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TAV: Una mattina al Politecnico per saperne di più!
QUALI RISCHI PER L’AMBIENTE, I LAVORATORI DEI CANTIERI, I CITTADINI DELLA VALLE DI SUSA E
TORINO
La realizzazione della linea ferroviaria ad Alta Velocità Torino-Lione in Val di Susa è da tempo contornata da aspre polemiche, che non lasciano emergere gli aspetti più significativi e tecnici dell’opera stessa. Al di là degli slogan e delle posizioni favorevoli o contrarie alla sua realizzazione, l’incontro si pone l’obiettivo di far luce su tematiche relative alla salute pubblica, ai possibili disagi psicosociali e all’infortunistica, che un progetto di queste dimensioni potrebbe comportare.
Sono però temi che vanno contestualizzati, osservati con la cognizione dei dati relativi all’intera opera: per questo è imprescindibile la conoscenza degli obiettivi che l’opera stessa si prefigge, in termini economici e di politica dei trasporti, alla luce di un bilancio tra costi-benefici – economici ed energetici – e del possibile impatto ambientale.
Del resto sono tematiche la cui osservazione può poggiare non soltanto su analisi, dati di studio e proiezioni, ma anche sull’esperienza ormai maturata e consolidata attraverso la realizzazione di altre tratte di linea. Un’esperienza alla quale pure far riferimento, come quella dell’area fiorentina e del Mugello da cui si possono trarre testimonianza e vantaggio, per calare la singola questione della Alta Velocità in Val di Susa nel più ampio ambito della rete ad Alta Velocità a livello nazionale.
Le tematiche trattate nell’incontro verteranno prevalentemente su aspetti scientifici della salute pubblica e di impatto ambientale: si è scelta la sede del Politecnico di Torino per permettere a chiunque di parteciparvi.
PROGRAMMA
Mario CAVARGNA – Pronatura, Torino
Analisi delle caratteristiche del progetto TAV in Val di Susa – Una grande opera o è fortemenete utile o è fortemente dannosa. L’utilità diventa quindi il primo parametro da affrontare e in questo senso le richieste di analisi esaurienti e leali, sia in termini di impatto fisico che di salute, da parte dei cittadini interessati sono legittime. Per quanto attiene la ferrovia ad alta velocità manca il traffico: il traffico merci nei trafori autostradali italo-francesi è sceso del 31% nel decennio 2000–2009. Il livello attuale è tornato a essere quello di 18 anni addietro con tendenza negativa, poiché gli scambi reciproci sono stati sostituiti da importazioni d’oltremare. L’insieme dei problemi legati al trasporto, alla sicurezza e alle modalità d’esercizio conducono l’iniziale progetto ad alta velocità ad una paradossale penalizzazione della capacità di traffico a fronte di una spesa equiparabile a quella sostenibile per tre ponti sullo stretto di Messina.
Angelo TARTAGLIA – Politecnico di Torino
Quali dovrebbero essere i vantaggi del nuovo collegamento tra Torino e Lione? – Analizzando sinteticamente i costi dell’opera e l’andamento attuale e futuro probabile dei lussi di passeggeri e merci si dimostra che il nuovo collegamento non avrebbe alcuna possibilità di raggiungere il pareggio economico nemmeno sul lungo periodo, sommando così gli svantaggi economici a quelli ambientali.
Pietro SALIZZONI — Università di Lione
Impatto acustico delle linee AV/AC – Descrizione dei fenomeni di generazione di rumore ferroviario della sua propagazione in prossimità di una linea AV/AC, con particolare attenzione al caso delle valli alpine. Analisi di un caso studio: l’impatto della linea Torino-Lione nella bassa Val di Susa.
Massimo ZUCCHETTI — Politecnico di Torino
Impatto ambientale e sulla salute del TAV: uranio, amianto, altri materiali pericolosi – La presenza di uranio, amianto e altri materiali pericolosi in Val di Susa viene esaminata sulla base della letteratura storica e recente, illustrando i risultati degli studi dell’autore, consulente della Comunità Montana Valsusa da quasi un decennio. verranno illustrati due case studies sugli effetti: radon e lavoratori, polveri di smarino e popolazione.
Luca MERCALLI – Società Meteorologica Italiana
La cura del ferro per inquinare meno? Dipende, c’è ferro e ferro… – Il principale postulato su cui si basa la scelta di trasferire merci e passeggeri dalla strada alla rotaia è la riduzione di emissioni climalteranti e inquinanti associata al risparmio energetico ottenibile dal mezzo ferroviario rispetto a quello su gomma azionato da motore termico. Ciò non è tuttavia sempre vero, e dipende fortemente dall’investimento di “energia grigia” utilizzata per la costruzione di una nuova infrastruttura, comprensiva di quella inglobata nei materiali e di quella necessaria alla gestione e manutenzione. Nel caso di un progetto pervaso da gigantismo infrastrutturale come la linea Torino-Lione, si rischia che la cura sia peggiore del male, e si richiede comunque un’accurata analisi del ciclo di vita dell’opera prima di avviare qualsivoglia realizzazione. Inoltre la rapida evoluzione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, nonché del trasporto su gomma alimentato elettricamente, consigliano ulteriore prudenza rispetto agli scenari che giustificano un’opera assolutamente rigida e non modulabile.
Girolamo DELL’OLIO – presidente Associazione di volontariato “Idra”, Firenze
Impatti, prevenzione, controlli e sicurezza nella TAV appenninica e nel Nodo di Firenze – La documentazione raccolta in 17 anni di monitoraggio rivela il tipo di approccio col quale sono stati affrontati in Toscana i temi della prevenzione nei cantieri, della salute pubblica e della sicurezza dei lavoratori e dei passeggeri della linea TAV. Di particolare interesse la persistente sottovalutazione del diritto alla salute e alla qualità della vita anche nella dimensione urbana della cantierizzazione per la stazione e i tunnel per il Nodo AV di Firenze.
Luigi CARPENTIERO – Medico del Lavoro, ASL 10 Firenze
Problematiche infortunistiche, di salute e disagio psicosociale nei lavoratori della TAV e delle grandi opere infrastrutturali dell’area fiorentina – Le ricerche effettuate dalla ASL 10 di Firenze, con il supporto universitario e della cooperazione sociale, nell’ultimo decennio di lavori nelle grandi opere infrastrutturali dell’area fiorentina, tra cui la TAV, hanno evidenziato un impatto importante dell’organizzazione del lavoro sia nell’amplificazione dei rischi classici propri di tali opere (polveri, fumi, rumore ecc.) sia sull’usura psicofisica e sul disagio psicosociale dei lavoratori. Fatica fisica, turni di lavoro a ciclo continuo, isolamento nei campi base dormitorio e lontananza dalla famiglia sono stati gli aspetti più indagati. Si è rilevata anche una connessione tra gli infortuni più gravi e la tipologia di turno adottato. Un’aggravante per alcuni cantieri è costituito dal fenomeno del “mobbing” determinato dal “caporalato” che vige nel reclutamento dei lavoratori, provenienti quasi tutti da determinate aree geografiche del paese.
Marco TOMALINO – Coordinamento operatori sanitari Val di Susa
TAV e salute pubblica. I rischi emergenti dall’analisi dei progetti – L’esame dei progetti preliminari della nuova linea Torino-Lione rivela numerosi aspetti critici per la salute pubblica, legati alla presenza di materiali pericolosi, amianto e uranio, e alle attività di cantiere, con possibile coinvolgimento di strutture assistenziali e sanitarie. Vengono esaminati in dettaglio gli aspetti carenti e contraddittori dei progetti. Viene presentata l’iniziativa di informazione degli operatori sanitari della Valle.
Fulvio AURORA – Medicina Democratica, Milano
Il rischio zero. Un diritto per la popolazione della Val di Susa – La realizzazione di grandi opere in un momento di grave crisi sembra sempre più motivarsi per l’investimento, lo spostamento di ingenti capitali ancora prima che per la presunta utilità delle opere stesse. Di fatto assistiamo a una subordinazione del lavoro da parte del mondo della Finanza: tanto più distante è l’investitore dal mondo del lavoro, tanto maggiore è la possibilità che problemi quali l’impatto ambientale e la salvaguardia della salute per lavoratori e cittadini passino in secondo piano o vengano minimizzati. Questo lede un diritto fondamentale dei cittadini e dei lavoratori medesimi, quello di vivere e di lavorare a rischio zero. Definito attraverso le lotte operaie, e recuperato nei processi che hanno avuto per soggetti lavoratori morti per infortunio e per malattie professionali, sottolineato e teorizzato da Medicina Democratica a partire da Giulio Maccaccaro, il “rischio zero” è l’idea base della partecipazione dei lavoratori e dei cittadini ai processi decisionali.
Enrico MORICONI, Presidente AVDA (Associazione Veterinari per i diritti degli animali)
Non solo gli uomini, anche gli animali soffrono – Nella progettazione delle grandi opere spesso – quasi sempre – non si considera quello che può accadere agli animali, o sono genericamente considerati far parte dell’ambiente. Riconoscendo l’importanza fondamentale dell’ambiente, non si deve dimenticare che gli animali però sono esseri viventi che soffrono e si ammalano come le persone e sono diversi dal mondo vegetale. L’intervento presenta il risultato di un primo documento di valutazione dei possibili danni per gli animali, quelli che vivono in famiglia, quelli allevati per interesse e quelli liberi. Si tratta di un lavoro in corso in quanto sono attesi interventi di altri professionisti e valutazioni non solo generali ma anche specifiche.
Moderatori:
Giulietto CHIESA, giornalista, europarlamentare
Rossana BECARELLI, Ospedale S. Giovanni Antica Sede, Torino
Fatti gli affari tuoi!
Non sono un’economista quel po’ di economia che conosco l’ho appreso da mia madre che quando doveva comprarci i libri per studiare (eravamo 4 figlie più una zia minorenne) faceva economia al mercato tra i banchi degli alimentari. Non ci è mai mancato il cibo, ma lei non avrebbe mai per nessun motivo comprato dei cibi che arrivavano da lontano, delle albicocche d’inverno o delle arance d’estate e decideva lei cosa mettere in tavola, in base alle migliori offerte del mercato sia in termini di convenienza economica sia di qualità, colori, profumi, gusti e, non ultima “la sostanza”. Se mia madre doveva scegliere tra due alimenti o oggetti da acquistare infatti, statene certi che sceglieva quello più “sostanzioso”. Poi c’era mia nonna che risparmiava a più non posso, sapeva tutto di soldi, di interessi passivi e attivi e, con i suoi piccoli grandi depositi, come il Jonh Maynard Keynes che ho poi apprezzato nei libri alle superiori…interveniva nella piccola economia della mia famiglia facendoci ora da compagnia assicuratrice per gli eventi imprevisti, ora da azionista/finanziatore per piccoli investimenti, non prima di averci snervato con riunioni familiari, dove con matita e notes, prendeva appunti, tirava somme e severamente ci evidenziava gli eventuali nostri sprechi, le possibili soluzioni di ulteriore risparmio o ci consigliava come rendere più produttive le nostre entrate e quali fossero i nostri diritti nei riguardi del datore di lavoro o quanto fosse il giusto compenso per i nostri lavoretti di studentesse. In pratica le donne della mia famiglia a noi figlie, hanno insegnato come scegliere e come non farci fregare, ma mia nonna era anche molto religiosa e sebbene di idee politiche opposte al marito (Lei democristiana e lui anticlericale, socialista e anche un po’ anarchico) ci ha trasmesso insieme a lui il rispetto per il prossimo, la solidarietà e la difesa dei deboli.
Oggi che mi sento palesemente fregata… vedo invece intorno a me persone che mi dicono a gran voce:
MA FATTI GLI AFFARI TUOI!
Hanno arrestato due donne innocenti E le han tenute in carcere 13 giorni trattandole come delle criminali ma ieri in parlamento hanno fornito l’ennesimo salvacondotto per il mafioso di turno!
E che cosa ci puoi fare tu? Fatti gli affari tuoi…non ti immischiare…in fondo avevano solo da farsi anche loro gli affari propri anziché andare li! Dai retta a me… se la son cercata!
Vogliono fare il TAV? Che cosa te ne frega? Non sei nemmeno Valsusina. Il mondo non lo cambi… i politici son tutti uguali, é sempre stato così e sempre sarà così…perché ti vuoi rovinare la salute? Che vuoi fare? Salvare il mondo? Mi fai ridere!
Sono stanca e amareggiata e a vedere che tutti intorno a me pensano o a fare soldi o a salvarsi il proprio fondoschiena… mi verrebbe davvero voglia di dire: Ma andatevene tutti a farvi fottere. Ma cerco la verità e leggo le menzogne dei giornali e il mio sangue ribolle.
Rivoluzionaria o riflessiva? Tutte e due non si può?
Chissà se fossero vivi i miei nonni che farebbero? Penso sempre a loro quando sono nel pantano come ora!
Lui senza dubbio sarebbe a resistere in Val Clarea…anche a costo di farsi arrestare o di farsi sparare in faccia come è successo a me il 9 settembre.
Lei la metterebbe subito sui soldi avremmo una conversazione di questo tipo:
- Ma è necessario fare questa spesa? - Non lo so nonna… dicono che l’Europa vuole questo TAV… serve per far andare veloci le merci da Pechino a Lisbona…anche se i Portoghesi ci han ripensato perché soldi non ne hanno! I giornali dicono che i francesi ci tengono…ma i francesi con cui ho parlato io non mi pare!
A quel punto lei inforcherebbe gli occhiali e comincerebbe a prendere appunti e a scrivere cifre.Al che io le contesterei: Ma nonna! Sempre con sti numeri…possibile che non ti importa niente dei sogni, degli alberi che taglierebbero…della montagna… del rumore del fiume…delle opinioni…e la matematica non lo è?
- Zitta! Mi risponderebbe lei (quando faceva i conti pretendeva silenzio).Quanto costa?- Non lo so nonna … ma rischia di costarci troppo ho sentito parlare di 17 miliardi di euro ovvero 1300 euro al centimetro, ma ieri su la Stampa c’era scritto che costerà solo 8,2 miliardi di euro ma figurati se bastano (lei comincerebbe a mettere in colonna sul foglio gli zeri che ci vogliono per fare in cifre ottovirgoladuemiliardidieuro). Ma il giornale dice che è “low cost“per noi Italiani perchè la facciamo pagare quasi tutta ai francesi o all’Europa - Perchè vogliamo fregare i francesi? Non siamo amici? E’ per quello che c’è la polizia sulle montagne? I francesi vogliono la guerra? E quanti siamo in Italia? E in Europa?- Una domanda per volta…La polizia sulle montagne…no spara o manganella e arresta quelli che non vogliono la tav.…Si coi francesi siamo amici e siamo 60 mila italiani in Italia… 490 mila in Europa…perché? Come Perchè? Possibile che non ci arrivi? Perché NON CE LO POSSIAMO PERMETTERE ne noi italiani ne noi europei! Sono 16734 euro a testa per ogni europeo e 5833 euro per ogni italiano, compresi pensionati, lattanti, studenti e disoccupati. Affermerebbe lei mostrandomi il foglietto dei suoi conti. Ma che vuol dire “low cost”? Quando usano l’inglese è perché c’è sotto qualcosa…ti vogliono fregare! - Ma Cota e Matteoli la vogliono! - Adesso mi sentono, scriverò una lettera al Presidente della Repubblica e al Presidente dell’Europa per dirgli che sono somari ed incompetenti perché non si sanno fare i conti!
I miei nonni sono morti da qualche anno quindi non dovranno pensare a trovare 11666 euro, della loro quota del buco TAV ne a venire in Valle Clarea a rischiare di essere colpiti al volto dai Cecchini mandati da Maroni a cercare il morto, io quasi quasi la smetto di farmi GLI AFFARI TUOI…tanto a te non interessa tirare fuori, solo per un buco in una montagna che “non sono affari tuoi”, 5833 Euri!
Alta velocità? Si grazie!
Un euro investito in banda larga ne genera 4 in PIL (Fonte Sole 24 ore).
Per non parlare dei posti di lavoro e della ricchezza sociale che la velocità delle informazioni potrebbero creare!
E noi che facciamo invece? Sprechiamo tutti i soldi nostri (anche quelli che non abbiamo) per una stupida linea ferroviaria veloce! Allora non ditemi che volete il progresso…perché mentite sapendo di mentire, insistendo nell’individuare nel TAV la soluzione a tutti i nostri mali!
Non ditemi che sono contro il progresso, perché in realtà siete voi che non volete farmi progredire!
Non ditemi che siete voi a volere la velocità e la circolazione della ricchezza e che sono medievale…perché i medievali siete voi che imponete la mediocrità e la corruzione e offuscate le eccellenze!
Il cavaliere senza macchia e il drago dei rifiuti napoletani!
Raphael Rossi a 28 anni era amministratore delegato dell’Amiat, l’azienda per lo smaltimento dei rifiuti di , quando s’imbatté nella solita storia di tangenti. In pratica, gli offrirono tanti soldi per “girarsi dall’altra parte” e firmare senza porsi troppe domande una delibera che prevedeva la spesa di 4 milioni di euro per l’acquisto urgente di un macchinario che forse non serviva. Lui ha denunciato il tutto alla magistratura e fatto saltare “il malaffare” che oltre ad esser losco era anche inutile e poco conveniente alla città, ma ci ha rimesso il posto di lavoro al suo posto han messo un’ex infermiera!
Ora lui è stato scelto da De Magistris per dirigere L’Asia ovvero l’azienda per lo smaltimento dei rifiuti di Napoli. Della serie…alla fine l’onestà paga! Sono contenta e non solo perché un giovane italiano di cui vado orgogliosa ha trovato lavoro, ma perché con la sua assunzione, il neo sindaco di Napoli, credo abbia voluto dare un bell’esempio di virata brusca verso la legalità!
Non che gli onesti sono tali perché sperano di essere premiati…ma in mezzo allo schifo che l società ci propina, a volte ci piacciono le storie pulite!
Credo che il “cavaliere senza macchia” Raphael Rossi, ce la farà a sconfiggere il drago dei rifiuti napoletani e noi torinesi siamo orgogliosi di lui!
Certo ce lo potevamo tenere e, piuttosto, mandare a Napoli Borghezio, ma gli amici napoletani di “sfaccimma” ne hanno già troppa e quella prodotta in “padania” ci tocca differenziarla e smaltirla diversamente!
A tutela del consumatore!
Da tempo, malgrado abbia segnalato come spam l’indirizzo da cui mi provengono, ricevo da una famosa associazione che dovrebbe tutelare i “consumatori”, mail, che mi intasano la casella di posta, con questo testo o simili:
Gentile Lettore,
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Questa è la mia risposta:
Cara sedicente associazione dei consumatori…ma ti pare il modo di tutelarmi?
Per tutelare i consumatori dovresti secondo me educarli ad un consumo più responsabile, evitando sprechi e dando l’esempio, astenendoti dalla pubblicazione di riviste e mail (pare che anche le mails consumino notevoli quantità di Co2) infarcite di “apologia del consumo”.
Consumare cara associazione non rende felici e nemmeno riempirsi la casa di assurdi quanto inutili oggetti prodotti in Cina, dove alla base della produzione a basso costo spesso c’è l’ingiustizia del barbaro sfruttamento di esseri umani!
Pertanto cara associazione, visto che io peraltro preferisco essere un cittadino responsabile e non un ossesso consumatore, ti invito ad astenerti alle attività di cui sopra, di fare un esame di coscienza e d’interrogarti se la tua attività è utile a qualcuno o solo ai vertici della tua associazione, che devono veramente essere in crisi, secondo me, se cercano consenso avendo questa scarsa considerazione della gente a cui si rivolgono, rinnegando finanche l’oggetto sociale dell’associazione e lo spirito stesso della loro funzione!
Cordiali saluti e a mai più rivederti!
(perlomeno finché non cerchi di comportarti in maniera educata e rispettosa verso l’ambiente e le persone!)
Ketty Increta
Agli alpini da queste parti gli volevamo tutti bene!
A Torino tutti ricordano la gioia che han portato per strada all’inizio di maggio durante i festeggiamenti per l’84esima adunata e non c’è torinese che non sia stato contagiato dalla loro allegria, pur ricordando tutti le gesta gloriose della Brigata Alpina Taurinense in particolare. Durante la seconda guerra mondiale infatti questa sezione degli alpini, ha subito molte perdite, tant’è che alla fine della guerra i suoi superstiti si erano uniti ai partigiani della divisione “Garibaldi“con lo scopo unico di difendere ad oltranza il territorio e la popolazione italiana. Insomma noi e gli alpini stavamo dalla stessa parte!
Ma ora il poco onorevole governo di questo paese, ha deciso arbitrariamente, che 150 alpini della prestigiosa Brigata, verranno messi a difesa di una recinzione metallica dove (per truffare soldi all’Unione Europea) si proteggerebbe da ipotetici black bloc, un finto cantiere per la costruzione lentissima di una galleria dove dovrebbe passare un treno velocissimo che non serve alla popolazione. Insomma vorrebbero pure farci odiare gli alpini!
Ma visto che siamo in crisi e soldi ce ne sono pochi. è interessante sapere quanto ci costa questo scherzetto!
Dal sito del Movimento NO TAV:
“mentre lo scavo della galleria geognostica e di servizio e costerà non meno di 143 milioni di Euro per 56 mesi di lavoro, il dispositivo militare adottato per contrastare l’opposizione popolare costerà nel medesimo periodo 186 milioni all’anno, quindi in totale 868 milioni di €. (6 volte il valore dell’opera). Si fa notare inoltre che l’importo della militarizzazione costerà oltre due volte il valore del finanziamento a fondo perduto [1]che l’Unione Europea ha promesso all’Italia. Esso ammonta infatti a 417,4 milioni di Euro, ossia il 63% dei 662,6milioni di € previsti per questo Progetto Prioritario n. 6, il resto va alla Francia.
Le analisi sono state fatte considerando i costi industriali e la struttura delle truppe (ufficiali, sottufficiali, truppa) ed i relativi costi diretti e indiretti (stipendio, ore di straordinario, indennità di missione, tredicesime, tfr, vitto e alloggio).
Non sono stati considerati i costi diretti e indiretti dei veicoli e degli elicotteri, il costo dei lacrimogeni e le spese generali degli ufficiali di comando che non sono dislocati sul campo.
A La Maddalena, secondo le dichiarazioni fornite dai media, sono stati schierati 1.920 uomini su 4 turni. Il costo di ciascun uomo è stato calcolato pari a € 265,06 al giorno in media. Il costo annuo di questo dispositivo è quindi di € 185.754.048.
Insomma un bagno di sangue e speriamo che in valle non se ne versi davvero di sangue ne dei nostri amati alpini ne dei Valsusini o dei sedicenti black bloc!
Come mi disse il 3 luglio una vecchietta valsusina incontrata sui sentieri della Ramat di Chiomonte: andate è necessario…ma ricordatevi che siamo in guerra…non fatevi male!
Apocalypse TAV!
Ieri domenica 3 luglio 2011 decido di partecipare alla manifestazione No TAV di Chiomonte, alle 7,30 prendo il treno a Collegno e riesco a salirci a malapena per quanto è carico di “pendolari della manifestazione”.
L’atmosfera e l’abbigliamento di alcuni mi ricordano le gite fatte con i boy scout della parrocchia da bambina.
Arrivata a Chiomonte il clima da gita scolastica viene solo funestato dall’accoglienza di una folta schiera di poliziotti che indossano la tenuta antisommossa, con tanto di scudo casco manganelli. Li saluto…in fondo sono li per lavorare… per garantire la nostra sicurezza! Non mi rispondono.
Incontro facce conosciute esponenti di partito e tanta gente…famiglie coi bambini, coi passeggini, con il cane.
Alcuni ragazzi rubano un estintore dalla stazione ferroviaria e lo nascondono dentro una bandiera. Un’anziana signora li prende per le orecchie glielo toglie e lo riporta indietro al suo posto.
Una folla immensa di manifestanti/gitanti in modo abbastanza festoso si dirige verso il paese di Chiomonte ma al bar hanno finito i panini e le brioches e per bere un caffè devo aspettare che sciacquino le tazze. Vado in panetteria e compro del pane sono le 8,40 ed è quasi terminato…alla fontana altri come me riempiono le borracce d’acqua. Sotto il sole Iniziamo al marcia dei NO TAV per incontrarci con un altro corteo partito da Exilles…quando arriviamo al ponte, luogo dell’incontro, il corteo è lungo oltre 5 km. Saremo almeno 70 mila ma qualcuno legge dallo smart phone che secondo i giornalisti,invece, saremmo solo non più di 7 mila!
Arrivati al bivio da una parte si scende verso il luogo dove ci sarà “la festa autorizzata” se si devia a sinistra lo si fa a proprio rischio e pericolo perché di li salendo sulla montagna e sui sentieri si arriva al punto dove inizia l’area espropriata ai valsusini per realizzare questa merda di Tav (gli organizzatori avvisano di questo tramite un megafono).
In quel momento sono insieme a un gruppo di giovani che conosco che ho incontrato li, sono persone normali, studenti, una è una fotografa molto brava…ma ha lasciato l’attrezzatura a casa perché temeva potesse rovinarla o perderla nel trambusto. Ci guardiamo con lo sguardo interrogativo…che facciamo? Da che parte andiamo?
Non sono autorizzata ad andare su per i boschi in montagna? Ma dove siamo arrivati? E’ uno stato militare questo?
Nessuno mi può dire dove devo andare…vado dove non si può ovviamente! Non fosse altro, visto che sono arrivata fin qui, per vedere direttamente coi miei occhi quel che succede .
Mi arrampico anche io sulla Ramat e, una volta giunta alla chiesetta, mi fermo al sole a mangiare il pane e prosciutto acquistato nella panetteria di Chiomonte altri bivaccano mantenendo l’atmosfera da gitanti domenicali.
Qualche metro dopo nei pressi della fonte vedo che alcuni si preparano per dirigersi a “riprendere la Maddalena”. Osservo i loro gesti incuriosita. Una ragazza versa in alcune bottiglie d’acqua del bicarbonato. Alcuni tirano fuori dei limoni dallo zaino e li distribuiscono agli altri. (scoprirò dopo che questi sono degli antidoti ai veleni che verranno sparati sulla gente dalla polizia!) Fa molto caldo ma vedo che si coprono, chi aveva calzoni corti si cambia per indossare quelli lunghi, dagli zaini spuntano oggetti di protezione antinfortunistica molto caserecci e variopinti, oltre ai caschi da cantiere, persino maschere da sub o occchiali da bricolage.
Alcune ragazze immergono il capo nell’antico lavatoio in pietra e si bagnano li capelli con l’acqua gelida della montagna oltre ad intingere sciarpe e pezzi di stoffa nell’acqua!
Inizio a pensare che è inutile scendere…manifesto questa mia perplessità ad una vecchia contadina del posto che incontro li alla Ramat, ma lei mi risponde: Se non andate voi giovani che avete le gambe buone a riprenderci La Maddalena! Ma aggiunge una raccomandazione tanto materna quanto contraddittoria: siamo in guerra…ma non fatevi male!
Sono sempre più arrabbiata, mi sento impotente, non so cosa posso fare per ridare la “Maddalena” a questa gente, 3 anni fa era stato più facile a Venaus, quando in 1600 con 15 euri a testa ci siamo comprati un terreno indiviso per non farci passare quel cavolo di treno veloce!
Decido comunque di proseguire…(penso…questa battaglia è giusta cazzo!), ma prima immergo anch’io la testa nell’acqua gelida, riempio la borraccia di acqua fresca…istintivamente prendo una maglietta che ho nello zaino e la inzuppo d’acqua, appendendola grondante ad una tasca laterale.
Arrivo ad un punto dove c’è un ottima visuale… altre persone “normali” manifestano la mia stessa frustrazione per sentirsi ed essere impotenti di fronte a tutto questo! Vediamo questi ragazzi che cercano di entrare nel presidio (polizia e militari che difendono non la gente ma le cose! Nella fattispecie un buco nella montagna). In molti fanno un tifo da stadio ovviamente non per i poliziotti. Un tizio dice: Che cazzo facciamo qui…dovremmo andare sotto ad aiutarli questi ragazzi e invece siamo qui a fare “i guardoni” come nei reality! La mia frustrazione aumenta…alleviata solo dall’aver trovato un motivo per aiutare la causa: Racconterò quel che sto vedendo, questo è il mio modo di combattere, ma non ho protezioni…non scenderò sotto a farmi massacrare e questo mi fa sentire comunque una vile.
La polizia ne prende uno…nooo…cazzo! Ma che fanno? Sono dei criminali! Questo è a terra inerme e almeno in 5 poliziotti, continuano a manganellarlo e a prenderlo violentemente a calci! Si odono spari l’aria è irrespirabile.…sarà l’orto-clorobenziliden-malononitrile contenuto nelle bombe che stan lanciando? Mi brucia la gola anche se son distante…vedo le vigne e gli orti sotto i miei occhi…ma tutti questi veleni rovineranno la frutta e la verdura o la modificheranno solo, in attesa di mangiarla?
Ho visto abbastanza decido di tornare indietro…ridiscendo.
Dopo una mezz’ora, arrivo fino al presidio di Chiomonte e insieme a qualche migliaio di persone…cani, bimbi e passeggini compresi… cerco di guadagnare il ponte per attraversare il fiume e dirigermi verso la stazione ferroviaria…ma devo cambiare direzione sono state buttate giù le recinzioni a protezione del cantiere e la polizia attacca i manifestanti anche fuori dalla zona militarizzata. Cavoli ma per andare fino all’altro ponte..quello verso Exilles mi devo sparare altri 3 km di marcia e per lo più in salita sotto il sole!
Ad un certo punto sento un urlo…una ragazza che cammina pacificamente come me…viene colpita alla testa..sanguina.
A colpirla è stato il contenitore del gas orto-clorobenziliden-malononitrile lanciato dalla polizia che abbiamo alle spalle…dal suolo si sprigiona una nube tossica…non vedo più nulla mi brucia la gola istintivamente mi butto fuori strada, e così evito di essere travolta dalla folla in panico, estraggo dalla tasca del mio zaino la maglietta bagnata me la metto intorno alla testa, mi copro la faccia, mi bruciano però i polpacci…l’unica parte della mia pelle scoperta tra gli scarponi e i jeans che in quel punto son larghi e non mi proteggono dal veleno urticante…riesco a tornare indietro…mi dirigo alla stazione ferroviaria di Chiomonte, dove incontro altra gente comune ferita, come se arrivasse da un campo di battaglia! Un tale, sulla quarantina, chiama il suo avvocato con il cellulare e gli spiega che la polizia lo ha “schedato” (insieme a centinaia di manifestanti) e chiede se ci saranno conseguenze per la sua iscrizione al suo albo professionale.…“Ho sempre lavorato e non ho mai commesso reati…sono commercialista” si giustifica con gli agli altri passeggeri in coda alla macchinetta dei biglietti che lo guardano attoniti.
Alcuni chiamano la mamma per rassicurarla che torneranno a casa sani e salvi malgrado i disordini.
E sarebbero questi i black bloc di cui parlano i telegiornali?
Ritrovo Renata persa nella salita verso Ramat, mancano 2 ragazzi del suo gruppo all’appello (i due più “filo interventisti”) ma per fortuna arriva un sms, sono salvi ma stranamente si trovano a Susa. Che ci faranno a Susa? Li avranno mica portati in caserma poveri ragazzi ?
Salgo sul treno un gruppo di studenti romani fa il rewind della giornata e legge i giornali sui tablet commentando le menzogne dei giornalisti con battute ironiche ed espressioni romanesche che mi fanno piegare in due dal ridere, la loro proprietà di linguaggio e la preparazione sugli argomenti politici mi rincuora, mi colpisce favorevolmente. E mentre mi viene di fantasticare sul fatto che qualcuno di loro potrebbe essere un domani un leader di partito o un personaggio politico importante e la cosa mi riempie d’orgoglio e di speranza, … il mio futuro leader preferito declina l’invito degli altri a passare la serata a Torino ad ubricarsi, ricordando agli amici la necessità di dover riprendere subito il treno per Roma, viaggiando tutta la nottata. Il mio giovane eroe non può mancare, all’alba deve essere all’università per sostenere un esame!
Io questo black bloc qui lo voglio come Presidente del Consiglio! Penso tra me e me vedendo finalmente il futuro con ottimismo…malgrado tutto!
Il nuovo Rinascimento
Ieri è stato un grande giorno…ma tutto incominciò il 13 febbraio.
Con un tam tam via web le piazze d’Italia si riempirono di donne principalmente, ma anche di uomini per protestare contro la perdita di dignità della donna:

SE NON ORA QUANDO? il titolo della manifestazione che ha invaso le piazze di tutta la nostra penisola!
Finita la manifestazione lo scambio sul web è continuato al punto da sovvertire i risultati elettorali delle elezioni amministrative.
Una donna, Rosalba Colombo, non esattamente una velina, ha vinto le elezioni e ora è il Sindaco di Arcore, a Milano una donna espressione del regime berlusconiano è stata espugnata da Sindaco di Milano, (luoghi del potere del premier) da un candidato, niente poco di meno, di Sinistra Ecologia e Libertà: Giuliano Pisapia!
Da 16 anni non si raggiungeva il quorum di 50% più 1 votanti per il referendum e non solo si è raggiunto e pure di molto, ma la gente ha votato al 95 per cento circa per l’acqua pubblica, contro il nucleare e a favore di una giustizia più giusta!
Io sento una nuova energia nell’aria e credo che stia nascendo un nuovo periodo storico, un nuovo Rinascimento ad opera delle donne e dei giovani e mi piace pensare di farne parte!
Referendum del 12 e 13 giugno 2011
Auto aiuto per diffondere la conoscenza dei quesiti referendari.
Della serie: dove non arriva l’informazione pubblica arriviamo noi utenti della rete!
Ketty Spiega i referendum del 12 e 13 giugno
In rete ci sono parecchi video che tratano l’argomento, quelli che mi son piaciuti di più son questi:
