ras­si­cu­rante buondì motta e lavai i denti ad una fontana. Con­tin­uai a pat­tinare qual­cuno m’aveva detto che quel corso arrivava in Fran­cia ed ero deter­mi­nata ad arrivarci pattinando!

Arrivata a Cascine Vica di fronte alla Standa il mio viag­gio ter­minò! Mio nonno Antonino, si era stan­cato di seguirmi disc­re­ta­mente e mi sor­passò con la sua bicicletta!

Dove pensi di andare pic­cola Ketty? mi chiese senza scen­dere dalla bici.

In Fran­cia, non posso?

Ma lo sai il francese? 

Si, so tutte le can­zoni di Sylvie Var­tanComme un garçon je n’ai peur de rien, la la la! Risposi impertinente

E il pas­s­aporto? Ce l’hai il passaporto?

Caspita! Il pas­s­aporto non l’avevo, dovevo inter­rompere il mio viag­gio! Senza più protestare mon­tai con tutti i pat­tini sulla canna della bici e mio nonno.

Un giorno potrai andare in Fran­cia e in tutta l’Europa senza pas­s­aporto! mi ras­si­curò Nonno Antonino,e mi portò a casa sua dove sul poutagè a legna mia nonna aveva scaldato già il pane con fioc­chi di burro e miele,  altro che il buondì motta indus­tri­ali che ti com­pra tua madre! Tuonò lei. Poi mio nonno lesse dei pezzi di  un libro dove Giuseppe Mazz­ini affer­mava che chi ama la pro­pria patria ama tutte le patrie, e che bisog­nava creare una democrazia sociale final­iz­zata al benessere cul­tur­ale dei popoli europei. 

Il 21 12 2012 alle 12.21 sarò in corso Fran­cia all’uscita della tan­gen­ziale, come coor­di­na­tore del Sen­tiero Umano di Sol­i­da­ri­età  Ambi­en­tale, questa volta sarà un po’ più dif­fi­cile per­ché la cir­co­lazione delle auto non sarà inter­rotta e soprat­tutto mio nonno, classe 1898 non c’è più, ma io lo porto lo stesso con me! E tu? Chi porti con te?

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AUSTERITY

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Liaisons dangereuses

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Io e la mia amica Isa decidi­amo di parte­ci­pare all’Avant Som­met di Lione, per incon­trare e conoscere oltre la città, le per­sone che ci sono al di là del maledetto tun­nel TORINO LIONE che i nos­tri gov­erni vor­reb­bero costru­ire con­tro il nos­tro parere.

Preno­ti­amo il minibus che parte da Almese,  ma solo per il ritorno all’andata toc­cherebbe essere li alle 6 del mat­tino e par­tendo rispet­ti­va­mente dal Mon­fer­rato asti­giano e da Torino, prefe­ri­amo par­tire un giorno prima, tanto più che per l’andata tro­vi­amo un pas­sag­gio da due lionesi Jean­de­nis e Ale­jan­dro che tor­nano a Lione da Milano. Gli diamo appun­ta­mento ad Almese, dove las­ci­amo la nos­tra auto per il ritorno.
Il viag­gio è piacev­ole, si parla di polit­ica e delle dif­ferenze tra Italia e Fran­cia, ci scam­bi­amo infor­mazioni, ad esem­pio Jean­de­nis ci spiega che è una for­tuna che ora ci sia Hol­lande come pres­i­dente, per­chè sono vicini a legal­iz­zare il mat­ri­mo­nio tra gay e la pos­si­bil­ità per loro di adottare dei figli. “Certo che in Italia voi avendo il Papa, non potrete nem­meno par­larne!” (afferma lui)! Gli spiego che invece pro­prio in questi giorni in cui ci sono le pri­marie del cen­trosin­is­tra è uno degli argo­menti di dis­cus­sione e che uno dei can­di­dati (ndr Nichi Ven­dola), che è già il gov­er­na­tore della Puglia nonché leader di SEL, anch’egli gay desider­erebbe pot­ersi sposare e adottare un figlio e che recen­te­mente un altro gay è stato eletto come gov­er­na­tore della Sicilia. Lui si stupisce, non pen­sava fos­simo così “avanti” avendo avuto per molti anni il gov­erno di Berlus­coni.
Ci sono molte cose che i nos­tri cug­ini francesi non sanno di noi e molte che non sap­pi­amo noi di loro, per esem­pio in Italia pen­si­amo che loro siano in mag­gio­ranza a favore dell’energia nucleare, ma a sen­tire Jean­de­nis è il con­trario. Arriv­i­amo alla fron­tiera dopo il Fre­jus e c’è molta polizia, ci fer­mano, ci chiedono dove andi­amo, e Jean­de­nis risponde. “torno a casa a Lione, abito li e loro sono mie ospiti!” Si scusa per la pic­cola bugia e rimane allo stesso modo mer­av­igliato, per lavoro attra­versa la fron­tiera spesso ed è la prima volta che viene fer­mato e che ci sia tutta quella polizia.
Il tempo passa in fretta, ci accom­pa­g­nano fino all’espace Sarrazin, dove ci sono le con­ferenze dell’Avant Som­met orga­niz­zato da Daniel Ibanez e dai no tav francesi, pur essendo lionesi, non sape­vano di questo evento, se potranno lunedì parteciper­anno alla man­i­fes­tazione con­tro Monti e Hol­land e l’assurdità delle grandi opere.
Sono quasi le 18, il con­vegno è ancora in piena attiv­ità mal­grado abbiano incom­in­ci­ato da sta­mat­tina.
Dati, fil­mati, dis­cus­sioni. C’è anche l’assistente di un un europar­la­mentare francese,  un con­sigliere regionale Rhône-Alpes, ma anche Davide Bono, con­sigliere regionale piemon­tese M5S e Angelo Tartaglia del Politec­nico di Torino. La nos­tra cor­rispon­dente Vir­ginie ci viene in con­tro, è l’ora dell’aperitivo, e tra un bic­chiere e l’altro ci fanno domande sul movi­mento No TAV in Italia.
Loro, a quanto pare, è solo un anno che si danno da fare come movi­mento, non cir­colano infor­mazioni, qual­cuno ( i loro gov­erni) gli aveva fatto credere che siamo noi ital­iani a voler real­iz­zare la gal­le­ria a tutti i costi e a loro la cosa non riguar­dava per­ché avremmo pagato noi l’intero trac­ciato.
Strano, anche a noi dicono la stessa cosa! Ridi­amo insieme e ci por­tano a cena in un ris­torante della città antica. Hanno sete di sapere e noi di rac­con­tare, ci ren­di­amo conto che le infor­mazioni non cir­colano. Ad ogni mio rac­conto degli avven­i­menti in Clarea, stra­buz­zano gli occhi, non pos­sono credere che al di la delle mon­tagne, pos­sano essere vio­lati in questo modo i diritti umani e d’opinione. Qualche assur­dità me la rac­con­tano anche loro però… una di loro che lavora nei trasporti, mi rac­conta ad esem­pio, che partono tir dalla Fran­cia alla Ger­ma­nia che esportano alla grande dis­tribuzione tedesca pneu­matici, salvo poi venderli agli instal­la­tori francesi che (a causa di riduzioni delle tasse) li acquis­tano ad un prezzo più basso che dal pro­dut­tore, e le merci vanno avanti e indi­etro tra i due stati spre­cando car­bu­rante e inquinando.
Tor­nando a casa dove ci ospi­tano rima­ni­amo bloc­cati in ascen­sore, la pro­pri­etaria di casa (un ele­gante con­do­minio nel cen­tro di Lyon) è mor­ti­fi­cata in 22 anni che vive li non è mai suc­cesso! Atten­dendo in soc­corsi, mi pren­dono in giro…dopo i miei rac­conti sulla Clarea, e 2 brac­cia rotte in un anno (1 per un inci­dente auto­mo­bilis­tico a l’altro per una caduta acci­den­tale al super­me­r­cato) cre­dono che sia io a portare sfor­tuna.
Ci sveg­liamo al mat­tino in questa casa molto bella, siamo in un attico e dalle finestre si vede tutta Lyon, in cucina è già pronta una ricca colazione e hanno anche fatto il caffé molto forte come piace a noi ital­iani. L’espresso e un’altra cosa ma apprezzo la buona volontà!
Ci diri­giamo verso il palazzo delle nos­tre riu­nioni, dove mal­grado siano solo le 8,30 sono tutti in attiv­ità, ma per com­in­ciare aspet­ti­amo un gruppo di rela­tori ital­iani, che arrivano in ritardo per­ché bloc­cati più volte sia alla fron­tiera del Fre­jus, sia all’arrivo al Lyon…riescono a pas­sare mentendo sulla des­ti­nazione del viag­gio.
Manca tut­tavia all’appello il bus con 15 ital­iani par­titi dalla Val Susa bloc­cato al Fre­jus con scuse pretes­tu­ose dai gen­darmi francesi per diverse ore, salvo poi las­cia­rli pas­sare tutti meno 3 tra cui l’autista, quindi non han potuto far altro che tornare indi­etro.
I francesi pre­senti al con­vegno a questa prima notizia sbian­cano! Una ammette can­di­da­mente: Pen­savo che questo avvenisse dalla parte ital­iana, si sa che da voi non c’è democrazia, ma da noi in Fran­cia, il paese della lib­ertà, non è ammis­si­bile una cosa del genere! (Poi pro­prio ora che hanno mandato a casa Sarkozy e scelto Hol­lande!)Un’altra invece afferma che siamo in un nuovo ordine mon­di­ale ( ed io penso, guarda caso il nos­tro gov­erno tec­nico è gra­dito alle banche e Monti fa parte del gruppo Bilder­berg)!
Ad ogni modo impedis­cono a 15 cit­ta­dini ital­iani di parte­ci­pare ad una con­ferenza francese, che fine ha fatto il trat­tato di Schen­gen?
La Corte dei conti francese ha boc­ciato questo prog­etto, e un euro par­la­mentare francese riferisce che in com­mis­sione euro­pea la UE non è disponi­bile a finanziarlo, il motivo non è eco­logico, ma eco­nom­ico: Non ci sono soldi, e inoltre ci sono altre pri­or­ità!
Io sono europeista con­vinta, ma pongo una ques­tione col mio francese sco­las­tico quasi dimen­ti­cato:
Quelle Europe? Quelle des marchan­dises ou quelle des per­son­nes.
Nous citoyen européen, nous sommes moins d’un pro­duit?
Quale Europa? Quella delle merci o quella delle per­sone? Pos­si­bile che noi cit­ta­dini europei valiamo meno di un prodotto?
Pare di si! L’autobus non arriva io e la mia amica siamo bloc­cate a Lyon, ma grande è la sol­i­da­ri­età dei nos­tri amici francesi, ci ospit­er­anno ancora se non rius­ciremo a trovare un altro mezzo per tornare.
Si sparge sul web la notizia e la sorella della mia amica decide di par­tire con suo mar­ito da Oulx per venirci a pren­dere, le rac­co­man­di­amo via sms di non dire che viene a Lione, lei e il mar­ito sono guardie fore­stali, ma mal­grado abbiano il las­cia pas­sare sul crus­cotto, la polizia li fer­merà più volte!
Nel frat­tempo parte­cip­i­amo ad altre riu­nioni inter­es­santi, arrivano anche espo­nenti dei movi­menti parig­ini: le tav serà comme Notredame de Landes, (altra opera faraon­ica e inutile nei pressi di Parigi)  ci dicono. A quanto pare le grandi opere anche in Fran­cia sono gra­dite solo ai politici! Ma il comune denom­i­na­tore è: Ils mentent ils trichent (mentono e imbrogliano).  L’ex sin­daco di Cham­bery Luc Besson vor­rebbe che si facesse una nuova stazione solo per avere una targa col suo nome, gli aqm­bi­en­tal­isti gli faranno una targa a loro spese purché non sper­peri danaro pub­blico in opere dev­as­tanti il ter­ri­to­rio.
Dopo essere rius­citi a pas­sare una serie di posti di blocco, la sorella della mia amica e il mar­ito, arrivano a pren­derci.
C’è polizia ovunque ma non fer­mano chi las­cia la Fran­cia… solo chi arriva. Evi­den­te­mente sanno che le loro men­zogne cadreb­bero se tra di noi cit­ta­dini europei ci par­liamo, tor­ni­amo a casa ancor più con­vinte di essere dalla parte giusta.
Abbi­amo mem­o­riz­zato mail e con­tatti queste “lia­sons dan­gereuses” devono con­tin­uare “sans fron­tierès”! L’Europa siamo noi! Affan­culo i mercati!

Ad Animalisti convinti, cedo bruchi!

Colonia di bruchi (da grandi diventano splendide farfalle!)

Colo­nia di bruchi (da grandi diven­tano splen­dide farfalle!)

Questa mat­tina ho trovato dei sim­patici ospiti sulle foglie dei miei cavoli neri.

I cavoli neri mi piac­ciono molto! Anche ai bruchi da far­falla evidentemente…ergo: O loro o io!

In pri­mav­era però mi piace assai che nel mio gia­rdino svolazz­ino delle belle e var­i­opinte farfalle…quindi, per ora ho trasfer­ito le besti­ole nella mia com­postiera, in mezzo agli sfalci di erba e rifiuti domes­tici organici, tut­tavia se qual­cuno li volesse adottare, li cedo volen­tieri… ma solo se veri amanti dei bruchi!

Mugello ad Alta Lentezza

IL testo di una can­zone ded­i­cata all’amicizia , del 1982 di Mogol — Coc­ciante dice: “Non dico che dividerei una mon­tagna ma andrei a piedi cer­ta­mente a Bologna per un amico in più! ” Era da un po’ che mi pre­figgevo questo tra­guardo un viag­gio ad “alta lentezza” sul Mugello…per sco­prire cosa mi sono persa per la fretta di fare la stessa tratta col treno ad alta veloc­ità. In fondo da Firenze a Bologna ci sono solo 100 km circa…che fretta c’è di arrivare e sfrec­ciare veloci den­tro un treno cos­toso per arrivare 10 minuti prima, se non si sa che sopra la pro­pria testa ci sono paesi graziosi come Borgo San Lorenzo, o il Sen­tiero degli dei costru­ito dai romani nel 220 AC? E poi su quel treno Nico­letta non l’avrei mai incon­trata men­tre, sebbene non ci conosces­simo prima di questo viag­gio, l’amicizia già con­sacrata dall’appartenenza all’ideale comune della difesa della Val­Susa, si è meglio con­cretiz­zata con quella lunga cam­mi­nata a stretto con­tatto per rag­giun­gere il Pian della Futa o per vedere i dis­as­tri causati dall’alta veloc­ità o ancora rimanere senza fiato per quanto bello è il susseguirsi di quelle mon­tagne  che si rin­cor­rono quasi senza fine. Credo che ci ritorner­emo… manca la parte bolog­nese, per prob­lemi di lavoro siamo dovute rien­trare, e a farla tutta a piedi ci sareb­bero voluti ancora 2 o 3 giorni. Ma un’idea ce la siamo fatta…e un po’ di mus­coli anche e una volta che com­inci a cam­minare ci prendi gusto e lo rifai.     Qui le foto

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Nel nome del progresso!

images-1Alla fine di otto­bre 2011 è stata l’ultima volta che sono andata in Sicilia. Ho viag­giato in aereo con molti dis­agi, per­ché per lavoro sono pas­sata da Roma e c’era  la città par­al­iz­zata per piogge abbon­danti, gli aerei sono par­titi in ritardo e sono atter­rata a Cata­nia  di notte. Il clima era ancora buono e per­cor­rendo la piana di Cata­nia, il pae­sag­gio era pro­fu­mato dagli alberi già con gli agrumi. Avevo cenato in aero­porto, un aran­cino di riso e una spre­muta d’arancia. Avevo chiesto dis­trat­ta­mente una coca cola, ma il barista mi aveva fatto notare che mi trovavo in una catena di bar sicil­iani, quindi potevo ordinare solo prodotti locali, nella fat­tispecie o spre­muta d’arancia fresca o, se pro­prio avessi voluto, in alter­na­tiva alla bevanda amer­i­cana pote­vano servirmi chinotto siciliano.

Man mano che mi avvic­i­navo a Gela la gola mi si stringeva…non era l’emozione del ritorno a casa ma bensì  il ter­ri­bile inquina­mento. Mer­cu­rio, arsenico,benzene, piombo zolfo, cloruro di polivinile? Chissà quest’odore quale agente inquinante è? Mi chiedevo.

Ho las­ci­ato Gela il mio paese nel 1965 (non per emi­grare ma come tur­ista come Mas­simo Troisi nel suo  film “Ricom­in­cio da tre”) mio padre vol­eva farmi vedere le Alpi e la neve e per questo ci portò a Torino.

Papà un lavoro ce l’aveva  al Petrolchim­ico di Gela, guadag­nava molto bene e i primi anni della mia vita si sono svolti sec­ondo  il piano di sviluppo eco­nom­ico che aveva sog­nato per noi  Enrico Mat­tei fon­dando l’Ente Nazionale Idro­car­buti e facendo costru­ire a Gela quel grande com­p­lesso indus­tri­ale. Quel mirag­gio fece abban­donare a molti la cam­pagna per il “posto fisso” e a mio padre preferire l’attività di tec­nico elet­tron­ico a quella arti­gianale di mia nonna iniziata 60 anni prima. Enrico Mat­tei morì subito dopo essere stato a Gela in un inci­dente aereo, causato non si sa ancora da chi, ma è quasi certo che ad ucciderlo sia stato qualche losco inter­esse mafioso.

Eravamo in pieno boom eco­nom­ico, avevo le scar­pette di ver­nice e vesti­tini cos­tosi da bam­bolina, cap­pot­tini inglesi. Vivevo in un appar­ta­mento con un ter­razzo sul mare tal­mente grande da poterci andare in bici e sulla tavola non man­cava mai la “fet­tina” di carne di vitello che costava meno di duemi­lalire al kilo (1 euro) e la sera mi por­ta­vano in un enorme night, una specie di palafitta sul mare fatta in cemento   e con il tetto in Ether­nit il famoso“Lido la Conchiglia”, di giorno sta­bil­i­mento bal­n­eare, di sera ris­torante di lusso con musica dal vivo, ci veni­vano a cantare anche can­tanti alla moda come Celen­tano, Mina e Morandi, ma i pro­pri­etari, i fratelli Ven­tura, a volte las­ci­a­vano esi­bire anche me o dormire sui divani della dis­coteca, men­tre i miei gen­i­tori si attar­da­vano con gli amici.

I miei ave­vano una lam­bretta ultimo mod­ello, omolo­gata per 2 ma usata per 3 e senza casco, fuma­vano sigarette di con­tinuo (del resto allora lo face­vano in molti), mi face­vano sem­pre man­giare carne e bere coca cola, diver­tendosi poiché sec­ondo loro sapevo leg­gere i cartel­loni pub­blic­i­tari, avevo una grande radio e il tele­vi­sore in bianco e nero con le valv­ole, che guar­davo insieme ai vicini per­ché non tutti  allora ave­vano la tv.

Mio padre era orgoglioso di quello sviluppo indus­tri­ale del suo paese, ma forse quando ha iniziato a ved­ermi le mani o il cos­tu­mino mac­chi­ato di catrame se facevo il bagno a mare, iniziava  a capire che il prezzo da pagare per quel benessere era troppo alto.  Inoltre il ben­efi­cio di pros­per­ità per la città, durò molto poco, una volta costru­ito l’ecomostro e le palazz­ine per i diri­genti venuti da fuori, il gruppo licen­ziò tutta la manovalanza locale (brac­cia rubate all’agricoltura o alla pesca) che rimase senza terre da colti­vare avendo ceduto per pochi denari le terre migliori al colosso indus­tri­ale o a una sel­vaggia urbanizzazione.

Per questo motivo, o per­ché men­tre eravamo in vacanza a Torino gli offrirono un lavoro con delle con­dizioni eco­nomiche ancor più van­tag­giose, mio padre decise che sarebbe stato meglio per noi vivere sotto le Alpi, ma non in città, in per­ife­ria in mezzo al verde, lon­tano dal fumo delle industrie.

Difatti pas­sai la mia infanzia tra Col­legno e Grugliasco, quando il pro­gresso ancora li non era arrivato. Al fondo di Viale Gram­sci c’era una stalla con le muc­che che all’inizio dell’estate veni­vano por­tate dai pas­tori a piedi negli alpeggi in Val­susa pas­sando per tutto il paese e attra­ver­sando finanche il Corso Fran­cia, ma gli auto­mo­bilisti si arrab­biarono di più qualche anno dopo per le domeniche di aus­ter­ity in cui non si poteva usare l’auto…ma io ero con­tenta per­ché potevo andare in pat­tini a rotelle (quelli allunga­bili usabili con le scarpe) e can­tavo Obladì Obladà o Yel­low Sub­ma­rine a squar­ci­agola di nascosto a mio padre che non vol­eva per­ché i Bea­t­les erano capel­loni e i capel­loni tutti figli dei fiori e con­tro la civiltà e progresso!

Mia madre non vol­eva che facessi sport, per­ché temeva che mi ammalassi se sudavo, quindi non dovevo sudare e vol­eva a tutti i costi som­min­is­trarmi antibi­otici pre­ven­ti­va­mente, cam­bi­ava medico se non scriveva ricette di antibi­otici o ricos­tituenti, riteneva anche quello un ben­efi­cio del progresso…poter esigere antibi­otici in quan­tità! Per for­tuna risul­tai aller­gica e trovai un medico che le con­sigliò d’iscrivermi ad un corso di ginnastica,lei accettò ma pretese in cam­bio dal medico…una cura di ricos­tituenti almeno! Era fatta così, le piaceva la chim­ica…così giù di olio di fegato di merluzzo!

A Gela ci andavamo solo d’estate…ci andai l’ultima volta dopo l’esame di matu­rità, poi con­quis­tata l’indipendenza non tor­nai più in Sicilia per 20 anni, anche per­ché allora la Sicilia per me era solo quell’agglomerato indus­tri­ale male­odor­ante e le case dei par­enti, mio padre vis­i­tava i luoghi solo se di pas­sag­gio e senza scen­dere dall’auto!

Una volta in pen­sione ha deciso che vuole vivere li, morire li…il clima della città lo aiuterà in questo suo deside­rio Si è riscon­trato che Gela si reg­is­tra un tasso di mor­tal­ità maschile per i tumori allo stom­aco, supe­ri­ore del 57% rispetto alla media ital­iana, men­tre il tasso di mor­tal­ità fem­minile per i tumori al colon retto supera del 74% la media nazionale. Val­ori notevol­mente più alti rispetto alla media nazionale si indi­vid­u­ano anche per altre patolo­gie quali cir­rosi epat­ica e malat­tie cardiovascolari.

Ma è nelle mal­for­mazioni dei neonati che si aprono gli sce­nari più inqui­etanti. Su 13.060 nati vivi, 520 bam­bini ovvero il 4% riv­e­lano mal­for­mazioni tra cui l’ipospadia, l’insufficiente sviluppo dell’uretra, ha una inci­denza par­ti­co­lar­mente alta. Nascono poi bam­bini con sei dita ai piedi o alle mani, bimbi con un orec­chio solo o senza palato, idro­ce­fali con teche craniche abnormi. E dato che non è stato pos­si­bile ver­i­fi­care le mal­for­mazioni di bam­bini nati morti o abor­titi per gravi mal­for­mazioni riscon­trate, si sup­pone che la per­centuale di malat­tie genetiche dovute all’inquinamento sia parec­chio superiore.

Io a Gela vado solo 1 o 2 volte l’anno per vis­itare i miei e solo per pochi giorni, facendo una cura pre­ven­tiva e  non di antibi­otici, mi auto-prescrivo la mia dose d’ossigeno, andando prima e dopo sulle Alpi.

Ogni volta che ci vado mi piac­erebbe avere una macchina del tempo per tornare indi­etro di un paio d’anni rispetto alla real­iz­zazione dell’opera per avvis­are chi ha cre­duto in quel folle prog­etto, che li sta­vano ingan­nando e  vor­rei io pen­sare ad un piano di sviluppo meno dev­as­tante per la piana di Gela e per la sua spi­ag­gia dorata ora inutilizzabile. 

Nel nome del progresso!

TAV: Una mattina al Politecnico per saperne di più!

politecnico_di_torino_logoQUALI RISCHI PER L’AMBIENTE, I LAVORATORI DEI CANTIERI, I CITTADINI  DELLA VALLE DI SUSA E 

POLITECNICO DI TORINOAULA MAGNA corso Duca Degli Abruzzi 24

TORINO

La real­iz­zazione della linea fer­roviaria ad Alta Veloc­ità Torino-Lione in Val di Susa è da tempo con­tor­nata da aspre polemiche, che non las­ciano emerg­ere gli aspetti più sig­ni­fica­tivi e tec­nici dell’opera stessa. Al di là degli slo­gan e delle posizioni favorevoli o con­trarie alla sua real­iz­zazione, l’incontro si pone l’obiettivo di far luce su tem­atiche rel­a­tive alla salute pub­blica, ai pos­si­bili dis­agi psi­coso­ciali e all’infortunistica, che un prog­etto di queste dimen­sioni potrebbe comportare.

Sono però temi che vanno con­tes­tu­al­iz­zati, osser­vati con la cog­nizione dei dati rel­a­tivi all’intera opera: per questo è impre­scindibile la conoscenza degli obi­et­tivi che l’opera stessa si pre­figge, in ter­mini eco­nomici e di polit­ica dei trasporti, alla luce di un bilan­cio tra costi-benefici – eco­nomici ed ener­getici – e del pos­si­bile impatto ambientale.

Del resto sono tem­atiche la cui osser­vazione può pog­giare non soltanto su anal­isi, dati di stu­dio e proiezioni, ma anche sull’esperienza ormai mat­u­rata e con­sol­i­data attra­verso la real­iz­zazione di altre tratte di linea. Un’esperienza alla quale pure far rifer­i­mento, come quella dell’area fiorentina e del Mugello da cui si pos­sono trarre tes­ti­mo­ni­anza e van­tag­gio, per calare la sin­gola ques­tione della Alta Veloc­ità in Val di Susa nel più ampio ambito della rete ad Alta Veloc­ità a liv­ello nazionale.

Le tem­atiche trat­tate nell’incontro vert­er­anno preva­len­te­mente su aspetti sci­en­tifici della salute pub­blica e di impatto ambi­en­tale: si è scelta la sede del Politec­nico di Torino per per­me­t­tere a chi­unque di parteciparvi.

PROGRAMMA

Mario CAVARGNA – Pronatura, Torino

Anal­isi delle carat­ter­is­tiche del prog­etto TAV in Val di Susa Una grande opera o è fortemenete utile o è forte­mente dan­nosa. L’utilità diventa quindi il primo para­metro da affrontare e in questo senso le richi­este di anal­isi esauri­enti e leali, sia in ter­mini di impatto fisico che di salute, da parte dei cit­ta­dini inter­es­sati sono legit­time. Per quanto attiene la fer­rovia ad alta veloc­ità manca il traf­fico: il traf­fico merci nei trafori autostradali italo-francesi è sceso del 31% nel decen­nio 2000–2009. Il liv­ello attuale è tor­nato a essere quello di 18 anni addi­etro con ten­denza neg­a­tiva, poiché gli scambi rec­i­proci sono stati sos­ti­tu­iti da impor­tazioni d’oltremare. L’insieme dei prob­lemi legati al trasporto, alla sicurezza e alle modal­ità d’esercizio con­ducono l’iniziale prog­etto ad alta veloc­ità ad una para­dos­sale penal­iz­zazione della capac­ità di traf­fico a fronte di una spesa equipara­bile a quella sosteni­bile per tre ponti sullo stretto di Messina.

Angelo TARTAGLIA – Politec­nico di Torino

Quali dovreb­bero essere i van­taggi del nuovo col­lega­mento tra Torino e Lione? – Anal­iz­zando sin­teti­ca­mente i costi dell’opera e l’andamento attuale e futuro prob­a­bile dei lussi di passeg­geri e merci si dimostra che il nuovo col­lega­mento non avrebbe alcuna pos­si­bil­ità di rag­giun­gere il pareg­gio eco­nom­ico nem­meno sul lungo peri­odo, som­mando così gli svan­taggi eco­nomici a quelli ambientali.

Pietro SALIZZONI — Uni­ver­sità di Lione

Impatto acus­tico delle linee AV/ACDescrizione dei fenomeni di gen­er­azione di rumore fer­roviario della sua propagazione in prossim­ità di una linea AV/AC, con par­ti­co­lare atten­zione al caso delle valli alpine. Anal­isi di un caso stu­dio: l’impatto della linea Torino-Lione nella bassa Val di Susa.

Mas­simo ZUCCHETTI — Politec­nico di Torino

Impatto ambi­en­tale e sulla salute del TAV: uranio, amianto, altri mate­ri­ali peri­colosi – La pre­senza di uranio, amianto e altri mate­ri­ali peri­colosi in Val di Susa viene esam­i­nata sulla base della let­ter­atura stor­ica e recente, illus­trando i risul­tati degli studi dell’autore, con­sulente della Comu­nità Mon­tana Val­susa da quasi un decen­nio. ver­ranno illus­trati due case stud­ies sugli effetti: radon e lavo­ra­tori, polveri di smarino e popolazione.

Luca MERCALLI – Soci­età Mete­o­ro­log­ica Italiana

La cura del ferro per inquinare meno? Dipende, c’è ferro e ferro… – Il prin­ci­pale pos­tu­lato su cui si basa la scelta di trasferire merci e passeg­geri dalla strada alla rotaia è la riduzione di emis­sioni cli­mal­ter­anti e inquinanti asso­ci­ata al risparmio ener­getico otteni­bile dal mezzo fer­roviario rispetto a quello su gomma azion­ato da motore ter­mico. Ciò non è tut­tavia sem­pre vero, e dipende forte­mente dall’investimento di “ener­gia gri­gia” uti­liz­zata per la costruzione di una nuova infra­strut­tura, com­pren­siva di quella inglo­bata nei mate­ri­ali e di quella nec­es­saria alla ges­tione e manuten­zione. Nel caso di un prog­etto per­vaso da gigan­tismo infra­strut­turale come la linea Torino-Lione, si rischia che la cura sia peg­giore del male, e si richiede comunque un’accurata anal­isi del ciclo di vita dell’opera prima di avviare qual­sivoglia real­iz­zazione. Inoltre la rap­ida evoluzione delle tec­nolo­gie dell’informazione e della comu­ni­cazione, nonché del trasporto su gomma ali­men­tato elet­tri­ca­mente, con­sigliano ulte­ri­ore pru­denza rispetto agli sce­nari che gius­ti­f­i­cano un’opera asso­lu­ta­mente rigida e non modulabile.

Giro­lamo DELLOLIO – pres­i­dente Asso­ci­azione di volon­tari­ato “Idra”, Firenze

Impatti, pre­ven­zione, con­trolli e sicurezza nella TAV appen­ninica e nel Nodo di Firenze – La doc­u­men­tazione rac­colta in 17 anni di mon­i­tor­ag­gio riv­ela il tipo di approc­cio col quale sono stati affrontati in Toscana i temi della pre­ven­zione nei cantieri, della salute pub­blica e della sicurezza dei lavo­ra­tori e dei passeg­geri della linea TAV. Di par­ti­co­lare inter­esse la per­sis­tente sot­to­va­l­u­tazione del diritto alla salute e alla qual­ità della vita anche nella dimen­sione urbana della cantier­iz­zazione per la stazione e i tun­nel per il Nodo AV di Firenze.

Luigi CARPENTIERO – Medico del Lavoro, ASL 10 Firenze

Prob­lem­atiche infor­tunis­tiche, di salute e dis­a­gio psi­coso­ciale  nei lavo­ra­tori della TAV e delle grandi opere infra­strut­turali dell’area fiorentina – Le ricerche effet­tuate dalla ASL 10 di Firenze, con il sup­porto uni­ver­si­tario e della coop­er­azione sociale,  nell’ultimo decen­nio di lavori nelle grandi opere infra­strut­turali dell’area fiorentina, tra cui la TAV, hanno evi­den­zi­ato un impatto impor­tante dell’organizzazione del lavoro sia nell’amplificazione dei rischi clas­sici pro­pri di tali opere (polveri, fumi, rumore ecc.) sia sull’usura psi­cofisica e sul dis­a­gio psi­coso­ciale dei lavo­ra­tori. Fat­ica fisica,  turni di lavoro a ciclo con­tinuo, iso­la­mento nei campi base dor­mi­to­rio e  lon­tananza dalla famiglia sono stati gli aspetti più indagati. Si è ril­e­vata anche una con­nes­sione tra gli infor­tuni più gravi e la tipolo­gia di turno adot­tato. Un’aggravante per alcuni cantieri è cos­ti­tu­ito dal fenom­eno del “mob­bing” deter­mi­nato dal “capo­ralato” che vige nel reclu­ta­mento dei lavo­ra­tori, prove­ni­enti quasi tutti da deter­mi­nate aree geogra­fiche del paese.

Marco TOMALINO – Coor­di­na­mento oper­a­tori san­i­tari Val di Susa

TAV e salute pub­blica. I rischi emer­genti dall’analisi dei prog­etti – L’esame dei prog­etti pre­lim­i­nari della nuova linea Torino-Lione riv­ela numerosi aspetti crit­ici per la salute pub­blica, legati alla pre­senza di mate­ri­ali peri­colosi, amianto e uranio, e alle attiv­ità di cantiere, con pos­si­bile coin­vol­gi­mento di strut­ture assis­ten­ziali e san­i­tarie. Ven­gono esam­i­nati in det­taglio gli aspetti car­enti e con­trad­dit­tori dei prog­etti. Viene pre­sen­tata l’iniziativa di infor­mazione degli oper­a­tori san­i­tari della Valle.

Ful­vio AURORA – Med­i­c­ina Demo­c­ra­t­ica, Milano

Il ris­chio zero. Un diritto per la popo­lazione della Val di Susa – La real­iz­zazione di grandi opere in un momento di grave crisi sem­bra sem­pre più moti­varsi per l’investimento, lo sposta­mento di ingenti cap­i­tali ancora prima che per la pre­sunta util­ità delle opere stesse. Di fatto assis­ti­amo a una sub­or­di­nazione del lavoro da parte del mondo della Finanza: tanto più dis­tante è l’investitore dal mondo del lavoro, tanto mag­giore è la pos­si­bil­ità che prob­lemi quali l’impatto ambi­en­tale e la sal­va­guardia della salute per lavo­ra­tori e cit­ta­dini passino in sec­ondo piano o vengano min­i­miz­zati. Questo lede un diritto fon­da­men­tale dei cit­ta­dini e dei lavo­ra­tori medes­imi, quello di vivere e di lavo­rare a ris­chio zero. Definito attra­verso le lotte operaie, e recu­per­ato nei pro­cessi che hanno avuto per soggetti lavo­ra­tori morti per infor­tu­nio e per malat­tie pro­fes­sion­ali, sot­to­lin­eato e teoriz­zato da Med­i­c­ina Demo­c­ra­t­ica a par­tire da Giulio Mac­cac­caro, il “ris­chio zero” è l’idea base della parte­ci­pazione dei lavo­ra­tori e dei cit­ta­dini ai pro­cessi decisionali.

Enrico MORICONI, Pres­i­dente AVDA (Asso­ci­azione Vet­eri­nari per i diritti degli ani­mali)

Non solo gli uomini, anche gli ani­mali sof­frono – Nella prog­et­tazione delle grandi opere spesso – quasi sem­pre – non si con­sid­era quello che può accadere agli ani­mali, o sono gener­i­ca­mente con­siderati far parte dell’ambiente. Riconoscendo l’importanza fon­da­men­tale dell’ambiente, non si deve dimen­ti­care che gli ani­mali però sono esseri viventi che sof­frono e si ammalano come le per­sone e sono diversi dal mondo veg­e­tale. L’intervento pre­senta il risul­tato di un primo doc­u­mento di val­u­tazione dei pos­si­bili danni per gli ani­mali, quelli che vivono in famiglia, quelli all­e­vati per inter­esse e quelli liberi. Si tratta di un lavoro in corso in quanto sono attesi inter­venti di altri pro­fes­sion­isti e val­u­tazioni non solo gen­er­ali ma anche specifiche.

Mod­er­a­tori:

Giuli­etto CHIESA, gior­nal­ista, europar­la­mentare
Rossana BECARELLI, Ospedale S. Gio­vanni Antica Sede, Torino

Fatti gli affari tuoi!

imagesNon sono un’economista quel po’ di econo­mia che conosco l’ho appreso da mia madre che quando doveva com­prarci i libri per stu­di­are (eravamo 4 figlie più una zia minorenne) faceva econo­mia al mer­cato tra i banchi degli ali­men­tari. Non ci è mai man­cato il cibo, ma lei non avrebbe mai per nes­sun motivo com­prato dei cibi che arriva­vano da lon­tano, delle albic­oc­che d’inverno o delle arance d’estate e decideva lei cosa met­tere in tavola, in base alle migliori offerte del mer­cato sia in ter­mini di con­ve­nienza eco­nom­ica sia di qual­ità, col­ori, pro­fumi, gusti e, non ultima “la sostanza”. Se mia madre doveva scegliere tra due ali­menti o oggetti da acquistare infatti, statene certi che sceglieva quello più “sostanzioso”. Poi c’era mia nonna che risparmi­ava a più non posso, sapeva tutto di soldi, di inter­essi pas­sivi e attivi e, con i suoi pic­coli grandi depositi, come il Jonh May­nard Keynes che ho poi apprez­zato nei libri alle superiori…interveniva nella pic­cola econo­mia della mia famiglia facen­doci ora da com­pag­nia assi­cu­ra­trice per gli eventi impre­visti, ora da azionista/finanziatore per pic­coli inves­ti­menti, non prima di averci sner­vato con riu­nioni famil­iari, dove con matita e notes, pren­deva appunti, tirava somme e  sev­era­mente ci evi­den­zi­ava gli even­tu­ali nos­tri sprechi, le pos­si­bili soluzioni di ulte­ri­ore risparmio o ci con­sigli­ava come ren­dere più pro­dut­tive le nos­tre entrate e quali fos­sero i nos­tri diritti nei riguardi del datore di lavoro o quanto fosse il giusto com­penso per i nos­tri lavoretti di stu­dentesse.  In prat­ica le donne della mia famiglia a noi figlie, hanno inseg­nato come scegliere e come  non farci fre­gare, ma mia nonna era anche molto reli­giosa e sebbene di idee politiche opposte al mar­ito (Lei democris­tiana e lui anti­cler­i­cale, social­ista e anche un po’ anar­chico) ci ha trasmesso insieme a lui il rispetto per il prossimo, la sol­i­da­ri­età e la difesa dei deboli.

Oggi che mi sento palese­mente fre­gata… vedo invece intorno a me per­sone che mi dicono a gran voce:

MA FATTI GLI AFFARI TUOI!

Hanno arrestato due donne inno­centi E le han tenute in carcere 13 giorni trat­tan­dole come delle crim­i­nali ma ieri in par­la­mento hanno for­nito l’ennesimo sal­va­con­dotto per il mafioso di turno!

E che cosa ci puoi fare tu? Fatti gli affari tuoi…non ti immischiare…in fondo ave­vano solo da farsi anche loro gli affari pro­pri anziché andare li! Dai retta a me… se la son cercata!

Vogliono fare il TAV?  Che cosa te ne frega? Non sei nem­meno Val­susina. Il mondo non lo cambi… i politici son tutti uguali, é sem­pre stato così e sem­pre sarà così…perché ti vuoi rov­inare la salute? Che vuoi fare? Sal­vare il mondo? Mi fai ridere!

Sono stanca e amareg­giata e a vedere che tutti intorno a me pen­sano o a fare soldi o a sal­varsi il pro­prio fon­doschiena… mi ver­rebbe davvero voglia di dire: Ma andat­evene tutti a farvi fot­tere. Ma cerco la ver­ità e leggo le men­zogne dei gior­nali e il mio sangue ribolle.

Riv­o­luzionaria o rif­lessiva? Tutte e due non si può?

Chissà se fos­sero vivi i miei nonni che fareb­bero? Penso sem­pre a loro quando sono nel pan­tano come ora!

Lui senza dub­bio sarebbe a resistere in Val Clarea…anche a costo di farsi arrestare o di farsi sparare in fac­cia come è suc­cesso a me il 9 settembre.

Lei la met­terebbe subito sui soldi avremmo una con­ver­sazione di questo tipo:

- Ma è nec­es­sario fare questa spesa? - Non lo so nonna… dicono che l’Europa vuole questo TAV… serve per far andare veloci le merci da Pechino a Lisbona…anche se i Por­togh­esi ci han ripen­sato per­ché soldi non ne hanno! I gior­nali dicono che i francesi ci tengono…ma i francesi con cui ho par­lato io non mi pare!

A quel punto lei inforcherebbe gli occhiali e com­in­cerebbe a pren­dere appunti e a scri­vere cifre.Al che io le con­testerei: Ma nonna! Sem­pre con sti numeri…possibile che non ti importa niente dei sogni, degli alberi che taglierebbero…della mon­tagna… del rumore del fiume…delle opinioni…e la matem­at­ica non lo è?

- Zitta! Mi rispon­derebbe lei (quando faceva i conti pre­tendeva silen­zio).Quanto costa?- Non lo so nonna … ma rischia di costarci troppo ho sen­tito par­lare di 17 mil­iardi di euro ovvero 1300 euro al cen­timetro, ma ieri su la Stampa c’era scritto che costerà solo 8,2 mil­iardi di euro ma fig­u­rati se bas­tano (lei com­in­cerebbe a met­tere in colonna sul foglio gli zeri che ci vogliono per fare in cifre ottovir­go­ladue­mil­iar­di­dieuro). Ma il gior­nale dice che è “low cost“per noi Ital­iani per­chè la fac­ciamo pagare quasi tutta ai francesi o all’Europa - Per­chè vogliamo fre­gare i francesi? Non siamo amici? E’ per quello che c’è la polizia sulle mon­tagne? I francesi vogliono la guerra? E quanti siamo in Italia? E in Europa?- Una domanda per volta…La polizia sulle montagne…no spara o man­ganella e arresta quelli che non vogliono la tav.…Si coi francesi siamo amici e siamo 60 mila ital­iani in Italia… 490 mila in Europa…perché? Come Per­chè? Pos­si­bile che non ci arrivi? Per­ché NON CE LO POSSIAMO PERMETTERE ne noi ital­iani ne noi europei! Sono ‎16734 euro  a testa per ogni europeo e 5833 euro per ogni ital­iano, com­presi pen­sion­ati, lat­tanti, stu­denti e dis­oc­cu­pati. Affer­merebbe lei mostran­domi il fogli­etto dei suoi conti. Ma che vuol dire “low cost”? Quando usano l’inglese è per­ché c’è sotto qualcosa…ti vogliono fre­gare! - Ma Cota e Mat­te­oli la vogliono! - Adesso mi sentono, scriverò una let­tera al Pres­i­dente della Repub­blica e al Pres­i­dente dell’Europa per dirgli che sono somari ed incom­pe­tenti per­ché non si sanno fare i conti!

I miei nonni sono morti da qualche anno quindi non dovranno pen­sare a trovare 11666 euro, della loro quota del buco TAV ne a venire in Valle Clarea a rischiare di essere col­piti al volto dai Cec­chini man­dati da Maroni a cer­care il morto, io quasi quasi la smetto di farmi GLI AFFARI TUOI…tanto a te non inter­essa tirare fuori, solo per un buco in una mon­tagna che “non sono affari tuoi”,  5833 Euri!

Alta velocità? Si grazie!

imagesUn euro investito in banda larga ne gen­era 4 in PIL (Fonte Sole 24 ore).

Per non par­lare dei posti di lavoro e della ric­chezza sociale che la veloc­ità delle infor­mazioni potreb­bero creare!

E noi che fac­ciamo invece? Sprechi­amo tutti i soldi nos­tri (anche quelli che non abbi­amo) per una stu­p­ida linea fer­roviaria veloce! Allora non ditemi che volete il pro­gresso…per­ché men­tite sapendo di men­tire, insis­tendo nell’individuare nel TAV la soluzione a tutti i nos­tri mali!

Non ditemi che sono con­tro il pro­gresso, per­ché in realtà siete voi che non volete farmi progredire!

Non ditemi che siete voi a vol­ere la veloc­ità e la cir­co­lazione della ric­chezza e che sono medievale…per­ché i medievali siete voi che imponete la medi­oc­rità e la cor­ruzione e offus­cate le eccel­lenze!