Che fretta c’era?

41498_100000683651137_111_nNell’Italia delle spec­u­lazioni e delle malver­sazioni, la polizia si reca a casa di per­sone come questa per arrestarle.

Che neces­sità c’era di arrestare il Con­sigliere Comu­nale Guido Fis­sore, da tempo con prob­lemi di salute, but­tan­dolo giù dal letto all’alba?

Guido al con­trario di molti “cap­i­tani” o “pres­i­denti” non si è mai sot­tratto alle pro­prie respon­s­abil­ità a com­in­ciare dalla difesa della pro­pria terra, l’aveste chiam­ato in ques­tura ci sarebbe venuto con le pro­prie gambe.

Per­ché in un’Italia dove verso chi costan­te­mente uti­lizza la cosa pub­blica per i pro­pri inter­essi e spec­u­lazioni e/o com­mette gravi errori che costano la vita a molte per­sone e danni irre­versibili all’ambiente si è molto indul­genti verso i gravi cri­m­ini ma ci si accan­isce con­tro per­sone come Guido e per lo più con metodi non uti­liz­zati nem­meno per i mafiosi o terroristi?

Che fretta c’era?

Lo sanno anche i bam­bini che il cantiere Tav non esiste e non siete in grado di real­iz­zarlo, ma sem­plice­mente state cer­cando di truf­fare l’ UNIONE EUROPEA!

Tanto i soldi per fare il Tav, non sapete dove andarli a pren­dere e anche quando toglierete ai nos­tri figli e a noi di bocca l’ultimo tozzo di pane per trovarli, ci met­ter­este comunque oltre 20 anni a dis­trug­gere le nos­tre mon­tagne, le nos­tre Alpi, per tute­lare gli sporchi inter­essi dei mafiosi che proteggete!

Arrestate voi stessi dalla vos­tra sceller­atezza! Siete ancora in tempo!

GUIDO FISSORE E GLI ALTRI LIBERI!

Ritornando a Roma…piove governo ladro!

19 e 20 otto­bre 2011

A pochi giorni dal 15 otto­bre, riec­comi a Roma per altri motivi, parte­cipo a una peri­od­ica riu­nione del con­siglio nazionale  del sin­da­cato della mia cat­e­go­ria  in un pres­ti­gioso hotel di Roma Prati.

La cosa buffa è che qual­cuno mi chi­amerebbe fascista per questo, come se gli agenti immo­bil­iari non fos­sero dei lavo­ra­tori anche loro!

Altri con dis­prezzo mi danno della “comu­nista” per­ché fre­quento anche le manifestazioni.

Chissà per­chè vogliono dividere il mondo in settori…in pic­cole par­ti­celle da cui non si può uscire? I con­fini mi stanno stretti, io preferisco spaziare vedere il mondo da tante angolazioni!

Prendo un taxi per andare alla riu­nione e passo in Via Cavour…la via dell’infermo dell’altro giorno, mi scappa un com­mento ad alta voce: ma qui è già tutto a posto! Allora non era vero!

Il taxista incred­ulo che una sig­nora come me possa parte­ci­pare alla man­i­fes­tazione mi chiede: ma per­chè c’era anche lei coi balck bloc?

Si c’ero anch’io…ma non con i black bloc…ero con i NO TAV, rispondo.

E lui:
Gajardi i NOTAV…ma mi tolga una curiosità…perché non siete andati a dar­gli fuoco a quel fijo de ‘na mignotta (ndr Berlusconi)?

Questo non ha capito niente! Penso ma nello stesso tempo mi viene una illu­mi­nazione: Ci hanno fatti andare tutti in Via Cavour e ai Fori imperiali…per pro­teggere i Palazzi del potere…ci hanno usati come delle marionette…spaccando loro le vetrine e tutto il resto. Tanto in fondo non è suc­cesso niente…le vetrine son riparate…le auto bru­ci­ate tolte…le assi­cu­razioni pagher­anno e loro (i politici) con­tin­uer­anno a farsi i loro porci comodi.  Era tutto pre­med­i­tato e orga­niz­zato ci hanno manipo­lati per sof­fo­care la nos­tra giusta protesta!

Torno in albergo, dormo mi sveg­lio, è il 20 otto­bre e Roma è allagata…non fun­zio­nano ne la met­ro­pol­i­tana ne gli auto­bus e l’unico taxi che trovo mi chiede 300 euro per fare 4 km…tanto ora­mai sono in ritardo alla riunione…ma non sono l’unica…allora tele­fono e chiedo che venga spostata la votazione e mi incam­mino a piedi sotto la piog­gia…tra i tur­isti stranieri che bor­bot­tano nelle loro lingue per evi­den­ziare la nos­tra scarsa orga­niz­zazione in caso di piog­gia. Questa si che è vera dev­as­tazione, penso. La natura s’inghiotte la terra e tutti i soprusi ricevuti!

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La ragazza col megafono.

381334_2496052448918_1481063184_2858091_508243368_nAuto inter­vista a  un’indignata paci­fista sulla man­i­fes­tazione di Roma il 15 ottobre

Per­ché hai partecipato?

Ritenevo giusto farlo…le ingius­tizie sono troppo evi­denti e penso sia bene denun­ciare quel che non va.

Com’è andata?

C’era il sole un sacco di gente, ma poteva andare meglio! la vio­lenza di alcuni ha rov­inato tutto, poteva essere una grande occasione!

Al mat­tino  appena arrivata vicino a piazza della Repub­blica pren­dendo un  caffè al bar ho sen­tito due bulli che dice­vano: “facce un caffé bello forte che oggi ‘namo a menà i black bloc! Erano due poliziotti… li ho insultati!

E quando è iniziata la man­i­fes­tazione che hai visto in particolare?

Un uomo in borgh­ese che ha fatto esplodere un’auto in via Cavour con il tele­fonino e poi si è rifu­giato dietro le camionette di polizia e guardia di finanza anche se era in borgh­ese sem­brava uno di loro.

Poi ho visto dei black bloc scenografici vestiti tutti in modo uni­forme e persino con le scarpe uguali…avevano caschi, volto cop­erto e mazze anch’esse nere… erano freddi e tecnici…sembravan mil­i­tari. Sono spun­tati dal nulla in via Cavour all’altezza dell’hotel, in quel momento in cielo girava un eli­cot­tero della polizia ma nes­suno è inter­venuto a fer­marli. Dev­as­ta­vano ogni cosa che vede­vano, in par­ti­co­lare le vetrine di negozi e banche, bru­ci­a­vano le auto e i cas­sonetti dell’immondizia!

Che hai fatto?

Volevo uscire dal cor­teo, fin­germi una tur­ista,  ma non si poteva per­ché dietro c’erano degli incap­puc­ciati (Casa Pound?) anche loro tutti neri che urla­vano slo­gan fascisti, davanti i black bloc e di lato i poliziotti con mazze in mano, allora mi sono unita con alcuni pen­sion­ati e NOTAV  Val­susini che mi hanno accolta con il con­sueto calore, mi sono sen­tita come quando vado in Valle in mezzo ad amici sin­ceri, in testa al cor­teo la ragazza col mega­fono ci ha incor­ag­giato a non aver paura e a  oltrepas­sare i Black Bloc…poi ci ha guidato verso piazza San Gio­vanni dove sem­brava tutto tran­quillo, per aspettare l’inizio dei comizi… ma poco dopo ci sono stati nuove provo­cazioni, questa volta da parte della polizia verso gio­vani man­i­fes­tanti (alcuni anche minorenni). Sono iniziati giro­tondi dei fur­goni delle forze dell’ordine che inves­ti­vano i man­i­fes­tanti più gio­vani, lan­cio di lac­rimo­geni della polizia e lan­cio di sampi­etrini dei gio­vani ai poliziotti il peg­gio che i gio­vani di ambo gli schiera­menti potessero tirare fuori: dis­per­azione, vio­lenza, Odio.

E che hai fatto allora?

D’istinto mi è venuto di cor­rere, ma sem­pre la ragazza col mega­fono, ci ha esor­tato a stare uniti e a non cor­rere. In effetti è una cosa da non fare per­ché gen­era pan­ico e autor­izza i poliziotti a spararti addosso o gli mette paura, in ogni caso  fai più o meno incon­sapevol­mente il gioco di chi vuole annien­tarti. Allora mi sono unita al gruppo sul piaz­zale della chiesa e ho tirato fuori i limoni dallo zaino, ho imbe­vuto il foulard di succo di limone e ho aiu­tato ignari pas­santi romani a pro­teggersi dagli effetti del gas CS.

Poi ingen­u­a­mente (lo ammetto credo sem­pre nel dial­ogo, ma delle volte a torto) ho chiesto ad una poliziotta grad­u­ata come portare fuori in sicurezza dalla piazza i man­i­fes­tanti paci­fici, ma questa, evi­den­te­mente mentendo sapendo di men­tire, mi ha indi­cato la via dove sicu­ra­mente saremmo stati coin­volti in mag­giori dis­or­dini. Per for­tuna la ragazza col mega­fono e altri stu­denti paci­fici sono rius­citi, mal­grado la con­fu­sione, a comu­ni­care via twit­ter con altri man­i­fes­tanti e ci ha con­sigliato di pas­sare da un’altra parte per rag­giun­gere “il circo Mas­simo”, li, oltre ad essere in salvo, ci siamo uniti ad altri man­i­fes­tanti tra cui gli artisti del “Teatro Valle”, è stato emozionante…soprattutto quando la gente ai bordi delle strade e dalle finestre applau­diva il gruppo di noi NO TAV.

Arrivati alle Piramidi ho con­cluso la gior­nata con alcuni anziani Val­susini. e con Margherita, una musicista romana e No Tav, conosci­uta in un’altra occa­sione a Roma, ci siamo rifocil­lati e riposati in una trat­to­ria del vicino quartiere Testaccio.

Col senno del poi visto come ha degen­er­ato la man­i­fes­tazione avresti parte­ci­pato ugualmente?

SI Sicu­ra­mente SI…altrimenti avrei cre­duto alle balle dei giornali…invece c’ero e ho visto da me, poi mi sem­brava giusto parte­ci­pare atti­va­mente, ma.… c’è ancora qual­cosa che mi sfugge!

Que se vayan todos?

300478_10150348082884674_8178669673_7910573_809731365_nEl pueblo unidos jamas serà ven­cido” dice il ritor­nello di una can­zone che chi si sente riv­o­luzionario ha sicu­ra­mente can­tato a squar­ci­agola in altret­tante piazze rivoluzionarie…

Ma se “el pueblo” no es unido…che succede?

Que se vayan todos?

E dopo?

Chi viene?

Ho paura!

TAV: Una mattina al Politecnico per saperne di più!

politecnico_di_torino_logoQUALI RISCHI PER L’AMBIENTE, I LAVORATORI DEI CANTIERI, I CITTADINI  DELLA VALLE DI SUSA E 

POLITECNICO DI TORINOAULA MAGNA corso Duca Degli Abruzzi 24

TORINO

La real­iz­zazione della linea fer­roviaria ad Alta Veloc­ità Torino-Lione in Val di Susa è da tempo con­tor­nata da aspre polemiche, che non las­ciano emerg­ere gli aspetti più sig­ni­fica­tivi e tec­nici dell’opera stessa. Al di là degli slo­gan e delle posizioni favorevoli o con­trarie alla sua real­iz­zazione, l’incontro si pone l’obiettivo di far luce su tem­atiche rel­a­tive alla salute pub­blica, ai pos­si­bili dis­agi psi­coso­ciali e all’infortunistica, che un prog­etto di queste dimen­sioni potrebbe comportare.

Sono però temi che vanno con­tes­tu­al­iz­zati, osser­vati con la cog­nizione dei dati rel­a­tivi all’intera opera: per questo è impre­scindibile la conoscenza degli obi­et­tivi che l’opera stessa si pre­figge, in ter­mini eco­nomici e di polit­ica dei trasporti, alla luce di un bilan­cio tra costi-benefici – eco­nomici ed ener­getici – e del pos­si­bile impatto ambientale.

Del resto sono tem­atiche la cui osser­vazione può pog­giare non soltanto su anal­isi, dati di stu­dio e proiezioni, ma anche sull’esperienza ormai mat­u­rata e con­sol­i­data attra­verso la real­iz­zazione di altre tratte di linea. Un’esperienza alla quale pure far rifer­i­mento, come quella dell’area fiorentina e del Mugello da cui si pos­sono trarre tes­ti­mo­ni­anza e van­tag­gio, per calare la sin­gola ques­tione della Alta Veloc­ità in Val di Susa nel più ampio ambito della rete ad Alta Veloc­ità a liv­ello nazionale.

Le tem­atiche trat­tate nell’incontro vert­er­anno preva­len­te­mente su aspetti sci­en­tifici della salute pub­blica e di impatto ambi­en­tale: si è scelta la sede del Politec­nico di Torino per per­me­t­tere a chi­unque di parteciparvi.

PROGRAMMA

Mario CAVARGNA – Pronatura, Torino

Anal­isi delle carat­ter­is­tiche del prog­etto TAV in Val di Susa Una grande opera o è fortemenete utile o è forte­mente dan­nosa. L’utilità diventa quindi il primo para­metro da affrontare e in questo senso le richi­este di anal­isi esauri­enti e leali, sia in ter­mini di impatto fisico che di salute, da parte dei cit­ta­dini inter­es­sati sono legit­time. Per quanto attiene la fer­rovia ad alta veloc­ità manca il traf­fico: il traf­fico merci nei trafori autostradali italo-francesi è sceso del 31% nel decen­nio 2000–2009. Il liv­ello attuale è tor­nato a essere quello di 18 anni addi­etro con ten­denza neg­a­tiva, poiché gli scambi rec­i­proci sono stati sos­ti­tu­iti da impor­tazioni d’oltremare. L’insieme dei prob­lemi legati al trasporto, alla sicurezza e alle modal­ità d’esercizio con­ducono l’iniziale prog­etto ad alta veloc­ità ad una para­dos­sale penal­iz­zazione della capac­ità di traf­fico a fronte di una spesa equipara­bile a quella sosteni­bile per tre ponti sullo stretto di Messina.

Angelo TARTAGLIA – Politec­nico di Torino

Quali dovreb­bero essere i van­taggi del nuovo col­lega­mento tra Torino e Lione? – Anal­iz­zando sin­teti­ca­mente i costi dell’opera e l’andamento attuale e futuro prob­a­bile dei lussi di passeg­geri e merci si dimostra che il nuovo col­lega­mento non avrebbe alcuna pos­si­bil­ità di rag­giun­gere il pareg­gio eco­nom­ico nem­meno sul lungo peri­odo, som­mando così gli svan­taggi eco­nomici a quelli ambientali.

Pietro SALIZZONI — Uni­ver­sità di Lione

Impatto acus­tico delle linee AV/ACDescrizione dei fenomeni di gen­er­azione di rumore fer­roviario della sua propagazione in prossim­ità di una linea AV/AC, con par­ti­co­lare atten­zione al caso delle valli alpine. Anal­isi di un caso stu­dio: l’impatto della linea Torino-Lione nella bassa Val di Susa.

Mas­simo ZUCCHETTI — Politec­nico di Torino

Impatto ambi­en­tale e sulla salute del TAV: uranio, amianto, altri mate­ri­ali peri­colosi – La pre­senza di uranio, amianto e altri mate­ri­ali peri­colosi in Val di Susa viene esam­i­nata sulla base della let­ter­atura stor­ica e recente, illus­trando i risul­tati degli studi dell’autore, con­sulente della Comu­nità Mon­tana Val­susa da quasi un decen­nio. ver­ranno illus­trati due case stud­ies sugli effetti: radon e lavo­ra­tori, polveri di smarino e popolazione.

Luca MERCALLI – Soci­età Mete­o­ro­log­ica Italiana

La cura del ferro per inquinare meno? Dipende, c’è ferro e ferro… – Il prin­ci­pale pos­tu­lato su cui si basa la scelta di trasferire merci e passeg­geri dalla strada alla rotaia è la riduzione di emis­sioni cli­mal­ter­anti e inquinanti asso­ci­ata al risparmio ener­getico otteni­bile dal mezzo fer­roviario rispetto a quello su gomma azion­ato da motore ter­mico. Ciò non è tut­tavia sem­pre vero, e dipende forte­mente dall’investimento di “ener­gia gri­gia” uti­liz­zata per la costruzione di una nuova infra­strut­tura, com­pren­siva di quella inglo­bata nei mate­ri­ali e di quella nec­es­saria alla ges­tione e manuten­zione. Nel caso di un prog­etto per­vaso da gigan­tismo infra­strut­turale come la linea Torino-Lione, si rischia che la cura sia peg­giore del male, e si richiede comunque un’accurata anal­isi del ciclo di vita dell’opera prima di avviare qual­sivoglia real­iz­zazione. Inoltre la rap­ida evoluzione delle tec­nolo­gie dell’informazione e della comu­ni­cazione, nonché del trasporto su gomma ali­men­tato elet­tri­ca­mente, con­sigliano ulte­ri­ore pru­denza rispetto agli sce­nari che gius­ti­f­i­cano un’opera asso­lu­ta­mente rigida e non modulabile.

Giro­lamo DELLOLIO – pres­i­dente Asso­ci­azione di volon­tari­ato “Idra”, Firenze

Impatti, pre­ven­zione, con­trolli e sicurezza nella TAV appen­ninica e nel Nodo di Firenze – La doc­u­men­tazione rac­colta in 17 anni di mon­i­tor­ag­gio riv­ela il tipo di approc­cio col quale sono stati affrontati in Toscana i temi della pre­ven­zione nei cantieri, della salute pub­blica e della sicurezza dei lavo­ra­tori e dei passeg­geri della linea TAV. Di par­ti­co­lare inter­esse la per­sis­tente sot­to­va­l­u­tazione del diritto alla salute e alla qual­ità della vita anche nella dimen­sione urbana della cantier­iz­zazione per la stazione e i tun­nel per il Nodo AV di Firenze.

Luigi CARPENTIERO – Medico del Lavoro, ASL 10 Firenze

Prob­lem­atiche infor­tunis­tiche, di salute e dis­a­gio psi­coso­ciale  nei lavo­ra­tori della TAV e delle grandi opere infra­strut­turali dell’area fiorentina – Le ricerche effet­tuate dalla ASL 10 di Firenze, con il sup­porto uni­ver­si­tario e della coop­er­azione sociale,  nell’ultimo decen­nio di lavori nelle grandi opere infra­strut­turali dell’area fiorentina, tra cui la TAV, hanno evi­den­zi­ato un impatto impor­tante dell’organizzazione del lavoro sia nell’amplificazione dei rischi clas­sici pro­pri di tali opere (polveri, fumi, rumore ecc.) sia sull’usura psi­cofisica e sul dis­a­gio psi­coso­ciale dei lavo­ra­tori. Fat­ica fisica,  turni di lavoro a ciclo con­tinuo, iso­la­mento nei campi base dor­mi­to­rio e  lon­tananza dalla famiglia sono stati gli aspetti più indagati. Si è ril­e­vata anche una con­nes­sione tra gli infor­tuni più gravi e la tipolo­gia di turno adot­tato. Un’aggravante per alcuni cantieri è cos­ti­tu­ito dal fenom­eno del “mob­bing” deter­mi­nato dal “capo­ralato” che vige nel reclu­ta­mento dei lavo­ra­tori, prove­ni­enti quasi tutti da deter­mi­nate aree geogra­fiche del paese.

Marco TOMALINO – Coor­di­na­mento oper­a­tori san­i­tari Val di Susa

TAV e salute pub­blica. I rischi emer­genti dall’analisi dei prog­etti – L’esame dei prog­etti pre­lim­i­nari della nuova linea Torino-Lione riv­ela numerosi aspetti crit­ici per la salute pub­blica, legati alla pre­senza di mate­ri­ali peri­colosi, amianto e uranio, e alle attiv­ità di cantiere, con pos­si­bile coin­vol­gi­mento di strut­ture assis­ten­ziali e san­i­tarie. Ven­gono esam­i­nati in det­taglio gli aspetti car­enti e con­trad­dit­tori dei prog­etti. Viene pre­sen­tata l’iniziativa di infor­mazione degli oper­a­tori san­i­tari della Valle.

Ful­vio AURORA – Med­i­c­ina Demo­c­ra­t­ica, Milano

Il ris­chio zero. Un diritto per la popo­lazione della Val di Susa – La real­iz­zazione di grandi opere in un momento di grave crisi sem­bra sem­pre più moti­varsi per l’investimento, lo sposta­mento di ingenti cap­i­tali ancora prima che per la pre­sunta util­ità delle opere stesse. Di fatto assis­ti­amo a una sub­or­di­nazione del lavoro da parte del mondo della Finanza: tanto più dis­tante è l’investitore dal mondo del lavoro, tanto mag­giore è la pos­si­bil­ità che prob­lemi quali l’impatto ambi­en­tale e la sal­va­guardia della salute per lavo­ra­tori e cit­ta­dini passino in sec­ondo piano o vengano min­i­miz­zati. Questo lede un diritto fon­da­men­tale dei cit­ta­dini e dei lavo­ra­tori medes­imi, quello di vivere e di lavo­rare a ris­chio zero. Definito attra­verso le lotte operaie, e recu­per­ato nei pro­cessi che hanno avuto per soggetti lavo­ra­tori morti per infor­tu­nio e per malat­tie pro­fes­sion­ali, sot­to­lin­eato e teoriz­zato da Med­i­c­ina Demo­c­ra­t­ica a par­tire da Giulio Mac­cac­caro, il “ris­chio zero” è l’idea base della parte­ci­pazione dei lavo­ra­tori e dei cit­ta­dini ai pro­cessi decisionali.

Enrico MORICONI, Pres­i­dente AVDA (Asso­ci­azione Vet­eri­nari per i diritti degli ani­mali)

Non solo gli uomini, anche gli ani­mali sof­frono – Nella prog­et­tazione delle grandi opere spesso – quasi sem­pre – non si con­sid­era quello che può accadere agli ani­mali, o sono gener­i­ca­mente con­siderati far parte dell’ambiente. Riconoscendo l’importanza fon­da­men­tale dell’ambiente, non si deve dimen­ti­care che gli ani­mali però sono esseri viventi che sof­frono e si ammalano come le per­sone e sono diversi dal mondo veg­e­tale. L’intervento pre­senta il risul­tato di un primo doc­u­mento di val­u­tazione dei pos­si­bili danni per gli ani­mali, quelli che vivono in famiglia, quelli all­e­vati per inter­esse e quelli liberi. Si tratta di un lavoro in corso in quanto sono attesi inter­venti di altri pro­fes­sion­isti e val­u­tazioni non solo gen­er­ali ma anche specifiche.

Mod­er­a­tori:

Giuli­etto CHIESA, gior­nal­ista, europar­la­mentare
Rossana BECARELLI, Ospedale S. Gio­vanni Antica Sede, Torino

Nottetempo …la banda del buco…

banda del buco napoli(1)Dall’audizione in com­mis­sione Petizioni dell’Unione Euro­pea, ieri 3 otto­bre 2011 a Bruxelles

IL COMITATO NO TAV porta diversi dossier con doc­u­menti sulla situ­azione in Vald­iS­usa a sup­porto di diverse denunce per truffa ai danni della UE e varie vio­lazioni dei diritti europei a com­in­ciare da abusi sulla popolazione.

Alcuni mem­bri della commissione:

Sabine Wils (Europar­la­mentare tedesca):

Non capisco per­ché un paese come l’Italia investa importi tanto ingenti in prog­etti non voluti e dan­nosi per l’ambiente! Confermo l’opposizione della popo­lazione, che il cantiere è difeso dai mil­i­tari, oppos­i­tori arrestati, imp­ri­gionati in Ger­ma­nia situ­azioni di questo tipo sono inc­on­cil­i­a­bili con la democrazia.

È inaccettabile. Inconcepibile che i mil­i­tari tutelino un cantiere.

E La danese Mar­garet Auken mi sem­bra che sti­ate spre­cando soldi, non vedo per­ché si debba assis­tere l’italia, su questo dovrà arran­gia­rsi, teni­amo aperta la petizione ndr petizione all’UE del Movi­mento No TAV

Le opere devono essere dis­cusse con le comu­nità locali. Dalle infor­mazioni che abbi­amo non è chiaro se le comu­nità locali siano state ascoltate. 

Se non c’è coin­vol­gi­mento dei locali, non ci sono i pre­sup­posti per i fondi UE

Il diritto europeo dovrebbe essere rispettato. 

E CHE FA LA BANDA DEL BUCO per rispettare il diritto Europeo? Notte tempo, come chi ha qual­cosa da nascondere,…organizza prima un disp­ie­ga­mento incred­i­bile di forze dell’ordine…poi fa arrivade una pic­cola triv­el­lina e una rus­petta che piazza in una posizione improb­a­bile. Il fine di tutto ciò? Truf­fare l’UE (ma non siamo noi cit­ta­dini l’UE?Ci truf­fi­amo da soli?) Al fine di farsi cor­rispon­dere dei quat­trini per l’acconto sui lavori di un’opera che prob­a­bil­mente non verrà realizzata.

Questo avviene con la com­plic­ità dei gior­nali locali i cui cro­nisti anzichè ver­i­fi­care la veridic­ità delle notizie…si lim­i­tano a fare la pub­blic­ità delle gesta della “banda del buco”!

Intanto suc­cede che su tutto il ter­ri­to­rio ital­iano si può venir fer­mati e inti­moriti dalla polizia per il sem­plice pos­sesso di una bandiera NO TAV! Ma la UE lo sa? E voi lo sapete che i soldi per tutto questo li state tirando fuori di tasca vos­tra? Preparat­evi per aggiungerne altri…il buco è molto vorace…solo di sorveg­lianza vi costa 90.000 euro al giorno! Forse vi con­veniva avere un figlio drogato piut­tosto che un gov­erno così ladro e criminale!

Fatti gli affari tuoi!

imagesNon sono un’economista quel po’ di econo­mia che conosco l’ho appreso da mia madre che quando doveva com­prarci i libri per stu­di­are (eravamo 4 figlie più una zia minorenne) faceva econo­mia al mer­cato tra i banchi degli ali­men­tari. Non ci è mai man­cato il cibo, ma lei non avrebbe mai per nes­sun motivo com­prato dei cibi che arriva­vano da lon­tano, delle albic­oc­che d’inverno o delle arance d’estate e decideva lei cosa met­tere in tavola, in base alle migliori offerte del mer­cato sia in ter­mini di con­ve­nienza eco­nom­ica sia di qual­ità, col­ori, pro­fumi, gusti e, non ultima “la sostanza”. Se mia madre doveva scegliere tra due ali­menti o oggetti da acquistare infatti, statene certi che sceglieva quello più “sostanzioso”. Poi c’era mia nonna che risparmi­ava a più non posso, sapeva tutto di soldi, di inter­essi pas­sivi e attivi e, con i suoi pic­coli grandi depositi, come il Jonh May­nard Keynes che ho poi apprez­zato nei libri alle superiori…interveniva nella pic­cola econo­mia della mia famiglia facen­doci ora da com­pag­nia assi­cu­ra­trice per gli eventi impre­visti, ora da azionista/finanziatore per pic­coli inves­ti­menti, non prima di averci sner­vato con riu­nioni famil­iari, dove con matita e notes, pren­deva appunti, tirava somme e  sev­era­mente ci evi­den­zi­ava gli even­tu­ali nos­tri sprechi, le pos­si­bili soluzioni di ulte­ri­ore risparmio o ci con­sigli­ava come ren­dere più pro­dut­tive le nos­tre entrate e quali fos­sero i nos­tri diritti nei riguardi del datore di lavoro o quanto fosse il giusto com­penso per i nos­tri lavoretti di stu­dentesse.  In prat­ica le donne della mia famiglia a noi figlie, hanno inseg­nato come scegliere e come  non farci fre­gare, ma mia nonna era anche molto reli­giosa e sebbene di idee politiche opposte al mar­ito (Lei democris­tiana e lui anti­cler­i­cale, social­ista e anche un po’ anar­chico) ci ha trasmesso insieme a lui il rispetto per il prossimo, la sol­i­da­ri­età e la difesa dei deboli.

Oggi che mi sento palese­mente fre­gata… vedo invece intorno a me per­sone che mi dicono a gran voce:

MA FATTI GLI AFFARI TUOI!

Hanno arrestato due donne inno­centi E le han tenute in carcere 13 giorni trat­tan­dole come delle crim­i­nali ma ieri in par­la­mento hanno for­nito l’ennesimo sal­va­con­dotto per il mafioso di turno!

E che cosa ci puoi fare tu? Fatti gli affari tuoi…non ti immischiare…in fondo ave­vano solo da farsi anche loro gli affari pro­pri anziché andare li! Dai retta a me… se la son cercata!

Vogliono fare il TAV?  Che cosa te ne frega? Non sei nem­meno Val­susina. Il mondo non lo cambi… i politici son tutti uguali, é sem­pre stato così e sem­pre sarà così…perché ti vuoi rov­inare la salute? Che vuoi fare? Sal­vare il mondo? Mi fai ridere!

Sono stanca e amareg­giata e a vedere che tutti intorno a me pen­sano o a fare soldi o a sal­varsi il pro­prio fon­doschiena… mi ver­rebbe davvero voglia di dire: Ma andat­evene tutti a farvi fot­tere. Ma cerco la ver­ità e leggo le men­zogne dei gior­nali e il mio sangue ribolle.

Riv­o­luzionaria o rif­lessiva? Tutte e due non si può?

Chissà se fos­sero vivi i miei nonni che fareb­bero? Penso sem­pre a loro quando sono nel pan­tano come ora!

Lui senza dub­bio sarebbe a resistere in Val Clarea…anche a costo di farsi arrestare o di farsi sparare in fac­cia come è suc­cesso a me il 9 settembre.

Lei la met­terebbe subito sui soldi avremmo una con­ver­sazione di questo tipo:

- Ma è nec­es­sario fare questa spesa? - Non lo so nonna… dicono che l’Europa vuole questo TAV… serve per far andare veloci le merci da Pechino a Lisbona…anche se i Por­togh­esi ci han ripen­sato per­ché soldi non ne hanno! I gior­nali dicono che i francesi ci tengono…ma i francesi con cui ho par­lato io non mi pare!

A quel punto lei inforcherebbe gli occhiali e com­in­cerebbe a pren­dere appunti e a scri­vere cifre.Al che io le con­testerei: Ma nonna! Sem­pre con sti numeri…possibile che non ti importa niente dei sogni, degli alberi che taglierebbero…della mon­tagna… del rumore del fiume…delle opinioni…e la matem­at­ica non lo è?

- Zitta! Mi rispon­derebbe lei (quando faceva i conti pre­tendeva silen­zio).Quanto costa?- Non lo so nonna … ma rischia di costarci troppo ho sen­tito par­lare di 17 mil­iardi di euro ovvero 1300 euro al cen­timetro, ma ieri su la Stampa c’era scritto che costerà solo 8,2 mil­iardi di euro ma fig­u­rati se bas­tano (lei com­in­cerebbe a met­tere in colonna sul foglio gli zeri che ci vogliono per fare in cifre ottovir­go­ladue­mil­iar­di­dieuro). Ma il gior­nale dice che è “low cost“per noi Ital­iani per­chè la fac­ciamo pagare quasi tutta ai francesi o all’Europa - Per­chè vogliamo fre­gare i francesi? Non siamo amici? E’ per quello che c’è la polizia sulle mon­tagne? I francesi vogliono la guerra? E quanti siamo in Italia? E in Europa?- Una domanda per volta…La polizia sulle montagne…no spara o man­ganella e arresta quelli che non vogliono la tav.…Si coi francesi siamo amici e siamo 60 mila ital­iani in Italia… 490 mila in Europa…perché? Come Per­chè? Pos­si­bile che non ci arrivi? Per­ché NON CE LO POSSIAMO PERMETTERE ne noi ital­iani ne noi europei! Sono ‎16734 euro  a testa per ogni europeo e 5833 euro per ogni ital­iano, com­presi pen­sion­ati, lat­tanti, stu­denti e dis­oc­cu­pati. Affer­merebbe lei mostran­domi il fogli­etto dei suoi conti. Ma che vuol dire “low cost”? Quando usano l’inglese è per­ché c’è sotto qualcosa…ti vogliono fre­gare! - Ma Cota e Mat­te­oli la vogliono! - Adesso mi sentono, scriverò una let­tera al Pres­i­dente della Repub­blica e al Pres­i­dente dell’Europa per dirgli che sono somari ed incom­pe­tenti per­ché non si sanno fare i conti!

I miei nonni sono morti da qualche anno quindi non dovranno pen­sare a trovare 11666 euro, della loro quota del buco TAV ne a venire in Valle Clarea a rischiare di essere col­piti al volto dai Cec­chini man­dati da Maroni a cer­care il morto, io quasi quasi la smetto di farmi GLI AFFARI TUOI…tanto a te non inter­essa tirare fuori, solo per un buco in una mon­tagna che “non sono affari tuoi”,  5833 Euri!

Una storia disonesta

Questa è una sto­ria “DISONESTA” e tutti dovremmo essere in pri­gione insieme a Mar­i­anna e Nina per­ché tutti siamo colpevoli.
Dovrebbe essere arrestato chi com­mette gravi cri­m­ini con­tro l’umanità e la natura pro­po­nendo un MODELLO DI SVILUPPO CHE NON è PIù  SOSTENIBILE.
Dovrebbe essere arrestato tutto il GOVERNO ITALIANO e LA CORTE DEI CONTI  che a giugno hanno delib­er­ato un capito lo di spesa per UN MILIONE di Euro per acquistare gas CS vietati persino nelle guerre, da sparare addosso a chi si ribella alle ingiustizie.
Dovreb­bero essere arrestati col­oro che armano gio­vani mil­i­tari di questi CS vietati dalle con­ven­zioni europee (ma solo in questo caso le leggi europee non si appli­cano?) senza avvis­arli della loro peri­colosità con l’aggravante che senza for­mazione questi stru­menti, prog­et­tati per dis­perdere man­i­fes­tanti, diven­tano armi per uccidere i man­i­fes­tanti e farne strage!
Dovreb­bero essere arrestati tutti i politici di destra ma soprat­tutto quelli di sin­is­tra, (con l’aggravante dell’inganno ai loro elet­tori) per aver approvato il prog­etto faraon­ico del TAV la cui util­ità non sono in grado di dimostrare se non con la REPRESSIONE MILITARE DI UNINTERA POPOLAZIONE che invece ha capito che non è utile e per questo lotta per la pro­pria terra e per i pro­pri figli.
Dovreb­bero essere arrestati i politici che spec­u­lano sull’arresto di due donne inno­centi, pen­sando alla van­ità di apparire sui gior­nali piut­tosto che a difend­ere i diritti di due donne colpevoli solo di aver man­i­fes­tato la loro indignazione!
Dovreb­bero essere arrestati i GIUDICI  se anziché met­tersi a dis­po­sizione della ver­ità preferiscono igno­rarla per favorire inter­essi di politici o banchieri senza scrupoli.
Dovreb­bero essere arrestati i banchieri che vogliono la dis­truzione di un intero ter­ri­to­rio e calpes­tano chi vi abita solo per riem­pirsi le casse.
Dovreb­bero essere arrestati i cosid­detti leader per­ché hanno girato al patata bol­lente agli ultimi gradi delle forze dell’ordine met­tendo a repen­taglio le loro stesse vite e la loro salute…in fondo anche loro sono lavo­ra­tori (è le norme di sicurezza? E la pre­ven­zione degli infor­tuni?) Il CS è can­cerogeno pure per i mil­i­tari che lo sparano!
Dovreb­bero essere arrestati gli impre­sari che hanno ottenuto appalti ille­gal­mente e non solo per la TAV.
Dovreb­bero essere arrestati il min­istro MARONI e il min­istro CASTELLI per le gravi dichiarazioni che fanno provo­cando uno  “STATO SOCIALE  GIà SOFFERENTE” togliendo l’ultima sper­anza ai più deboli e dis­perati inducen­doli alla violenza.
Dovrebbe essere arrestati i gior­nal­isti che “per qui­eto vivere” omet­tono la ver­ità per com­piacere i politici, anche se questi non glielo chiedono!
Dovrebbe essere arrestato mio padre che mi invita a tacere… a farmi i fatti miei… che tanto il mondo è mar­cio e non si cam­bia, per­ché (sebbene parla così per affetto nei miei riguardi) è colpev­ole di ucci­dermi se mi toglie anche la sper­anza di cam­biare le cose.
Dovreb­bero essere arrestate le teste calde che but­ter­anno tutte le loro insod­dis­fazioni all’interno di questa vicenda e user­anno NINA  e MARIANNA come pretesto  per sem­i­nare violenza.
Dovreb­bero arrestare tutti i poliziotti che gio­cano a far la guerra sparando indis­tin­ta­mente su ogni bersaglio umano: Come si sen­tireb­bero se per caso suc­cedesse anche per sbaglio di ren­dersi autori o com­plici di un omicidio?
Dovresti essere arrestato tu che leggi e fai le spal­lucce o tu che leggi e bestemmi a casa tua da solo ma quando esci per strada mai fai sen­tire la tua voce!
Dovrei essere arrestata io per­ché pur essendo paci­fista men­tre mi spar­a­vano addosso ho desider­ato la morte di chi mi spar­ava senza pen­sare che  mi ero ancora una volta fatta ingannare da chi mi vuole come non sono!
SIAMO TUTTI COLPEVOLI ARRESTATECIARRESTIAMOCI TUTTI…prima che sia troppo tardi e si arresti anche il nos­tro stesso pianeta!
206824_195482917155968_130117437025850_436270_3957823_nQuesta è una sto­ria “DISONESTA” e tutti dovremmo essere in pri­gione per­ché tutti siamo colpevoli. (Mi riferisco alla vicenda dell’arresto di NINA e MARIANNA)
Dovrebbe essere arrestato chi com­mette gravi cri­m­ini con­tro l’umanità e la natura pro­po­nendo un MODELLO DI SVILUPPO CHE NON è PIù  SOSTENIBILE.
Dovrebbe essere arrestato tutto il GOVERNO ITALIANO e LA CORTE DEI CONTI  che a giugno hanno delib­er­ato un capito lo di spesa per UN MILIONE di Euro per acquistare gas CS vietati persino nelle guerre, da sparare addosso a chi si ribella alle ingiustizie.
Dovreb­bero essere arrestati col­oro che armano gio­vani mil­i­tari di questi CS vietati dalle con­ven­zioni europee (ma solo in questo caso le leggi europee non si appli­cano?) senza avvis­arli della loro peri­colosità con l’aggravante che senza for­mazione questi stru­menti, prog­et­tati per dis­perdere man­i­fes­tanti, diven­tano armi per uccidere i man­i­fes­tanti e farne strage!
Dovreb­bero essere arrestati tutti i politici di destra ma soprat­tutto quelli di sin­is­tra, (con l’aggravante dell’inganno ai loro elet­tori) per aver approvato il prog­etto faraon­ico del TAV la cui util­ità non sono in grado di dimostrare se non con la REPRESSIONE MILITARE DI UNINTERA POPOLAZIONE che invece ha capito che non è utile e per questo lotta per la pro­pria terra e per i pro­pri figli.
Dovreb­bero essere arrestati i politici che spec­u­lano sull’arresto di due donne inno­centi, pen­sando alla van­ità di apparire sui gior­nali piut­tosto che a difend­ere i diritti di due donne colpevoli solo di aver man­i­fes­tato la loro indignazione!
Dovreb­bero essere arrestati i GIUDICI  se anziché met­tersi a dis­po­sizione della ver­ità preferiscono igno­rarla per favorire inter­essi di politici o banchieri senza scrupoli.
Dovreb­bero essere arrestati i banchieri che vogliono la dis­truzione di un intero ter­ri­to­rio e calpes­tano chi vi abita solo per riem­pirsi le casse.
Dovreb­bero essere arrestati i cosid­detti leader per­ché hanno girato al patata bol­lente agli ultimi gradi delle forze dell’ordine met­tendo a repen­taglio le loro stesse vite e la loro salute…in fondo anche loro sono lavo­ra­tori (è le norme di sicurezza? E la pre­ven­zione degli infor­tuni?) Il CS è can­cerogeno e mod­i­fica geneti­ca­mente il dna pure dei mil­i­tari che lo sparano!
Dovreb­bero essere arrestati gli impre­sari che hanno ottenuto appalti ille­gal­mente e non solo per la TAV.
Dovreb­bero essere arrestati il min­istro MARONI e il min­istro CASTELLI per le gravi dichiarazioni che fanno provo­cando uno  “STATO SOCIALE  GIà SOFFERENTE” togliendo l’ultima sper­anza ai più deboli e dis­perati inducen­doli alla violenza.
Dovrebbe essere arrestati i gior­nal­isti che “per qui­eto vivere” omet­tono la ver­ità per com­piacere i politici, anche se questi non glielo chiedono!
Dovrebbe essere arrestato mio padre che mi invita a tacere… a farmi i fatti miei… che tanto il mondo è mar­cio e non si cam­bia, per­ché (sebbene parla così per affetto nei miei riguardi) è colpev­ole di ucci­dermi se mi toglie anche la sper­anza di cam­biare le cose.
Dovreb­bero essere arrestate le teste calde che but­ter­anno tutte le loro insod­dis­fazioni all’interno di questa vicenda e user­anno NINA  e MARIANNA come pretesto  per sem­i­nare violenza.
Dovreb­bero arrestare tutti i poliziotti che gio­cano a far la guerra sparando indis­tin­ta­mente su ogni bersaglio umano: Come si sen­tireb­bero se per caso suc­cedesse anche per sbaglio di ren­dersi autori o com­plici di un omicidio?
Dovresti essere arrestato tu che leggi e fai le spal­lucce o tu che leggi e bestemmi a casa tua da solo ma quando esci per strada mai fai sen­tire la tua voce!
Dovrei essere arrestata io per­ché pur essendo paci­fista men­tre mi spar­a­vano addosso ho desider­ato la morte di chi mi spar­ava senza pen­sare che  mi ero ancora una volta fatta ingannare da chi mi vuole come non sono!
SIAMO TUTTI COLPEVOLI ARRESTATECIARRESTIAMOCI TUTTI…prima che sia troppo tardi e si arresti anche il nos­tro stesso pianeta!

Tribù noTav!

Ketty increta e un black bloc!Un amico che non conosco per­sonal­mente, essendo final­mente in ferie e potendo per­tanto dedi­care una gior­nata al trekking in mon­tagna,  mi pro­pone  di fare una gita in Kiomon­tis­tan. Il 3 luglio arrivando dalle mon­tagne del pinerolese, aveva  ten­tato di venire alla man­i­fes­tazione in auto ma, dopo 3 ore di coda, essendo tutte le strade bloc­cate, non era rius­cito a rag­giun­gere il luogo, quindi è curioso di vedere il punto dove dovrebbe sorg­ere il tun­nel geog­nos­tico.

Lui arriva dalla Val Ger­manasca io abito nell’astigiano, ci tro­vi­amo il 16 agosto all’alba a Stupinigi, per fare insieme il viag­gio in auto fino a Chiomonte, pen­sando di trovare una situ­azione alquanto tranquilla…in fondo siamo a ferragosto. 

Posteggiamo l’auto nel cen­tro per cam­minare sino alla cen­trale idroelet­trica dove c’è anche un camp­ing no tav in cui gior­nal­mente ven­gono fatte delle attiv­ità cul­tur­ali. Tutto tran­quillo ma ci accoglie la des­o­lazione dell’albero di Turi decap­i­tato!

Entri­amo nel campeg­gio per chiedere il pro­gramma degli eventi di quel giorno dopo la passeg­giata potremmo essere inter­es­sati a parte­ci­pare ad uno spet­ta­colo o a una con­ferenza a tema.

Ma all’ingresso ci dicono che alla Mad­dalena, la polizia ha aggred­ito e sgom­brato quelli che fanno lo sciopero della fame da giorni e occorre andare li! Anzi ci chiedono se abbi­amo un auto per accom­pa­gnare degli attivisti a Giaglione, prima era pos­si­bile rag­giun­gere la Mad­dalena anche da qui,  ma ora hanno riem­pito di filo spinato tutta la zona e quindi si deve far un lungo giro largo con l’auto e poi scen­dere giù per il sen­tiero.  Acconsen­ti­amo e tor­ni­amo con l’auto per accom­pa­gnare i due attivisti, Franco, un sig­nore cuneese dalla barba e baffi bianchi e Mar­i­anna una gio­vanis­sima di Torino par­ti­co­lar­mente desiderosa di sostenere i digiu­nanti! Quest’ultima esperta di sen­tieri e boschi, ci  da pre­cise indi­cazioni per giun­gere rap­i­da­mente nel luogo dei dis­or­dini. Men­tre per­cor­ri­amo la strada nel bosco arrivano altri sosten­i­tori con un fuoristrada hanno solo due posti in macchina las­ci­amo andare Franco e Mar­i­anna, che sono attrez­zati meglio di noi per ogni evenienza.

Da lon­tano vedo i primi dis­or­dini, una quan­tità enorme di camion e vet­ture della polizia e di mil­i­tari in tenuta anti­som­mossa e alcuni no tav a cav­al­cioni sul brac­cio di un’unica ruspa!

Incon­tri­amo un certo Andrea, sotto il ponte dell’autostrada, è arrivato d’urgenza anche lui dal campo vicino la cen­trale, ci dice che anche se vor­rebbe essere sotto con gli altri, si è sac­ri­fi­cato per temere di guardia l’accesso nel caso la polizia chi­uda “l’unico accesso alla valle”. Siamo in guerra sec­ondo lui e lo dice con ram­marico per­ché è paci­fista con­vinto e vor­rebbe evitare ogni scon­tro. Più tardi vor­rebbe scen­dere anche per­ché ha un po’ fame e nella fretta non ha potuto pren­dersi nulla da man­giare. Mi offro di dar­gli qual­cosa dal mio zaino…e alla fine man­giamo tutti e tre insieme, e questo ci unisce come fos­simo tutti e tre amici da sem­pre, Sco­pro infine che Andrea abita nella mia provin­cia e con­di­vidi­amo anche altre battaglie sociali, e che abbi­amo la stessa idea anche in fatto di “gius­tizia sociale” e ci acco­muna anche il senso di indig­nazione che provi­amo per la classe politica.

Con­tinuiamo la discesa del sen­tiero verso la zona calda e davanti a noi dopo il pre­sidio dei no tav  si pre­senta per me uno spet­ta­colo agghi­ac­ciante! L’intero perimetro dell’area che la ditta appal­ta­trice vor­rebbe recintare è cir­condato da una catena di uomini in divisa con tanto di caschi man­ganelli e scudi anti­som­mossa, saranno circa 200, conto oltre dieci auto­bus della polizia. Loro arma­tis­simi e davanti a loro alcuni man­i­fes­tanti armati solo della sper­anza in un mondo migliore! Alcuni, ormai abit­uati a quest’assurda guer­riglia e temendo di essere attac­cati con lac­rimo­geni al cs si coprono e preparano le maschere anti­gas, ma la mag­gior parte non ha nes­suna pro­tezione e si sente forte solo del fatto di essere dalla parte dell’unica comune ragione: “PER IL BENE DI TUTTI, IL TAV NON SA DA FARE

Su un pen­dio, il famoso Turi, scalzo e quasi nudo (indossa solo un paio di cal­zoncini corti)  e guardato a vista da tre finanzieri,  con­trap­pone alla vio­lenta pre­senza dei mil­i­tari, la sua ferma oppo­sizione “pas­siva” leggendo ad alta voce, testi di Gene Sharp sulla lotta non vio­lenta. Chiede se qual­cuno vuole dar­gli il cam­bio, in questa “mara­tona di let­tura”, mi avvi­cino lui mi passa il libro e per un po’ leggo io… “ci vor­rebbe un mega­fono!” gli dico, e lui: “sono con­trario per­ché fun­zio­nano a bat­terie e le bat­terie usate inquinano, basterebbe un car­tone per fare una sorta di cono che ampli­ficherebbe la voce, ma non di plas­tica per­ché sono con­trario anche alla plas­tica” mi risponde e questo mi con­ferma l’immagine mito­log­ica anche e un po naif del suo per­son­ag­gio. Trovo un car­tone e glielo adatto a guisa di mega­fono, glielo passo e lui con­tinua a leg­gere Sharp impert­er­rito, mal­grado lo sch­erno di altri “no tav” che scuotono la testa dubi­tando che la filosofia possa servire a qual­cosa con­tro i vio­lenti poliziotti! Arriva Daniele, anche lui coi cal­zoni corti e una magli­etta, armato solo di buone inten­zioni, e pic­colo ed esile e, per­tanto,  sem­bra un ado­les­cente. Ci aiuta nella mara­tona di let­ture filoso­fiche pro­posta da Turi. Ha in mente lo stesso tipo di pen­siero che ho io, dob­bi­amo par­lare coi militari…convincerli che stanno dalla parte sbagli­ata!

Altri intanto partono con insulti gra­tu­iti all’indirizzo dei poliziotti, non con­di­vido il metodo. In fondo che ne pos­sono questi? Obbe­dis­cono a assurdi ordini dall’alto. Osservo i loro volti, gron­danti di sudore, intrap­po­lati nelle loro divise  avranno un caldo pazzesco, inoltre sono al sole, men­tre i man­i­fes­tanti oltre ad essere poco vestiti, sono all’ombra. Pro­pongo di far fare un passo avanti ai mil­i­tari affinché anche loro pos­sano godere del fresco dell’ombra… ma questo mio sug­ger­i­mento non trova il con­senso degli altri man­i­fes­tanti infe­roc­iti, non solo dal TAV ma dalle mis­erie e dif­fi­coltà della vita quo­tid­i­ana,  per molti di loro sicu­ra­mente prob­lem­at­ica a causa della crisi eco­nom­ica e dalla man­canza di prospet­tive nel lavoro. Allora la butto sull’ironico, alzando le spalle dico ai mil­i­tari: “Io ci ho provato…non vi resta che farci una pic­cola carichina…non più di un metro e mezzo…giusto per con­quistare anche voi il vostro diritto all’ombra!  Con questa bat­tuta riesco perfino a strap­pare un sor­riso ad alcuni di loro!

Mi sposto lungo il cor­done di forze dell’ordine… ogni man­i­fes­tante ha un suo metodo…i più anziani iniziano a dis­sertare sul gov­erno ladro e sulla manovra finanziaria, come fareb­bero in un bar di per­ife­ria o al super­me­r­cato. Daniele è più sci­en­tifico, non per niente è un ingeg­nere, e inonda i poveri poliziotti di dati per argo­mentare  per­ché il Tav non conviene!

I poliziotti o mil­i­tari, iniziano a par­larci a rispon­dere, non mi sem­brano gli stessi  del 3 luglio, quelli che spar­a­vano in fac­cia alla gente…il mio metodo e quello di Daniele fun­zio­nano rius­ci­amo a dialog­are con loro a dirgli cose che loro non sanno, ho l’impressione che ci stiano ascoltando con attenzione…alcuni di loro sono già dalla nos­tra parte anche se il loro stipen­dio di 1000/1500 euro al mese gli impedisce di ammetterlo!

Ho dei sen­ti­menti con­trastanti. sarà la lon­tananza da mia figlia, ma mi sento mamma di tutti quelli che hanno più o meno 26 anni come lei, ovvero gran parte dei pre­senti in entrambe le fazioni. Infatti provo tenerezza sia per alcuni man­i­fes­tanti, che i nome di ide­ali puri sono li anziché far prevalere l’egoismo tipico dei loro coetanei, sia verso i poliziotti che per pochi euro di stipen­dio, ven­gono pri­vati anche della lib­ertà di pensiero!

Il bello della gente è questo! In cias­cuno c’è del bene…basta cer­carlo in fondo nascosto così bene in fondo all’apparenza!

Quante cose imparo sul genere umano ogni volta che vengo in Val di Susa!

Men­tre parliamo…la recinzione è quasi intera­mente piaz­zata. Nell’ultimo tratto, per impedire che venga appli­cata la rete, 2 ragazze iniziano ad usare il cavo d’acciaio come un’altalena, gli operai si fermano…la poliziotta che dirige…viene verso i man­i­fes­tanti più anziani e con grande “fac­cia da schi­affi” azzarda a chiedere un accordo per far scen­dere le ragazze da quell’altalena improvvisata…ecco con questa non rius­cirei ad essere non vio­lenta, penso. Ma per for­tuna ci pensa metafori­ca­mente un vec­chio attivista, che le risponde: Va bene io le fac­cio smet­tere ma solo se ve ne andate pure voi! Lei sor­ride ma poi, invece, ordina ai suoi di indos­sare i caschi e di attaccare!

In quel pre­ciso istante un ragazzo armato di tenaglie in meno di un min­uto gli disfa mezza recinzione approf­ittando del fatto che i mil­i­tari ora­mai in con­fi­denza con i man­i­fes­tanti o forse con­sapevoli di stare dalla parte sbagli­ata hanno indugiato qualche istante per eseguire l’ordine di attacco.

Ricom­in­cia la guer­riglia! L’idrante si gira verso di noi…comincio ad allontanarmi…un’anziana no tav zop­pica una ragazza la sor­regge per un brac­cio, mi metto istin­ti­va­mente dall’altra parte e la solle­vi­amo let­teral­mente dal ter­reno por­tan­dola fuori dal rag­gio d’azione del getto d’acqua.

Un’altra anziana, tira fuori e indossa, uno sfizioso imper­mi­a­bilino rosa shokking! Si accorge che la guardo e mi fa in piemon­tese: “Mi ero stu­fata di essere chia­mata Black bloc e allora visto che il nero non lo sop­porto purché non mi dicano che sono black me lo son com­prato pink!”

E’ quasi notte, avessi una tenda mi fer­merei  qui a com­bat­tere con i fratelli valsusini…ma io e il mio amico dob­bi­amo pren­dere il sen­tiero che torna alla macchina…la gior­nata è volata… andi­amo via ma un pezzo di cuore resta qui, non smet­ter­emo mai  di difend­ere queste mon­tagne e questa gente!

Alta velocità? Si grazie!

imagesUn euro investito in banda larga ne gen­era 4 in PIL (Fonte Sole 24 ore).

Per non par­lare dei posti di lavoro e della ric­chezza sociale che la veloc­ità delle infor­mazioni potreb­bero creare!

E noi che fac­ciamo invece? Sprechi­amo tutti i soldi nos­tri (anche quelli che non abbi­amo) per una stu­p­ida linea fer­roviaria veloce! Allora non ditemi che volete il pro­gresso…per­ché men­tite sapendo di men­tire, insis­tendo nell’individuare nel TAV la soluzione a tutti i nos­tri mali!

Non ditemi che sono con­tro il pro­gresso, per­ché in realtà siete voi che non volete farmi progredire!

Non ditemi che siete voi a vol­ere la veloc­ità e la cir­co­lazione della ric­chezza e che sono medievale…per­ché i medievali siete voi che imponete la medi­oc­rità e la cor­ruzione e offus­cate le eccel­lenze!